Boeing: il duopolio, gli incidenti con i 737-MAX, le conseguenze dei disastri

Boeing ha dominato, insieme ad Airbus, l’industria della costruzione di aeroplani per decenni, ma l’affidabilità dei suoi prodotti è ora messa in discussione dai due recenti incidenti sul modello 737-MAX.

Numerose persone, si sa, hanno paura di volare. E nonostante i dati ci dicano che viaggiare in aereo sia enormemente più sicuro di spostarsi in automobile o perfino in treno, quel momento di agitazione o preoccupazione durante una turbolenza può capitare anche ai cosiddetti frequent flyers. Questa diffidenza generale, dovuta forse al fatto che il mistero del volo ci rimanga perlopiù incomprensibile e sia per natura estraneo all’uomo, implica una certa fragilità nel settore del trasporto aereo: i passeggeri si affidano ciecamente a piloti, meccanici, ingegneri, informatici, ma generare il panico non è difficile e questa fiducia può venire a meno rapidamente. Anche per questo, per mantenere la sicurezza e la stima dei clienti, l’industria applica rigorose regolamentazioni, frequenti controlli e precise procedure. La possibilità di incorrere in un errore però rimane, e le conseguenze degli incidenti possono essere molto gravi.

Il dominio di Boeing e Airbus

A differenza di quello di fornitura di servizi di trasporto aereo, frammentato in migliaia di compagnie aeree, il mercato della produzione di aeromobili è caratterizzato da quasi 30 anni dal dominio incontrastato dell’americana Boeing e dell’europea Airbus, tanto che le due aziende vengono spesso indicate come un esempio di duopolio. Tra i motivi per i quali queste aziende sono riuscite a sbaragliare la competizione e a mantenere la loro posizione di vantaggio per tutti questi anni ci sono gli elevati costi di progettazione e iniziale produzione dei modelli, l’esperienza nel settore accumulata, e il loro rapporti con i governi dei rispettivi luoghi d’origine. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea, infatti, considerano la costruzione di aeroplani come un’industria strategica, data la possibilità di adattare le tecnologie e le conoscenze ad impieghi militari e l’importanza economica delle loro operazioni in termini di estensione della catena di fornitura e di contributo alle esportazioni. Per questo, i governi supportano le attività di Boeing a Airbus in vari modi, più o meno espliciti, quali finanziamenti, sussidi, regolamentazioni favorevoli o dazi per evitare la competizione. Come sorelle invidiose separate dall’oceano, le due aziende, simili da molti punti di vista, sono in eterna competizione. Nelle loro dispute hanno spesso coinvolto i rispettivi Stati, accusandosi a vicenda di ricevere eccessivi aiuti dalle istituzioni pubbliche anche presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Gli incedenti dei 737-MAX

All’inizio del 2019, Boeing superava la rivale per numero di ordini consegnati nel 2018 e risultava così il più grande costruttore di aeromobili al mondo. Questo risultato verrà però con tutta probabilià invertito per il 2019, in seguito agli incidenti che hanno coinvolto due velivoli del modello Boeing 737-MAX. Lo scorso 10 marzo, infatti, un aereo di questo tipo si è schiantato pochi minuti dopo il decollo nei pressi dell’aeroporto di Addis-Abeba, in Etiopia, causando la morte di 157 persone. L’incidente è stato presto paragonato ad uno simile accaduto in Indonesia solo pochi mesi prima, a ottobre 2018, e le cause ricercate in un malfunzionamento del software che assiste i piloti durante il volo. Nonostante le indagini siano ancora in corso, già a partire da alcune ore dopo l’incidente le compagnie aeree e le autorità aeronautiche decisero di interdire il volo a tutti gli aerei di quel modello, blocco che permane tuttora. Non poter utilizzare i quasi 400 aerei di questo tipo presenti nel mondo naturalmente crea importanti problemi logistici per le compagnie aeree, che hanno dovuto cancellare molti voli e ritardare l’apertura di nuove tratte, mentre il prolungarsi del periodo necessario alla correzione del problema non può che intaccare la reputazione del costruttore. Il clamore suscitato da una tragedia di tale portata, inoltre, contribuisce alla diffusione di dichiarazioni e teorie che incolpano ulteriormente l’azienda, come ad esempio la notizia che lo sviluppo dei software coinvolti nell’incidente fosse stato affidato, in un tentativo di ridurre i costi, ad aziende terze in Paesi in via di sviluppo, i cui dipendenti non sono adeguatamente preparati per un compito così delicato.

I danni economici

Le perdite per Boeing dovute all’incidente e alla conseguente interdizione al volo provengono da diversi fronti e devono in parte ancora realizzarsi. Nella prima settimana a partire dall’incidente, l’azienda ha perso quasi il 12% del proprio valore azionario, mentre altre conseguenze sono già state prese in considerazione ma non hanno ancora avuto effetto: l’azienda già ha già previsto spese fino a 5 miliardi di dollari per i danni causati dal fermo dei 737-MAX alle compagnie aeree e ai loro passeggeri, e a questi si aggiungerebbero altri numerosi milioni per i danni direttamente causati dagli incidenti se le investigazioni dovessero trovare delle responsabilità da parte del costruttore tra le cause del disastro. Tutto ciò senza contare gli ulteriori ritardi nella consegna degli oltre 4000 velivoli previsti in costruzione, dati dalla necessità di aggiornare e testare i software corretti e dal fatto che le autorità potrebbero richiedere periodi di formazione aggiuntivi per i piloti di questi aerei. Esiste inoltre la possibilità che un numero consistente di passeggeri, che i sondaggi stimano attualmente a circa il 20% negli Stati Uniti, scelga di evitare di volare su un 737-MAX una volta che questo sarà dichiarato sicuro, il che potrebbe indurre le compagnie a limitare gli ordini per questo tipo di aeromobile. Le conseguenze non sono da sottovalutare, visto che questo modello di aeroplano è stato progettato per essere il più venduto della storia di Boeing e costituisce quasi l’80% delle vendite. Date le dimensioni dell’azienda, infine, se la sua crisi dovesse diventare sufficientemente grave, questo non solo avrebbe conseguenze importanti sull’economia statunitense in termini di produzione ed esportazione, ma l’azienda potrebbe perdere competitività rispetto alla rivale Airbus per quanto riguarda i costi di produzione, marcando ulteriormente il proprio declino.

Elena Salina Borello

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