Euronext acquista la Borsa Italiana per oltre quattro miliardi di euro.

Raggiunto l’accordo tra il London Stock Exchange ed Euronext sulla borsa italiana, piazza affari sbarca così nel consorzio paneuropeo.

Un valore patrimoniale totale di 4,325 miliardi di euro e un importo aggiuntivo di contanti che rifletterà una generazione di cassa ancora da completare: l’aggregazione sarà ultimata nel primo semestre del 2021. Tale acquisizione è stata vista come un passo importante nel creare una unione europea dei mercati.

Gli accordi

Questo passaggio di mano tra il London Stock Exchange ed Euronext, è destinato a cambiare profondamente la struttura europea del mercato dei capitali, intanto perché crea la prima piazza finanziaria del Vecchio Continente, gettando basi solide per l’unione europea dei capitali. Soprattutto -poi- per il ruolo centrale che l’Italia sta giocando: un candidato italiano sarà infatti proposto come membro indipendente del consiglio di sorveglianza e diventerà presidente del gruppo venutosi a creare dopo tale aggregazione.

L’accordo, ha spiegato Stephane Boujnah, AD e presidente di Euronext, permetterà alla società di “diversificare il suo mix di ricavi e la sua presenza geografica” e, “grazie al supporto strategico di un investitore di lungo termine come Cassa Depositi e Prestiti rafforzerà l’ambizione di costruire una infrastruttura di mercato leader in tutta Europa”.

Molto ottimista il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, che sottolinea come con l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti in Euronext e la contestuale acquisizione della Borsa Italiana, potrà finalmente dare vita al tanto voluto gruppo leader nel mercato dei capitali europeo.

Il gruppo Euronext con l’integrazione di Borsa Italiana prevede di realizzare sinergie al lordo delle imposte di 60 milioni di euro all’anno entro tre anni. È inoltre previsto che l’operazione faccia aumentare quasi immediatamente l’utile per azione.

Il gruppo prevede infine 45 milioni di euro di sinergie di costi correnti lordi.

Quali sono i guadagni?

Il gruppo Euronext, con l’integrazione ormai quasi ultimata di Borsa Italiana, diventerà la prima piazza finanziaria in Europa, con oltre 1.800 società quotate e oltre  4 mila miliardi di euro in termini di capitalizzazione aggregata delle società quotate. Inoltre, il nuovo gruppo sarà la prima piazza europea anche per il mercato secondario, con circa 11,7 miliardi di euro di valore azionario negoziati ogni giorno e la prima piazza europea per l’equity financing, con oltre 42 miliardi di euro raccolti nel 2019 dagli investitori per finanziare le società facenti parte del gruppo in Europa.

Cassa Depositi e Prestiti, contribuisce a portare Piazza Affari all’interno di un gruppo paneuropeo con un presidio stabile di investitori italiani.

Attraverso l’acquisizione del 7,3% di Euronext, Cassa Depositi e Prestiti estenderà il proprio impegno di investitore di lungo periodo a sostegno delle imprese -soprattutto italiane- che potranno beneficiare di un mercato dei capitali a guida italiana in una più ampia prospettiva di respiro europeo.

Funzioni operative in Italia

Il gruppo Borsa Italiana, poi, manterrà le sue attuali funzioni, la struttura e le relazioni con le attività chiave, ma anche, alcune funzioni centrali del nuovo gruppo combinato che avranno sede a Milano e a Roma, mentre la attività relative all’amministrazione finanziaria del gruppo avranno sede nella città Milano.

Euronext, inoltre, raccomanderà che la Consob faccia stabilmente parte del collegio dei regolatori, divenendo un componente dell’attività di supervisione di Euronext a livello di gruppo, pari passo con altri regolatori europei e con una presidenza che verrà ad alternarsi in una rotazione semestrale.

Infine si legge in una nota creata per l’acquisizione della Borsa Italiana, che dal lancio del singolo pool di liquidità e del portafoglio ordini unico di Euronext in Italia, dallo sviluppo di un’offerta paneuropea di prodotti derivati, dal cross-selling di prodotti e dalle opportunità di crescita del business come l’offerta di servizi corporate in Italia e l’ampliamento dell’offerta di analisi e dati, porterà ad un aumento dell’utile per azione che dovrebbe poi addirittura balzare in doppia cifra nel terzo anno del post-sinergie.

Ferdinando Margiotta

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