Il settore dei Fantasy Sport: il dominio del mercato americano, modello per lo sviluppo del Fantacalcio italiano.

Lo scorso 24 Agosto è andata in scena la prima giornata del campionato di calcio di Serie A per la stagione 2019/2020, oltre alle 20 squadre italiane che si fronteggiano tradizionalmente in questa competizione, sono scese in campo altre 16 milioni di squadre.

Ovviamente ci stiamo riferendo alle 16 milioni di fanta-squadre che ogni anno gli italiani creano nell’ambito del famosissimo gioco del Fantacalcio, il quale si sta trasformando sempre di più in un vero e proprio business, capace di fatturare 12 milioni di euro a stagione e coinvolgere 6 milioni di persone in Italia, circa il 10% del totale della popolazione.

Fantacalcio: la storia e le regole

Il Fantacalcio nasce in Italia nel 1990 grazie ad un’idea del giornalista Riccardo Albini, ispirata da un gioco nato negli anni 80’ negli Stati Uniti basato sul baseball. La spinta forte alla diffusione del gioco fu data dal giornale “La Gazzetta dello Sport”, che dal 1994 ospita uno spazio dedicato sulle sue pagine. L’avvento di Internet, successivamente, ha permesso la nascita di molte piattaforme online che consentono di gestire in modo più rapido e comodo le proprie fanta-leghe o partecipare a competizioni a livello nazionale.
Il gioco si articola principalmente in due fasi, una di preparazione e l’altra di gioco effettivo.
La fase di preparazione è l’asta, nella quale ogni giocatore ha a disposizione un numero prestabilito di crediti per acquistare i propri calciatori. Dopo aver composto la propria squadra, in concomitanza di ogni giornata di Serie A i fanta-allenatori schierano la propria formazione, inserendo titolari e riserve. In base ai voti, assegnati dai giornalisti ai giocatori alla fine di ogni turno di campionato, ed ai bonus previsti dal gioco (ad esempio: +3 per i gol segnati, +1 per gli assist, -1 per il gol subito dal portiere, ecc.) si determina il punteggio finale di ogni squadra e si stila una classifica.
L’elemento che appassiona tutti i giocatori, appassionati di calcio, non è la mera competizione che nasce e finisce con il gioco, ma è tutto il contorno goliardico che si crea attorno ad esso. Le leghe di Fantacalcio sono un potente strumento di aggregazione sociale, capaci di unire le persone sotto la passione comune per il calcio.

Il business dei Fantasy Sport

Il business che ruota attorno al Fantacalcio in Italia è secondo in Europa per dimensioni economiche, dietro solo al Regno Unito. Il settore italiano conta su 6 milioni di giocatori, 16 milioni di fanta-squadre e 12 milioni di euro di fatturato prodotto ogni stagione.
Il fatto che non ci sia una corrispondenza 1 a 1 tra squadre e giocatori, fa pensare che ogni giocatore produca un utile per più di una delle 15 piattaforme di gioco presenti in Italia.
Gli Stati Uniti sono il paese in cui il mondo dei fantasy sport è più redditizio in assoluto: si contano circa 90 milioni di giocatori e 7 miliardi di dollari di fatturato totale (si cui il 25% derivante dalla pubblicità).
Il maggiore successo economico che il settore riscuote negli Stati Uniti è dovuto principalmente a due fattori: la presenza di più sport su cui costruire fantasy game e l’implementazione di piattaforme innovative.
Il primo fattore è sicuramente influenzato dal fatto che negli States sono seguiti in maniera significativa diversi sport (baseball, football, basket, ecc.), per cui si ha una scelta più ampia di sport su cui costruire un fantasy game, includendo diverse categorie di appassionati, non solo quelli di un singolo sport come avviene in Italia per il calcio.
Il secondo fattore che contribuisce a creare un divario tra la redditività del settore italiano e quello dei paesi anglofoni (perché in questo caso il discorso vale anche per il Regno Unito), è la scarsa presenza di innovazione e creatività nell’implementazione delle piattaforme di gioco.
Le piattaforme di gioco americane ed inglesi si caratterizzano per la loro capacità gestire e seguire l’innovazione tecnologica, utilizzando, ad esempio, algoritmi predittivi dei punteggi di squadre e giocatori, offrendo la cronaca automatica in tempo reale delle partite, per permettere a tutti gli utenti di seguirle in qualsiasi luogo e momento.
In Italia è stato stimato che la potenziale redditività del settore è di 50 milioni di euro, stimando una spesa di circa 9 euro per utente, contro i 556 dollari spesi pro capite dai giocatori americani. Il potenziale non colto è da imputare, appunto, alla pigrizia informatica delle aziende italiane a sviluppare piattaforme innovative che permettano di incuriosire gli utenti tramite design e layout che stimolino creatività e engagement negli utenti.
Un’altra differenza sostanziale sta nel modello di business, le aziende americane tendono a seguire il modello del “concorso a premi”, offrendo, di fatto, un’alternativa al gioco d’azzardo più che una piattaforma per svagarsi con i propri amici, traendo ricavi trattenendo una parte delle quote di iscrizione pagate dagli utenti per partecipare alle leghe. In Italia questo aspetto è completamente ignorato dalle aziende, che non legano in alcun modo il servizio offerto all’erogazione di montepremi, nonostante molti utenti rendano ugualmente necessario il pagamento di una quota di iscrizione per partecipare al Fantacalcio, ma la gestiscono internamente al loro gruppo di amici. Questi flussi di denaro sono fuori dal controllo sia dello Stato che delle stesse aziende fornitrici delle piattaforme di gioco, che potrebbero quindi da un lato monetizzare, trattenendo una percentuale, dall’altro regolamentare indirettamente questa pratica rendendola più trasparente.

