La Silicon Valley e gli industry cluster Italiani: i vantaggi dei distretti industriali.

In economia, si parla di cluster industriale quando ci si riferisce ad un insieme di imprese, fornitori e istituzioni strettamente interconnessi tra loro, i quali traggono reciproci vantaggi dalla vicinanza geografica.

Il primo a parlare di distretti industriali è stato l’economista inglese Alfred Marshall, nella seconda metà dell’800, per descrivere le industrie tessili di Lancashire e Sheffield. Nella sua definizione, per distretto industriale intende “un’entità socioeconomica costituita da un insieme di imprese, facenti generalmente parte di uno stesso settore produttivo, localizzato in un’area circoscritta, tra le quali vi è collaborazione ma anche concorrenza.”

Cluster e distretti industriali

I vantaggi dei distretti industriali sono molti, tra cui la vicinanza geografica che permette la circolazione di merci e di risorse umane nel territorio e tra le aziende, favorendo lo scambio di conoscenze e l’innovazione nell’intero distretto; l’alta specializzazione che favorisce la creazione di rapporti di sub fornitura consolidati di cui beneficia tutti il polo produttivo. Ne risente positivamente anche la distribuzione del lavoro e l’efficienza di tutto il sistema di produzione locale.

I cluster produttivi o industriali sono un concetto simile ma distinto da quello di distretto industriale. Quest’ultimo è stato elaborato nell’ambito degli studi di economia industriale italiana negli anni Ottanta per rappresentare la specificità tutta italiana di sistemi produttivi localizzati e fortemente competitivi basati prevalentemente su reti collaborative di piccole e medie imprese.

I cluster produttivi, nella specifica dimensione dei Cluster tecnologici nazionali tendono a superare i confini territoriali per costruire piattaforme nazionali e poi sovranazionali con specializzazioni molto verticali e skills molto elevati.

Silicon Valley

la capitale mondiale della tecnologia e dell’innovazione. Le origini del successo della ‘valle del silicio’ vengono fatte risalire al 1939, quando i giovani laureati di Stanford Bill Hewlett e David Packard fondarono la loro azienda di componenti elettroniche, che i più attenti avranno già riconosciuto come l’ancora esistente colosso dei computer HP. E proprio la presenza dell’Università di Stanford è stata ed è tuttora determinante per lo sviluppo delle attività del distretto tecnologico: dopo la Seconda Guerra Mondiale lanciò infatti lo Stanford Research Park, un incubatore di start-up che favorì la creazione di numerose nuove aziende.

È il luogo in cui negli anni sono poi nati i colossi mondiali come Google, Apple e Facebook.

La regione comprende varie città, tra cui Cupertino, Palo alto e San Jose.

Le radici della Silicon Valley sono legate all’esercito USA poiché -durante la seconda guerra mondiale- divenne un centro di ricerca militare, assistendo ad un boom tecnologico rapido e ad un crescente numero di studiosi e ricercatori che si insediavano in quell’area.

Nel ventennio compreso tra gli anni ’90 e gli anni 2000, a zona fu investita dallo scoppio della cosiddetta bolla delle dot-com, dovuta al proliferare di imprese poco competitive e all’eccesivo entusiasmo degli investitori per il settore tecnologico, all’epoca ancora molto immaturo.

Tutta questa innovazione però è circondata da aree metropolitane che si sono sviluppate per accogliere un numero sempre crescente di investitori e ricercatori ed anche di turisti. Ed è per questo che non mancano qui i servizi e i lussi tipici delle maggiori città americane. Questa è un’economia in crescita che non si risparmia in fatto di attrazioni e intrattenimento e sul suo esempio non mancano altre Silicon Valley nel mondo: basti pensare infatti che in India, la città di Bangalore è stata soprannominata Silicon Valley di Bangalore.

Distretti italiani

Sono 141 i distretti industriali identificati dall’Istat a partire dai sistemi locali del lavoro (SLL) sulla base dell’analisi della loro specializzazione produttiva, I distretti industriali costituiscono circa un quarto del sistema produttivo del Paese, in termini sia di numero di SLL (il 23,1% del totale), sia di addetti (il 24,5% del totale), sia di unità locali produttive (il 24,4% del totale).

L’agroalimentare è sicuramente uno dei fiori all’occhiello dell’industria italiana, con quote di esportazioni altissime che trovano l’apprezzamento per la nostra enogastronomia a livello internazionale. Ne sono la prova i distretti vitivinicoli di in Piemonte e quello del Prosecco in Veneto, ma anche il distretto del Prosciutto di Parma in Emilia Romagna e del San Daniele in Friuli, oltre al distretto del Pecorino in Sardegna; anche la pasta ha un grandissimo impatto sul settore agroalimentare italiano.

La produzione di mobili è diffusa su tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, con distretti che sono diventati famosi in tutto il mondo per la qualità delle loro produzioni, come il distretto del mobile della Brianza e quello di Pesaro, o per la loro specializzazione in settori di nicchia.

I capi di abbigliamento prodotti in Italia sono riconosciuti in tutto il mondo come massima espressione dello stile e della moda. Non è un caso, quindi, se in tutta la Penisola sono diffusi distretti produttivi che realizzano prodotti destinati agli armadi di tutto il globo. Per elencare soltanto i più importanti, non possiamo dimenticare il distretto del cachemire di Perugia, il distretto toscano della moda, il distretto della seta di Como o il caso del distretto dello sportsystem di Montebelluna, in provincia di Treviso, specializzato nella produzione di scarponi da sci e calzature sportive. Moda, però, non vuol dire soltanto abbigliamento: l’Italia è famosa anche per la produzione di gioielli ed accessori di elevatissima qualità. Qui si distinguono i distretti orafi di Vicenza, di Arezzo e di Valenza Po, in Piemonte, ma anche quelli specializzati nella lavorazione della pelle come il distretto della Valdarno in Toscana e il distretto conciario di Solofra, in Campania.

Anche per quanto riguarda le imprese del settore meccanico, l’Italia può contare su eccellenze riconosciute a livello mondiale. Oltre al già citato distretto dell’automobile di Torino o all’aerospaziale pugliese, infatti, non possono essere dimenticati distretti dalla vocazione produttiva di nicchia come quello del biomedicale a Mirandola e quello della Motor Valley in Emilia Romagna, il distretto della gomma e della plastica del Sebino in Lombardia.

Ferdinando Margiotta

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