Dalla Fiat alla Juventus: gli Agnelli e la holding da 150 miliardi di fatturato.

Un impero miliardario che affonda il suo potere nel controllo di diverse società tramite la holding Giovanni Agnelli B.V.

La società olandese nata nel 1984 come società a responsabilità limitata e trasformatasi nel 1987 in società in accomandita per azioni, viene fondata da Gianni Agnelli ed attualmente posseduta da circa cento membri della famiglia, discendenti diretti del senatore.

Storia della società

Nel 1987 la Giovanni Agnelli S.r.l. viene trasformata in una società in accomandita per azioni (S.a.p.a); i soci accomandatari sono i fratelli Gianni e Umberto Agnelli, il loro cugino Giovanni Nasi, l’allora amministratore delegato della FIAT Cesare Romiti e l’allora amministratore delegato dell’IFI Gianluigi Gabetti, con soci accomandanti l’avvocato Franzo Grande Stevens e quasi tutto il resto della famiglia Agnelli.

Con questa manovra, circa il 70% dei titoli ordinari dell’IFI viene collocato nella nuova società in accomandita per azioni, che diventa così la cassaforte della famiglia Agnelli.

Inoltre, nella costituzione societaria, il fondatore raccomanda che: “È auspicabile che i futuri accomandatari siano ricercati nell’ambito della famiglia; naturalmente fra coloro delle nuove generazioni che si siano distinti per operosità e per talento e raccolgano la fiducia della maggior parte dei soci”.

Così nel 2003 quando Gianni Agnelli muore, viene designato nuovo presidente il fratello Umberto Agnelli. Alla scomparsa di Umberto nell’anno seguente, gli subentra Gianluigi Gabetti, dirigente d’aziende nonché storico amico del fondatore Gianni.

Nel 2010 Gabetti lascia l’incarico e diviene nuovo presidente John Elkann, nipote di Gianni Agnelli. La famiglia possiede -ad oggi- il 100% del capitale ordinario e il 51,7% delle azioni privilegiate della IFI (istituto finanziario industriale), e l’84,8% della Exor, prima industria italiana per fatturato e ventottesima al mondo.

L’editoria

Tra gli investimenti del gruppo industriale troviamo anche il The Economist, settimanale d’informazione politico-economica in lingua inglese, focalizzato principalmente sull’ attualità globale, sul commercio internazionale, sulla politica e la tecnologia. Il settimanale fu fondato e diretto nel 1843 da James Wilson, economista e parlamentare britannico fautore del liberismo.

Edita a Londra da The Economist Newspaper Limited, disponendo di uffici editoriali nelle principali città del Nord America, dell’Europa, dell’Asia e del Medio Oriente, è risultato essere nel 2019, per la sua diffusione media globale combinata (tra copie stampate e digitale) di oltre 1,6 milioni di lettori, tra le riviste più lette al mondo.

 L’Economist è di proprietà dell’Economist Group, società che pubblica anche le testate d’alta finanza della serie CFO, e cura anche la pubblicazione dell’Economist Intelligence Unit (EIU), una guida agli affari a livello mondiale, con analisi e previsioni sugli orientamenti politici, economici e di mercato di circa duecento nazioni, ed alla cui realizzazione collaborano centinaia di esperti nel mondo.

Nell’agosto 2015, la famiglia Agnelli, attraverso la holding finanziaria Exor ha acquisito il controllo di tutto l’Economist Group.

Lo sport

Già nel 1947, Gianni Agnelli diviene presidente della squadra di calcio che il padre Edoardo aveva portato ad ruolo di assoluto rilievo nel panorama calcistico italiano: la Juventus, squadra cui rimarrà affezionato per tutta la vita.

sotto la presidenza di Gianni Agnelli e in seguito di suo fratello Umberto la Juventus tornò alla ribalta dopo tre lustri conoscendo un secondo ciclo di vittorie, grazie anche all’arrivo di Omar Sívori e John Charles, che insieme a Giampiero Boniperti formarono il “Trio Magico”. Insieme vinceranno tre scudetti tra il 1958 e il 1961, il primo dei quali fu il decimo e le valse il diritto a poter esporre sulle maglie la stella.

Sívori divenne inoltre nel 1961 il primo calciatore proveniente dalla Serie A a il premio del Pallone d’oro. Segni -questi- della grande ambizione e del potere del presidente Gianni.

Fondata come associazione, la Juventus acquisì dimensione aziendale indipendente come società a responsabilità limitata nell’agosto 1949, essendo guidata già da un consiglio di amministrazione, muta così ragione sociale in una società per azioni a capitale interamente privato il 27 giugno 1967.

