La rivoluzione nel business dei videogiochi: la fine delle console e l’inizio dell’era dello streaming


Netflix e Spotify hanno rivoluzionato rispettivamente l’industria cinematografica e quella musicale, tramite l’introduzione dello streaming, introducendo il concetto di contenuti accessibili da qualsiasi dispositivo in qualunque momento. Un’innovazione tecnologica che ha portato alla ribalta anche il modello di business dei servizi in abbonamento.
L’industria videoludica sembra essere la prossima ad essere investita da questa rivoluzione.

La lotta eterna tra Sony e Microsoft nel mercato dei videogiochi si sposta sul riuscire ad offrire le migliori librerie giochi, accessibili in streaming, al prezzo più conveniente.
Non mancano però gli outsiders: colossi digitali come Google e Apple che entrano prepotentemente nel mercato con le loro soluzioni di game streaming.

La rivoluzione

L’industria videoludica sarà la prossima ad essere investita dalla rivoluzione dello streaming, il driver dei ricavi per le aziende non sarà più la vendita delle console, bensì la vendita di servizi di in abbonamento.
La tecnologia è semplice, così come avviene per Netflix, i contenuti non sono salvati localmente, ad esempio sul PC, ma su dei server, permettendo l’accesso a qualsiasi contenuto da remoto, ovvero in streaming.
Questa innovazione tecnologica cambia profondamente il modello di business degli attori del mercato; i ricavi saranno strettamente legati al numero di giocatori attivi ogni mese, per cui sarà importante mantenere un livello di diversificazione e qualità dell’offerta abbastanza alto.
I giocatori non dovranno più sostenere una spesa iniziale relativamente elevata per iniziare a giocare, si elimina la barriera dell’acquisto della console e delle copie fisiche dei giochi. I videogiocatori meno appassionati potranno decidere di utilizzare il servizio anche per periodi brevi, pagandolo solo per l’effettivo utilizzo, ciò potrebbe quindi aumentare il numero di abbonamenti venduti.
Un altro vantaggio per i giocatori sarà quello di poter disporre di hardware sempre aggiornati, cosa non scontata soprattutto per chi gioca da computer, una piattaforma dove le componenti hardware di qualità (schede video, RAM, etc.) giocano una ruolo fondamentale per una perfetta fruibilità dei videogiochi. Uno svantaggio è, invece, rappresentato dalla necessità di una connessione ad internet molto veloce, cosa non scontata in tutte le parti del mondo, soprattutto in Italia.

La risposta dei veterani

I colossi del mercato non hanno fatto attendere la loro risposta a questa innovazione.
Microsoft ha fatto sapere, all’Electronic Entertainment Expo 2019 (E3), di voler lanciare il proprio servizio di streaming chiamato “Project xCloud”.
L’obiettivo di Microsoft è quello di eliminare la console, trasformando l’Xbox in una sorta di server attraverso il quale fruire di hardware sempre aggiornati e una vasta libreria di giochi, offrendo la possibilità di collegarsi da diversi dispositivi come smartphone, tablet e computer.
Sony, invece, aveva lanciato la sua libreria di giochi fruibili in streaming, senza possedere una PlayStation, già nel 2014, rendendola disponibile subito in Giappone e nel 2015 negli USA.
Questo servizio, chiamato Playstation Now, è arrivato in Italia il 12 marzo 2019, e lo stesso giorno la piattaforma è stata lanciata anche in Spagna, Portogallo, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Svezia.
PlayStation Now è fruibile da qualsiasi dispositivo, infatti è compatibile anche con diverse versioni del sistema operativo di Microsoft: Windows 7 Service Pack 1, Windows 8.1 e Windows 10; per iniziare a giocare, l’utente non deve fare altro che iscriversi al servizio, scaricare sul computer l’app di PS Now e collegare il controller.
La lotta tra Sony e Microsoft va avanti da decenni, fino ad ora si era basata sulla vendita delle console, ora, probabilmente, vincerà chi riuscirà ad offrire il catalogo di giochi migliore, in termini di qualità e vastità.

Nuove opportunità

L’innovazione tecnologica del gaming in streaming apre il mercato anche a nuove aziende, che possono sfruttare questa leva per diversificare il proprio business.
Google non è certo nuova a questo tipo di strategie, ed ha, infatti, presentato recentemente il suo nuovo progetto chiamato “Stadia”, che addirittura integrata lo streaming su Youtube, per permette ai giocatori di creare dei gameplay live.
“Nato come Project Stream, lo abbiamo sviluppato per offrire titoli di altissimo livello dal nostro browser Chrome. Questo significa che sarà possibile giocare su un qualsiasi apparecchio, iniziando dal telefono, abbattendo i limiti tradizionali del settore dei videogame, sarà una piattaforma per tutti.” Ha dichiarato il ceo di Google Sundar Pichai.
Un’altra azienda che si inserirà nel mercato dei videogiochi è Apple che punta a creare la propria piattaforma di gaming in streaming puntando su giochi sviluppati da case indipendenti e grandi firme. “Apple Arcade”, questo il nome del progetto, non si limiterà soltanto a selezionare i titoli e le case di produzione, ma lavorerà a stretto contatto con gli sviluppatori, contribuendo ai costi di sviluppo e seguendo l’intero processo creativo.

Andrea Iacomino

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