Bidoo.it: il sito di aste a metà tra scommesse e e-commerce che sta stupendo internet coi suoi affari eccezionali

Fin dalle sue origini, il web ha spinto i più avventurosi a cimentarsi nelle più svariate forme di business. Affianco alle aste online tradizionali e a quelle al ribasso, sono le cosiddette “aste al centesimo” a risultare particolarmente suggestive per i moderni cacciatori di occasioni.

Sempre più spesso, in particolar modo sui social, capita di imbattersi in post e video che vantano affari apparentemente al limite del possibile, con prodotti d’ogni genere acquistati (o meglio, vinti) a prezzi stracciati grazie alle aste online organizzate dall’ormai affermatissimo sito web Bidoo.it, sul quale tutti i giorni più di centomila utenti si danno battaglia da mezzogiorno a mezzanotte per aggiudicarsi una vasta gamma di articoli con pochi spiccioli.
Vale allora la pena chiedersi come funzioni, cosa lo differenzi dalla concorrenza e quali siano i segreti che permettono a un business model del genere di essere sostenibile e profittevole nel lungo periodo.

IL MONDO DELLE ASTE AL CENTESIMO

Bidoo, così come le rivali MadBid e PrezziPazzi, è una società con sede legale a Londra (caratterizzata da una legislazione più favorevole) che dal 2011 gestisce in Italia un sito di aste al centesimo. Attenzione a non confonderle con le aste al ribasso: mentre in queste ultime il prezzo del bene segue una direzione decrescente, su Bidoo e simili ogni asta parte dallo stesso prezzo di partenza (0,01€) e ad ogni partecipante è data la possibilità di rilanciare esclusivamente di un centesimo per volta. Subito dopo ogni puntata il timer si resetta e riparte con il countdown (solitamente della durata di 5, 10 o 15 secondi) fino al momento in cui, in assenza di nuove offerte allo scadere del tempo, l’asta viene chiusa.
La particolarità (nonché fonte di guadagno per l’azienda) che spiega il motivo per il quale questo tipo di aste siano chiamate anche “aste a pagamento” è data dal fatto che il numero di rilanci a disposizione di ogni contendente non sia infinito: per partecipare è dunque necessario aver preventivamente acquistato un numero di puntate sufficiente a tener testa ai propri avversari senza lasciarsi scavalcare, ed è proprio questo a far sì che i prezzi finali si mantengano quasi sempre (e a volte incredibilmente) bassi.
In alternativa ai pacchetti di puntate offerti dal sito (differenziati in prezzi e quantità per adattarsi a ogni portafoglio) è comunque possibile accumularle gratuitamente grazie ai premi periodici che il sito concede ai propri iscritti, anche e soprattutto sulla base della loro fedeltà e del loro impegno nel diffondere e supportare il marchio sui social. Bidoo infatti si è reso protagonista di una marketing strategy particolarmente aggressiva, peculiarmente affidata ai propri stessi clienti: testimoniando pubblicamente le proprie vincite, accedendo periodicamente alla pagina web, condividendo su Facebook le testimonianze dei vincitori, postando recensioni positive sulle piattaforme di rating e seguendo attivamente l’azienda su Instagram e Telegram  è infatti possibile guadagnare più di una decina di puntate gratuite al giorno, accumulando così un gruzzoletto che può permettere ai più pazienti di gareggiare assiduamente senza dover sborsare un euro per avere la possibilità di rilanciare.

