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Il leader incontrastato dell’occhialeria: Luxottica, orgoglio italiano e dominio monopolistico

L’azienda di Leonardo Del Vecchio è lentamente cresciuta fino a conquistare quasi l’intero mercato su scala mondiale. Vediamo come ha fatto e cosa questo comporta per i consumatori.

I quattrocchi tra noi sanno bene quanto gli occhiali da vista possano essere ormai considerati un prodotto di lusso, nonostante per molti siano accessori indispensabili nella vita di tutti i giorni. Dietro i prezzi esorbitanti della maggior parte delle montature di maggiore qualità e più diffuse c’è un solo nome: Luxottica. Azienda di tale successo da rendere il suo fondatore il secondo uomo più ricco d’Italia, la sua reputazione è divisa tra chi la ritiene un esempio di qualità e successo Made in Italy e i critici della sua leadership sul mercato e delle politiche di pricing che la rendono assimilabile ad un monopolio in tutto il mondo.

Dalla provincia di Belluno al mercato globale

Luxottica fu fondata nel 1961 da Leonardo Del Vecchio ad Agordo, in provincia di Belluno, zona già nota come distretto dell’occhialeria italiana di qualità, dove ancora oggi si trovano i principali stabilimenti produttivi. Nata come produttore di parti e componenti di occhiali poi rivendute ad altre aziende, nel 1967 lancia la propria linea a marchio Luxottica, che diventerà la sola attività quattro anni più tardi. Il seguente decennio è caratterizzato dall’inizio dell’espansione internazionale e dell’integrazione verticale: l’azienda inizia ad occuparsi anche di altre parti della filiera produttiva oltre alla manifattura acquisendo un’impresa che si occupa di distribuzione dei prodotti. Dopo anni di continue acquisizioni ed espansioni sia in nuovi mercati che in tutti i processi della catena di produzione, dalle materie prime fino alla vendita al dettaglio, il 2018 segna un punto di svolta: la società viene fusa con la francese Essilor, che si occupa principalmente di lenti oftalmiche, e il gruppo così nato, EssilorLuxottica, diventa leader mondiale incontrastato dell’occhialeria, con il controllo di quote di mercato stimate fino all’80%.

La portata e i motivi del successo

Per comprendere la portata del dominio sul mercato di EssilorLuxottica, basta osservare gli occhiali (soprattutto da vista) che possediamo o pensare ai brand più famosi proposti dall’ottico della nostra città: con tutta probabilità rientreranno nella seguente lista dei marchi che Luxottica possiede (in grassetto) o produce con contratti di licenza. Ray-Ban, Oakley, Bulgari, Burberry, Chanel, Dolce&Gabbana, Ferrari, Michael Kors, Oliver Peoples, Persol, Prada, Ralph Lauren, Tiffany & Co., Valentino, Versace e i vari marchi Armani sono sono alcuni dei brand prodotti dall’azienda italiana. Ma non è finita qui, perchè come già accennato Luxottica investe in tutte le fasi della produzione e commercializzazione degli occhiali, e possiede quindi anche varie catene di rivenditori quali Salmoiraghi&Viganò e Sunglass Hut. Controllare l’intera filiera è una delle strategie che ha contribuito alla crescita dell’azienda e alla creazione della sua posizione di dominio, e ora le sue dimensioni le permettono di consolidare ancora di più il suo status dandole la possibilità di ostacolare o acquisire la competizione.

Le caratteristiche del monopolio

Chi subisce le consequenze in questo mercato così concentrato nelle mani di una sola azienda sono i consumatori, che oltre a pagare per un oggetto spesso necessario prezzi rialzati fino al 1000% rispetto ai costi di produzione, hanno l’impressione di poter scegliere tra numerosi vari brand quando invece essi provengono tutti dagli stessi stabilimenti. Questa posizione di dominio, che spesso i portavoce dell’azienda cercano di minimizzare, non sembra però essere giustificata dalle condizioni che solitamente rendono il monopolio una soluzione efficiente per determinati mercati. Tra i vantaggi del monopolio, infatti, ci sono le economie di scala, che emergono soprattutto quando si opera in un settore che richiede enormi investimenti in infrastrutture o ricerca tecnologica. Escludendo il tentativo non troppo riuscito di commercializzazione dei Google Glass, anch’essi prodotti in collaborazione con Luxottica, non si può però di certo dire che l’occhialeria rientri in questo tipo di settore, e l’eventuale riduzione dei costi apportata dalla produzione in grande scala non è riflessa nei prezzi al pubblico applicati.

Orgoglio Italiano

Quella di Luxottica rimane comunque una storia di grande successo, nata a partire da uno dei tradizionali distretti di eccellenza della manifattura italiana. L’azienda non ha mai dimenticato le sue origini, essendo tutt’oggi basata a Milano e mantenendo nel Nord Italia ben sei degli undici principali impianti di produzione mondiali. L’attaccamento al territorio è dimostrato anche dagli investimenti di natura sociale, culturale e benefica attuati nel corso degli anni: tra gli altri, il supporto dato al Teatro alla Scala di Milano, la collaborazione con l’Università Bocconi per l’offerta di borse di studio e programmi di apprendimento internazionali, il pagamento per il restauro del Ponte dell’Accademia a Venezia, e la promozione di giornate dedicate a visite oculistiche gratuite presso alcuni centri di accoglienza di Milano.

Elena Salina Borello

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