Dal 1º marzo 2009 la società che controlla la maggioranza del capitale azionario del club (63,8%) è la finanziaria Exor, holding a sua volta controllata (52,99%) dalla Giovanni Agnelli e C. il rimanente capitale azionario è detenuto dall’azienda irlandese Lindsell Train Investment Trust Ltd. (10%) e da azionisti diffusi (26,2%) attraverso l’Associazione Piccoli Azionisti della Juventus Football Club, fondata nel 2010 e costituita da oltre 40 000 membri, includendo investitori quali il Royal Bank of Scotland, il governo di Norvegia, il fondo pensione degli impiegati pubblici della California e la società finanziaria BlackRock.

La Juventus risulta il decimo club a livello mondiale in termini di fatturato (459,7 milioni di euro al 30 giugno 2019) e si piazza sempre al decimo posto in ambito internazionale, come valore borsistico, nella classifica annuale stilata dalla rivista statunitense Forbes con 1 512 miliardi di dollari, divenendo nel maggio 2016 la prima società calcistica nel Paese a superare la soglia del miliardo di euro.

Il club è stato inserito al nono posto nella classifica globale stilata dall’organizzazione di consulenza inglese Brand Finance sia in termini di potenza di marchio, dov’è stato valutato con una classificazione AAA (estremamente forte) con uno score di 86.8, sia per valore dell’impresa, 2 332 miliardi di euro nel 20190. Tutto ciò ne fa complessivamente la seconda società sportiva per patrimonio di marca in Italia -prima nel settore calcistico- alle spalle solo della Scuderia Ferrari.

Settore automobilistico

Tramite Ferrari N.V., società di diritto olandese, la famiglia Agnelli controlla la Ferrari S.p.A., casa automobilistica italiana conosciuta in tutto il mondo.

Dal 21 luglio 2018 l’azienda, come la controllata Ferrari S.p.A. è guidata da Louis Carey Camilleri, in qualità di amministratore delegato, mentre John Elkann ne è il presidente. Entrambi sono succeduti a Sergio Marchionne pochi giorni prima della sua morte, che guidava l’azienda dal 2014, quando aveva sostituito Luca Montezemolo.

Attualmente Ferrari è uno tra i marchi del lusso leader a livello mondiale e si occupa della progettazione, produzione e vendita di auto sportive di lusso ad alte prestazioni. Il marchio Ferrari è simbolo di unicità, innovazione, prestazioni sportive all’avanguardia e design italiano. Il 10 gennaio 2020 le azioni Ferrari N.V. raggiungono il massimo storico di 157,50 euro per una capitalizzazione totale di circa 30,14 miliardi di euro.

È quotata sia al NYSE che nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Il 24 maggio 2013 Ferrari S.p.A., che nel 1969 entrò a far parte del Gruppo Fiat, venne incorporata nella società di diritto olandese, che dall’ottobre 2015 venne ridenominata “Ferrari N.V.” e quotata al NYSE.

Nel settembre 2014 fu annunciato da Fiat Chrysler Automobiles, il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra Fiat S.p.A e Chrysler Group LLC.

Ad oggi, infatti, Fiat Chrysler Automobiles N.V. (FCA), azienda italo-statunitense di diritto olandese, produttore multinazionale di autoveicoli, risulta essere il settimo gruppo automobilistico al mondo per numero di veicoli prodotti, con poco meno di 5 milioni di auto, la metà di quelle vendute da Volkswagen e Toyota.

Quotata sia al NYSE che nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano, nel 2017 i ricavi hanno raggiunto 110,9 miliardi di euro con un utile netto di 3,5 miliardi e 234.499 dipendenti e l’anno seguente, il fatturato è stato di 110,41 miliardi di euro con un utile netto di 3,63 miliardi e 198.545 dipendenti.

Il 30 ottobre 2019 The Wall Street Journal annuncia l’esistenza di una trattativa in corso tra FCA e il gruppo francese PSA per una possibile fusione che darebbe vita al quarto gruppo mondiale del settore.

All’indomani dell’annuncio, è arrivata la decisione lampo dei due consigli d’amministrazione: via libera alla ‘fusione tra eguali’ da 50 miliardi di dollari. Il nuovo gruppo sarà quotato a New York, Milano e Parigi, la sede legale e fiscale sarà ad Amsterdam. I personaggi chiave saranno Carlos Tavares con il ruolo di amministratore delegato e John Elkann come presidente; ci saranno poi cinque consiglieri PSA, e cinque consiglieri FCA. Le unità prodotte saranno circa 8,7 milioni, inoltre PSA, che con i valori di Borsa avrebbe dovuto avere il 60% della nuova società, dovrà invece essere paritetica al 50%,  e la stessa pagherà un premio di quasi 7 miliardi ai soci FCA.

Ferdinando Margiotta

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