Nelle acquisizioni più costose della storia è Microsoft ad avere il primato.

Cifre record ormai nelle acquisizioni tra società, che tra miliardi spesi ed accordi, ne fanno del settore hi-tech il più dispendioso in assoluto.

Il settore tecnologico è, ormai, tra i più ricchi in assoluto e, pertanto, vive di grandi manovre spesso invisibili: fusioni, acquisizioni, partnership, patti di non belligeranza ed ogni altro genere d’accordo possibile rendono i colossi sempre più forti.

L’acquisizione di Linkedin

Il colosso informatico di Redmond ha rilevato il controllo della società Linkedin a 196 dollari per azione valutandola quindi 26,2 miliardi di dollari: una cifra che fa di questa acquisizione la più grande del gruppo fondato da Bill Gates, nonché’ la più dispendiosa al mondo. Mette -inoltre- l’accento sulla strategia futura del gruppo che è deciso a puntare sempre più sullo sviluppo dei propri prodotti e software, mettendo da parte l’ambizione di fare concorrenza ad Apple producendo hardware e software.

L’obiettivo di Microsoft è quello di rilanciare il social network che negli ultimi anni aveva deluso investitori e mercati a causa della concorrenza e di un mercato del lavoro in ripresa che si rivolge soprattutto ai canali più tradizionali.

Linkedin ha mantenuto il proprio marchio distintivo, cultura e indipendenza e l’amministratore delegato Jeff Weiner sarà ancora al proprio posto, ma riferisce direttamente a Satya Nadella, numero uno di Microsoft.

Reid Hoffman, presidente, cofondatore e azionista di controllo di Linkedin, e lo stesso Weiner sostengono completamente la transazione, la cui chiusura è attesa nel corso dell’anno solare.

Come previsto, inoltre, Linkedin ha avuto un impatto minimo, pari a circa l’1%, sull’utile adjusted per gli anni fiscali 2017 e 2018, quindi incidendo poi in positivo a partire dall’anno fiscale 2019.

Se quella di Nokia era stata l’operazione più disastrosa nella storia di Microsoft, l’acquisizione di Skype nel 2011 – costata 8,5 miliardi di dollari – era stata fino a questo momento la più riuscita, ora il colosso punta a migliorare ancora.

Facebook e WhatsApp

WhatsApp connette circa un miliardo di persone in tutto il mondo.

“Un servizio che raggiunge tale pietra miliare ha un valore incredibile” afferma Zuckerberg ed infatti attraverso un’acquisizione miliardaria il social network Facebook ha pagato 19 miliardi di dollari in contanti e azioni per appropriarsi della piattaforma messaggistica più famosa al mondo.

In base all’accordo raggiunto WhatsApp continuerà a operare in modo indipendente e manterrà il proprio marchio, in quella che è una scelta analoga a quella che Facebook ha compiuto quando ha rilevato Instagram per 715,3 milioni di dollari.

Il co-fondatore e amministratore delegato della società, Jan Koum entrerà invece nel consiglio di amministrazione di Facebook.

Whatsapp soddisfa un bisogno fondamentale, quello di comunicare con chi ci sta vicino, come d’altronde già faceva Facebook che negli ultimi anni si è pure evoluto con una chat in tempo reale ma le due app sono basate su concetti diversi: alla base del social network blu vi è la condivisione di frammenti di vita, allestimento di vetrine personali e gestione di identità virtuali, che possono richiedere tempo ed energie.

Su Whatsapp invece si ha più controllo: all’invio di un messaggio si riceve una risposta. È un meccanismo elementare, che per la sua semplicità si è fatto talmente pervasivo nella vita di tutti i giorni da essere considerato l’erede dell’indimenticato SMS, soprattutto in virtù del DNA mobile dell’applicazione.

La popolare app di messaggi ha una media di 450 milioni di utenti al mese, un numero che sale di un milione di giorno in giorno e circa il 70% degli utenti del servizio, la usa tutti giorni, in quello che è un tasso di coinvolgimento di gran lunga superiore a quello di Facebook.

Non dimentichiamo poi che Facebook, comprando Whatsapp, ha preso più di una semplice app per smartphone, ha acquisito infatti i numeri di telefono di 450 milioni di utenti registrati da tutto il mondo. Inoltre, Whatsapp è un’applicazione che tutti amano, che ha ucciso i costosi SMS tradizionali lasciando libertà di chattare in tempo reale gratuitamente per tutto il tempo che si vuole, senza dover vedere pubblicità.

Google compra Motorola Mobility

Prima che Microsoft comprasse Linkedin e prima ancora che Facebook facesse l’affare del decennio, Google era la regina del mercato tecnologico dopo aver speso 12,5 miliardi dollari nell’agosto 2011 con l’acquisizione di Motorola. Dall’affare, che è sembrato decisamente sopravvalutato, Google si è però assicurato 17.000 brevetti tra cui molti di tecnologie di comunicazione wireless.

Il colosso di Mountain View ha raggiunto l’accordo per l’acquisto di Motorola Mobility per la cifra di 12,5 miliardi di dollari confermata dallo stesso Larry Page. Google, tramite tale acquisizione premeva sull’acceleratore per raggiungere e sorpassare Apple con il suo Android, che ormai già qualche anno fa vantava circa 550 mila attivazioni al giorno.

Google, fin da subito, aveva sottolineato come Motorola sarebbe stata gestita ed amministrata come una compagnia separata ma l’unione delle due realtà avrebbe garantito certamente ottimi risultati e nuovi prodotti.

Google portò così avanti lo sviluppo di Nexus, lo smartphone progettato dalla società stessa prodotto inizialmente da HTC e successivamente nella seconda versione da Samsung: questo prodotto sarà poi venduto dalla stessa Google col marchio Motorola.

Motorola è stata poi venduta per 2,9 miliardi dollari a Lenovo andando in perdita, ma mantenendo comunque tutti i brevetti che poi sono quelli che stanno rendendo Android un fenomenale sistema operativo per cellulari.

Ferdinando Margiotta

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