Il mercato del cloud computing in Italia: uno sguardo al comparto Hybrid e le nuove soluzioni proposte da Microsoft.

Uno studio dell’Osservatorio Cloud Transformation della School of Management del Politecnico di Milano riporta che il mercato del cloud in Italia è cresciuto del 18% tra il 2017 ed il 2018, raggiungendo rapidamente il valore economico complessivo di 3 miliardi di euro.
Il comparto che è cresciuto di più è quello dell’Hybrid Cloud, un modello di cloud innovativo, attento alle esigenze anche delle piccole e medie imprese.

Lo studio evidenzia anche che 6 aziende su 10 non hanno le competenze necessarie per passare al cloud, ma anche che quelle che lo hanno fatto possono vantare ricavi potenziali superiori del 23% rispetto alle altre.
Ovviamente il rapporto di causalità tra le due informazioni potrebbe essere duplice: potrebbe essere che, effettivamente, chi adotta soluzioni cloud sia più profittevole degli altri ma è anche vero che le aziende con più fatturato tendono ad aprirsi di più verso l’innovazione.

Che cos’è il Cloud ibrido?

I tre comparti del mercato del cloud computing sono quello pubblico, privato e ibrido.
I cloud pubblici lavorano su infrastrutture condivise tra più utenti in modo da poter immagazzinare una mole maggiore di dati, mentre quelli privati su infrastrutture locali, offrendo una maggiore sicurezza.
Oggi le aziende cercano di combinare queste due soluzioni, spostando l’IT aziendale su cloud pubblici ad eccezione di dati più sensibili che, invece, necessitano di infrastrutture locali provati. Questa maggiore flessibilità e possibilità di scelta è propria dei cloud ibridi.
Il principale vantaggio del Cloud ibrido è la sua scalabilità, ovvero il fatto che, potendo passare ad un cloud pubblico, si può beneficiare di uno spazio di archiviazione condiviso sensibilmente più grande, in termini di volumi di dati, rispetto ad un cloud privato. Le aziende, in questo modo, possono pagare per potenza di calcolo aggiuntiva solo quando necessario.
Il cloud diventa fondamentale in ottica di crescita futura delle aziende, perché permette di andare oltre i sistemi tradizionali di data storage, i quali sono limitati dagli hardware fisici. Le nuove tecnologie come il 5g, machine learning, Blockchain e tante altre permetteranno di svolgere operazioni sempre più complesse in tema di elaborazione dati, le quali avranno inevitabilmente bisogno di un supporto, uno spazio, su cui lavorare.

Il cloud è una soluzione innovativa ma le aziende sono pronte?

I vantaggi per le imprese nell’adozione di sistemi cloud sono numerosi ed importanti per la loro crescita, ma nel mercato italiano si respira ancora una certa diffidenza.
Le aziende, soprattutto se di medie o piccole dimensioni, si fanno guidare da un semplice e quasi banale pensiero: “non compro quello che non capisco”.
I temi innovativi, in generale, sono difficili da capire a livello tecnico per gli imprenditori, tutti faticano a stare dietro all’evoluzione tecnologica. Per questo motivo è fondamentale che le aziende che offrono questi servizi siano capaci di offrire soluzioni semplici, accompagnate da un supporto nella scelta del prodotto più adatto alle esigenze di business del cliente.
Un’iniziativa importante che si muove verso questa direzione di semplificare i processi tecnologici innovativi, è quella messa in piedi da Micrososft, HPE ed Equinix, i quali hanno realizzato un laboratorio permanente chiamato “Hybrid Cloud Experience”,
La costituzione di un luogo cloud “fisico”, permette ai clienti di toccare con mano la tecnologia che più di tutte è intangibile e rende intangibili i processi aziendali.
Le imprese sono facilitate verso la comprensione e l’adozione di queste soluzioni, offerto con il modello del “as-a-service”, si paga solo quello di cui si ha bisogno in un certo momento e lo si paga sotto forma di canone mensile.

Le soluzioni di Microsoft

Microsoft è una delle aziende che più ha sviluppato soluzioni per il mercato del cloud. Recentemente ha avviato una partnership con HP Enterprises per la creazione di sistemi cloud sempre più innovativi.
La collaborazione tra i due giganti dell’IT ha consentito di creare un’infrastruttura cloud, basata su tecnologia Hpe ProLiant e Microsoft Azure Stack, che permette l’esecuzione di software e applicazioni ibride. Piccole e medie imprese possono accedere a diverse tecnologia senza, necessariamente, dover disporre di competenze informatiche interne, inoltre il cloud è offerto con il modello pay to use: pago per ciò che utilizzo, avendo allo stesso tempo l’opportunità di scalare coerentemente con la capacità necessaria a supportare le mie esigenze di business.
“Sono soluzioni che sono coerenti con il modello delle piattaforme pure cloud da cui ereditano nuove logiche di sviluppo e applicative, dando agli utenti possibilità di interfacciarsi con uno stesso ambiente operativo omogeneo”, dice Matteo Gerosa, Azure technology solution professional di Microsoft. “Le prime implementazioni di cloud privato – continua – non prevedevano una stretta integrazione con le piattaforme pubbliche, e corrispondevano di fatto a una modernizzazione dell’It in grado di fornire maggiori prestazioni ed efficienza per singoli workload. Ciò che invece si va oggi configurando è una sempre più ampia convergenza tra privato e pubblico”.
Le due aziende hanno anche sviluppato Point Next, uno strumento per facilitare le aziende nell’implementazione delle infrastrutture cloud, come spiega Caterina Carati, category manager di Hpe: “è un’organizzazione di servizi dedicata il cui obiettivo è accelerare il processo di trasformazione digitale. PointNext aiuta infatti gli utenti a individuare il mix infrastrutturale più vantaggioso, andando a individuare i workload che più si prestano a essere traslati o realizzati su cloud privato o pubblico”

Andrea Iacomino

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