TWITTER: pioniera della rivoluzione smartworking accelerata dalla pandemia

Un processo tecnologico che inevitabilmente avrebbe investito la nostra società, grazie alla pandemia ha spinto sull’acceleratore.

Stando in casa la società si è riscoperta pasticciera, pizzaiola, personal trainer, politica, economista e menomale che la Serie A l’hanno fermata per un po’, sennò ne avremmo sentite delle belle. Ma oltre ciò, è diventata estremamente efficiente. La gestione del tempo è dipesa dalla propria discrezione, si è saputa organizzare schedulando le giornate come meglio ha ritenuto, tra lavoro e tempo libero, ed il risultato non si è fatto attendere: l’efficienza produttiva è aumentata. Il motivo di ciò? Molto probabilmente lo smart working.

Sistema di lavoro intelligente

Dall’inizio della pandemia le imprese e aziende stanno adottando diverse misure di emergenza, tra cui l’utilizzo di un sistema di lavoro intelligente, in conformità con l’ordinanza dell’ormai lontano 23 febbraio 2020 sulla Gazzetta Ufficiale.

Ma cosa significa davvero “attuare un sistema di lavoro intelligente“?

L’implementazione di un sistema di lavoro intelligente richiede un insieme di interventi che incidono profondamente sulle nostre abitudini, sui processi e sugli strumenti con cui lavoriamo. La prima abitudine da mettere in discussione è banalmente quella di non avere colleghi e luogo di lavoro. Naturalmente, avere del personale che lavora fuori ufficio non è una novità. In quasi tutte le aziende è sempre stato normale che alcuni ruoli, come i venditori o i consulenti, lavorassero a distanza, di solito nelle sedi dei clienti. In realtà ci sono alcune aziende, che lavorano già quasi completamente in smart working, senza ufficio fisico come ad esempio alcune società di comunicazione o export. La differenza è che ora sono tutte quelle funzioni aziendali che storicamente presidiavano l’ufficio, che iniziano a lavorare a distanza: amministrative, HR, la gestione delle operazioni e molti altri operatori che normalmente svolgono in ufficio il ruolo di rappresentare l’azienda, mentre adesso lavorano comodamente da casa. I gruppi di attività e processi che permettono alle persone di lavorare in modo efficace, indipendentemente dall’ubicazione della loro postazione di lavoro, fanno parte della definizione di lavoro intelligente, lo smart working.

TWITTER e la decisione definitiva

Se i dipendenti di Twitter occupano un ruolo e si trovano in una situazione che permette loro di lavorare da casa “per sempre”, l’azienda recentemente dà loro la possibilità di farlo. Twitter è stata una delle prime grandi aziende tecnologiche che ha consentito al personale di lavorare da remoto quando la pandemia del coronavirus ha colpito l’Europa e gli Stati Uniti, consigliando ai suoi 5.000 dipendenti in tutto il mondo di lavorare da casa all’inizio di marzo. Ma adesso, che la pandemia è stata momentaneamente rallentata concedendo un ritorno ad un pseudo normalità, il CEO di Twitter Jack Dorsey ha inviato un’e-mail a tutti i dipendenti per informarli che possono lavorare da casa “per sempre”. In un blog del 12 maggio, la vice-presidente di Twitter, Jennifer Christie, ha scritto: “Siamo stati i primi a rispondere rapidamente e permettere alla gente di lavorare da casa, data la nostra enfasi sul decentramento e sul supporto di una forza lavoro distribuita in grado di lavorare da qualsiasi luogo. Quando decideremo di aprire un ufficio, non sarà un attimo per tornare come prima”. Le idee sembrano chiare, lasciando sempre aperta la possibilità, a chi vuole, di tornare in ufficio. Christie continua affermando che “gli ultimi tre mesi hanno dimostrato che l’azienda può rendere il lavoro a distanza su larga scala una valida opzione”, decidendo che se “i dipendenti sono in un ruolo e in una situazione che permette loro di lavorare da casa e vogliono continuare a farlo per sempre”, l’azienda è disposta a fare in modo che ciò accada. “In caso contrario, i nostri uffici saranno il solito accogliente luogo di lavoro, con alcune precauzioni aggiuntive, quando sapremo che è sicuro tornare”, ha aggiunto Christie.

Smart working a 360 gradi

Mentre il personale lavora da casa, Twitter ha dato ai suoi dipendenti delle indennità per l’acquisto di materiale per l’ufficio a domicilio, come scrivanie e sedie, confermando una cultura aziendale forte. Nel blog, il vice presidente ha detto che “Tornare sarà difficile e con pochissime eccezioni. Gli uffici non apriranno prima di settembre, e quando decideremo di aprire gli uffici, non sarà un ritorno alla situazione precedente. Sarà prudente, intenzionale, ufficio per ufficio e graduale”. La società ha confermato che non parteciperà a nessun viaggio d’affari prima di settembre, e che per il resto del 2020 non si svolgeranno eventi aziendali che possono creare assembramenti e non rispettare le norme di distanziamento sociale e sanitarie. La società prevede di valutare gli eventi del 2021 nel corso di quest’anno. “Siamo orgogliosi delle prime azioni che abbiamo intrapreso per proteggere la salute dei nostri dipendenti e delle nostre comunità”, ha dichiarato Christie. “Questa rimarrà la nostra massima priorità mentre lavoriamo attraverso le incognite dei prossimi mesi”. Ad inizio maggio Google e Facebook, con una strategia completamente diversa rispetto a Twitter, hanno dichiarato di voler riportare sul posto i lavoratori “critici” nel corso del mese, ma si prevede che la maggior parte dei dipendenti lavorerà a distanza fino alla fine del 2020 anche nei due colossi.

Maurizio Fazzini

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