UN BUSINESS MODEL CHE NON E’ AFFATTO UNA BIDOO-NATA

Con prezzi di vendita ampiamente al di sotto del livello di mercato e con una buona parte delle puntate direttamente regalate agli utenti piuttosto che vendute, risulta allora lecito chiedersi come possa riuscire un business model simile a coprire i costi e generare profitti sufficienti a finanziare la notevole crescita che ha portato Bidoo.it ad affermarsi come il sito web di riferimento per chiunque voglia cimentarsi nelle aste al centesimo online in Italia.
Innanzitutto, non tutte le aste si concludono effettivamente con un guadagno per l’ultimo offerente, il quale a volte, paradossalmente, può spingersi a spendere più del prezzo di mercato. Per capire i meccanismi irrazionali che guidano certe decisioni, ci vengono in aiuto psicologia e teoria dei giochi, in particolare l’”asta del dollaro“, proposta dall’economista Martin Shubik: in tale esempio, un dollaro viene messo all’asta e i partecipanti possono rilanciare di un centesimo. Chi fa l’offerta più alta si aggiudica il dollaro e paga quanto dichiarato ma, chi non vince, paga comunque la propria offerta più alta. In questo contesto, arrivati ad offrire novantanove centesimi e vendendosi superati dall’avversario, in accordo con i principi di razionalità e convenienza economica, non resterebbe che offrire un dollaro e un centesimo, accettando di andare in perdita aggiudicandosi il dollaro (-0.01) piuttosto che dover sborsare novantanove centesimi e uscire a mani vuote. Come nell’asta del dollaro, dopo aver investito molte puntate (le quali, gratuite o meno, costituiscono una risorsa scarsa dotata di un proprio valore monetario intrinseco) anche su Bidoo può capitare di trovarsi costretti, insieme agli altri giocatori, a spingersi oltre il proprio limite per non perdere quanto già messo sul piatto.
È anche grazie a questo meccanismo e alla forte concorrenza tra gli utenti che il sito riesce a evitare di regalare letteralmente i prodotti commercializzati, ma la vera fonte di reddito non deriva certo dall’incasso dei prezzi finali delle singole aste. Oltre agli smartphone, laptop, televisori, orologi, buoni amazon e carburante e un’infinità di altri prodotti infatti, non bisogna dimenticarsi della vendita diretta dei pacchetti di puntate, dalla quale Bidoo si assicura una buona fetta di fatturato.
Si potrebbe obiettare che, con la massiccia quantità di puntate gratuite giornalmente iniettata sul mercato virtuale per fini di marketing, il valore delle stesse possa finire per inflazionarsi e scoraggiare oltremisura l’acquisto di tali pacchetti. In realtà il sito è riuscito ad architettare un meccanismo in grado di vendere le puntate e contemporaneamente ridurne la quantità in circolazione: le aste di puntate. Mettendole dunque all’asta, al pari degli altri prodotti, sono riusciti infatti a sfruttare la competizione tra i propri iscritti per fare in modo che le puntate utilizzate dal totale dei partecipanti che abbiano tentato di aggiudicarsele risultino essere maggiori di quelle effettivamente vinte dall’ultimo offerente, il quale tra l’altro dovrà pagarne il prezzo finale.
Inoltre, Bidoo riesce a sfruttare la propria visibilità per guadagnare anche attraverso sponsorizzazioni di altri siti sulla propria piattaforma (offrendo ai propri utenti puntate in regalo per visitarli) e attraverso la disponibilità di alcune aziende a mettere gratuitamente a disposizione di Bidoo i propri prodotti per pubblicizzarli sul web tramite le aste.

LA CILIEGINA SULLA TORTA: IL “COMPRALO ORA”

Caratteristica distintiva di Bidoo nonché suo importante punto di forza consiste nella possibilità, alla fine dell’asta, di affidarsi all’opzione “compralo ora”, tramite la quale si acquista a prezzo pieno l’articolo che ci si voleva aggiudicare e ottenendo il rimborso totale delle puntate investite a tal fine.
Questo sistema comporta numerosi vantaggi. Innanzitutto dà al sito l’opportunità di vendere lo stesso lotto più di una volta: al vincitore dell’asta e a tutti coloro che, beffati all’ultimo secondo dopo un notevole esborso di puntate, ritengano conveniente esercitare quest’opzione pagando una somma che, in realtà, risulta essere più alta rispetto a quanto chiedano gli store online o anche i negozi fisici per lo stesso oggetto.
In aggiunta, il “compralo ora” costituisce per gli utenti una sorta di scialuppa di salvataggio utile ad evitare di investire un patrimonio in puntate per poi restare con un pugno di mosche. È grazie a questo che Bidoo è riuscito a scrollarsi di dosso lo stigma del gioco d’azzardo, che ha portato la Guardia di Finanza a bloccare la quasi totalità di siti che si occupano di questo tipo di lotterie trattandosi non di vere e proprie aste, ma di scommesse.
Concludendo, questa piattaforma costituisce (con un buon mix di strategia e fortuna) un modo sicuro e divertente per provare ad aggiudicarsi prodotti di ogni tipo a prezzi mai visti, ricordandosi però di tenere in considerazione l’imprevedibilità delle aste e affidandosi quanto più possibile alle puntate gratuite, in modo tale da affondare i propri colpi senza rischio di rimetterci.

Claudio Melasi

1 commento su “Bidoo.it: il sito di aste a metà tra scommesse e e-commerce che sta stupendo internet coi suoi affari eccezionali”

  1. Grazie Signor Melasi x avermi chiarito molti punti, e per avermi fatto prendere consapevolezza su questo sito di aste di cui ho sentito molto parlare.

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