Gli operatori più importanti

A livello mondiale gli operatori più importanti sono sicuramente i due colossi americani DraftKings e Fanduel, che insieme detengono la quasi totalità della quota di mercato, proprio per questo motivo nel 2016 la Federal Trade Commission bloccò il tentativo di fusione tra le due aziende, poiché sarebbe stata un’operazione che avrebbe leso la libera competizione nel mercato.
DraftKings è il leader del settore con un fatturato al 2016 di circa 410 milioni di dollari. Il modello di business dell’azienda consiste nel trattenere una percentuale delle quote di iscrizione alle proprie competizioni, lasciando il resto a montepremi.
Fanduel veste i panni dell’inseguitrice, provando a differenziarsi dal rivale dal punto di vista del prodotto offerto. La piattaforma di Fanduel offre numerosi sport tra cui scegliere: calcio, golf, nascar, basket, baseball e football americano; dando la possibilità agli utenti di partecipare a mini tornei, anche giornalieri, in cui si possono vincere dei premi. Il modello di business in questo caso si differenzia di poco dal gioco d’azzardo che da sempre ruota attorno agli eventi sportivi.
Un progetto interessante è quello di Carlsberg che ha deciso di differenziare la propria offerta di prodotti e servizi introducendo sul mercato la propria piattaforma di Fantacalcio.
Grazie alla partnership con Opta, società che fornisce evidenze statistiche alle testate sportive e ai telecronisti, gli utenti vengono aggiornati settimanalmente sul valore dei giocatori in base ad informazioni quali: la loro performance, la forma fisica, eventuali infortuni e le probabilità di schieramento partita dopo partita. La piattaforma, chiamata Carlsberg Fantamanager, è arricchita, inoltre, con contenuti video ed editoriali forniti dall’edizione italiana di Goal, focalizzati sul Fantacalcio.
In Italia l’azienda di maggior successo è sicuramente la realtà di Fantagazzetta, che da poco ha acquistato il marchio “Fantacalcio” dal gruppo Gedi.
L’azienda napoletana può contare su un rapporto molto stretto con Tim e lega Serie A, nonché di partnership commerciali con moltissime aziende, su una community di oltre 1 milioni di utenti che scelgono la piattaforma per gestire le proprie fanta-leghe private, servizio di punta di Fantagazzetta.
Giovanni Carzana, uno dei founder del progetto, commenta così il successo dell’azienda: “Il risultato più grande è quello di aver saputo creare un’utenza fidelizzata. Oltre il 90% del traffico del sito è, di fatto, traffico diretto. Questo significa essere top of mind nella propria fascia di utenza e significa soprattutto indipendenza da fattori esterni.”

Andrea Iacomino

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