Il marketing della carne “non carne”: il modello di business di Impossible Foods e Beyond Meat

L’obiettivo di questi due colossi del food è quello di creare un alimento 100% vegetale che sappia in tutto e per tutto di carne. Ciò è possibile grazie ad un composto contenuto nell’emoglobina, lo stesso presente all’interno della nostra amata e succulenta carne

Impossible Foods e Beyond Meat sono due aziende che stanno attaccando il mercato del food, più nel dettaglio, quello della carne, che vale la bellezza di 1.7 trilioni di dollari. Il progetto è partito da un hamburger che sa di carne ma che, per produrlo, non necessitata di alcun allevamento intensivo. Entriamo più nel dettaglio.

Perché la carne sa di carne?

Senza giri di parole, il responsabile del sapore della carne è l’eme, un composto situato all’interno dell’emoglobina, presente negli esseri umani e animali. I ricercatori di Beyond Meat hanno scoperto che l’eme è presente in piccole quantità anche in alcune forme vegetali come la soia. Una volta isolato, questo composto attraversa un processo di fermentazione e moltiplicazione. In questo hamburger è presente un quantitativo di proteine identico rispetto a quello tradizionale (20 grammi per serving) proveniente dai piselli. Per quanto riguarda il colore rosso, quest’ultimo è dato dall’estratto di barbabietola. Pertanto non si tratta di un insieme di verdure pressate, ma di materia vegetale con il sapore della carne.

Il progetto di Impossible Foods e Beyond Meat

Fra i principali sovvenzionatori di questo progetto ricordiamo Leonardo di Caprio e Bill Gates.
La caratteristica interessante di queste due aziende è che, entrambe, lavorano all’interno di laboratori di ricerca e sviluppo: il loro obiettivo è sempre stato quello di ricreare della carne plant based, senza rinunciare al suo inconfondibile sapore, abbattendo ciò che oggi definiamo allevamento intensivo, prima causa delle emissioni di CO₂.
Il business model in questione è un fatto diverso dai tradizionali hamburger vegani o vegetariani. Questi due colossi puntano al mercato mondiale della carne, tentando di rimpiazzare l’allevamento di bestiame con la chimica.
Impossible Foods è presente attualmente in 17mila ristoranti in tutto il mondo, attaccando la grande distribuzione dei supermercati. Beyond Meat è reperibile anche in Italia, nella catena di ristoranti WellDone e nei supermercati londinesi per £5.5, corrispondenti a circa 6 euro (confezione da due hamburger).

Come mai solo oggi questi prodotti fanno presa sul mercato?

Sono anni che il prodotto vegetariano è presente sul mercato, ma come mai soltanto in questo periodo stanno prendendo piede questi movimenti d’innovazione nel campo della carne? La prima motivazione è legata agli accordi con le catene di fast food più famose al mondo come KFC, Mc Donald’s, Burger King. Difatti non vi è competizione, ma offerta di un prodotto innovativo che ha lo stesso sapore della carne tradizionale.
La seconda motivazione è la seguente. Queste aziende non stanno spingendo sulla questione in chiave salutista, ma sul tema della sostenibilità con una leva comunicativa pressante sui danni provocati dall’industria della carne e dagli allevamenti intensivi.
Fa riflettere la previsione di lungo periodo dell’amministratore delegato di Impossible Foods Patrick Brown, il quale sostiene che tra vent’anni, noi umani ci stupiremo del fatto che nel 2020 eravamo ancora intenti a mangiare carne per nutrirci.

Roberto Cerino

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