Petrol Down: l’oro nero si sta sbiadendo a causa del COVID-19

I prezzi tremendamenti al ribasso preoccupano il cartello del petrolio, che si trova, paradossalmente, in diffcoltà finanziaria come tanti altri settori nonostante sia uno dei più prolifici del mondo.

La mano invisibile del COVID-19 ha toccato anche il settore petrolifero, con effetti a dir poco devastanti. Lunedì i prezzi del petrolio sono diventati negativi per la prima volta nella storia, nel bel mezzo della più profonda contrazione della domanda in 25 anni. Questo ha consguentemente cusato un enorme offerta di petrolio indesiderato sul mercato, e ciò si è tradotto in crollo del West Texas Intermediate (WTI), il prezzo di riferimento per il petrolio statunitense.

Situazione senza precedenti

Da quando in Cina è scoppiata la pandemia da COVID-19 a fine 2019, per il prezzo del petrolio sui mercati globali è buio omega. La chiusura delle principali economie e delle rotte di viaggio per frenare la diffusione del virus ha letteralmente spazzato via la domanda di petrolio, in quanto i trasporti si sono arenati e di conseguenza nessuno ha più avuto bisogno di petrolio. Proprio a quest’altezza temporale si inserisce un enorme errore di valutazione, traformatosi poi in decisionale, dei produttori del cosiddetto “oro nero”: sottovalutando la pandemia e impauriti di un blocco totale del settore, scommettendo un po’ sulla durata, hanno continuato ad estrarre greggio dai loro pozzi, causando uno squilibrio catastrofico tra l‘eccesso di offerta e il più grande calo della domanda da 25 anni. Ciò ha portato ad un prezzo per barile di -37,62$.

Cosa significa prezzo negativo

Ragionando, se io io venditore ho intenzione, o meglio, sono obbligato a vendere un mio prodotto ad un prezzo negativo, significa che non solo io ti do il bene ma in più ti pago per vendertelo. E ci perdo due volte. E’ esattamente quello che sta accadendo nel settore del petrolio: i produttori pagano i compratori per liberarsi dei barili di petrolio perché gli impianti di stoccaggio sono pieni fino all’orlo. Lunedì, il peggior giorno della storia del mercato petrolifero, le compagnie petrolifere potrebbero aver sborsato circa 40 dollari per ogni barile di petrolio che qualcuno era disposto a comprare. In una situazione tale, ogni acquirente dovrebbe tener conto del costo del trasporto dal pozzo alla destinazione, porto o impianto di stoccaggio che sia, dove potrebbe essere necessario tenerlo per un massimo di sei mesi, a costi significativi. Tutto ciò potrebbe essere un investimento a medio termine, a patto che si scommetta che il prezzo del petrolio aumenterà entro la fine dell’anno, in modo da avere un ROI. Razionalmente nessuna compagnia petrolifera vorrà vendere il proprio greggio in perdita, perciò credo – e spero per loro – molti produttori chiuderanno i loro pozzi finché il mercato non si riprenderà.

Possibili scenari futuri

E’ probabile che quest’anno i prezzi della benzina diminuiscano bruscamente, a causa dell’improvviso crollo dei prezzi del petrolio e della lunga strada verso la ripresa del mercato che probabilmente ci attende. Ma vale la pena tenere a mente che il prezzo pagato alla pompa non è un perfetto riflesso del mercato petrolifero, perché i prezzi della benzina e del gasolio includono le tasse governative, molto alte, oltre al legittimo margine di profitto per il venditore. I prezzi negativi del petrolio visti fino ad oggi non dureranno molto, quindi non aspettiamoci davvero che il benzinaio ci paghi per fare il pieno alla nostra auto. E i prezzi si ristabiliranno su un livello pre-pandemia? , e abbastanza in fretta. Il prezzo negativo del petrolio statunitense si riferiva specificamente al prezzo del greggio consegnato a maggio, mese in cui la domanda di petrolio dovrebbe essere più bassa e l’offerta più elevata. Da dopo lunedì tutti i commercianti di petrolio hanno iniziato a contrattare per la consegna di giugno sul serio a prezzi molto più elevati, scommettendo – sperando che questa volta gli vada bene – in una significativa crescita della domanda di carburanti per i trasporti, ovvero il settore strategico per la ripresa dei prezzi del mercato petrolifero. Un rapido ritorno alla normalità accelererebbe la ripresa dei prezzi di mercato, ma è da considerare anche una più che possibile nuova crisi di Covid-19 che potrebbe significare ulteriori sofferenze finanziarie per i produttori di petrolio fino al 2021.

Maurizio Fazzini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

it Italiano
X