Universo Uber: come una società di trasporti si sta prendendo il mondo

Tra mobilità, delivery e servizi, storia e innovazioni, scopriamo come Uber stia diventando sempre più protagonista della nostra quotidianità.

Circa un anno fa, nel maggio 2019, Uber fu soggetta a quella ricordata come l’Ipo più grande nella storia della Gig Economy, il modello economico basata sul lavoro ‘a chiamata’, occasionale. Di strada, letteralmente, ne è stata fatta dal 2009, anno della fondazione, che ha portato una startup nata inizialmente per sopperire ai costi esorbitanti dei taxi ad approdare nel campo del food delivery, ma anche dei servizi, con Uber Cash e soprattutto dell’innovazione.

Tra origini e quotazione record

Uber è nata negli Stati Uniti circa 11 anni fa: il nome originale, Uber Cab, fu cambiato nel giro di 2 anni, successivamente alle proteste dei tassisti verso lo stesso. La società in questione è stata protagonista di una crescita a dir poco esponenziale nell’ultima decade: di 250000 dollari fu l’investimento nel primo anno, che in 12 mesi ha fruttato ben 1.25 milioni, portando la startup ‘neonata’ ad una valutazione di ben 4 milioni di dollari. Da qui la ‘conquista’ degli Usa fu repentina, approdando dapprima a New York, Chicago, Boston ed infine Washington. Il valore a fine 2011? Ben 60 milioni di dollari. Seguendo, per così dire, uno sviluppo ‘naturale’ di espansione ed internazionalizzazione, Uber arriva nel continente europeo sulle rive della Senna, a Parigi, dove riceve un altro importante investimento. Nel 2013 fu la volta di Africa ed Asia, dove ‘scopre’ nella Cina uno dei terreni più fertili per operare e riceve un investimento di 600 milioni di dollari; successivamente ad espansioni, ulteriori investimenti (nel 2016 ricevette 3.5 miliardi di dollari dalla Saudi Arabia Public Investment Fund) la società arrivò nel 2019 ad effettuare un’Initial Public Offering (Ipo) destinata ad entrare nella storia del settore: con una valutazione di 81 miliardi di dollari, il prezzo iniziale delle azioni è stato fissato a circa 45 dollari. Ad oggi, giugno 2020, le azioni valgono circa 32 dollari, con minimi toccati durante l’exploit della pandemia (marzo) che ha portato il prezzo di queste a circa 14.

Stessa origine, diverse declinazioni

Uber quotidianamente offre lavoro a migliaia di persone in tutto il mondo: quest’ultime però, non solo sono impegnate nei ‘classici’ servizi legati alla mobilità per cui nasce l’azienda, bensì nelle diverse società ‘figlie’ nate nel corso degli anni e dei progressi. Prima tra tutte Uber Eats, nata nel 2014 col nome di Uber Fresh, società che si colloca nel mercato del food delivery, offrendo un servizio repentino ed affidabile in più di 500 città nel mondo (ultimamente però al centro di polemiche, in Italia,  legate al caporalato sui rider): un dato curioso, riscontrato in alcune di queste (tra cui Milano) sono i ricavi legati al settore stesso del ‘cibo d’asporto’, che assicurano cifre maggiori per l’azienda rispetto all’abituale servizio offerto con le automobili. Società che si colloca in un mercato, quello appunto del food delivery, che nel Bel Paese vede un fatturato (riferito al 2019) di 566 milioni di euro, prima ‘categoria’ del mercato online italiano, presente in più del 90% di città italiane che contano cifre maggiori ai 50000 abitanti: numeri certo elevati, minimi però in confronto al valore globale del settore di circa 21 miliardi di dollari (aspettativa entro il 2023). Oltre alla più famosa dunque società di food delivery, Uber offre anche servizi di supporto alle aziende di trasporti con Uber Freight, servizio che abbina i diversi mezzi agli spedizionionieri, Uber Business, ideato invece per aiutare ad organizzare i viaggi di lavoro e Uber Cash, per semplificare i pagamenti. Legati invece ancora al settore della mobilità, rispettivamente Uber Pop ed UberX, servizi però vietati in Italia a causa delle direttive in merito al servizio Taxi ed NCC.

Tra guida autonoma e nuvole

Numerose sono quindi le società affiliate ad Uber, operanti come visto precedentemente nei più disparati settori e modalità. L’azienda americana però ha ‘a cuore’, fondamentalmente legato al futuro dell’azienda, il discorso sulle diverse tecnologie (tra cui la guida autonoma) che in un futuro non molto prossimo garantiranno costi minori ed un servizio più efficiente. Nasce per questo l’Advanced Technologies Group, che si occupa appunto di sperimentazione e ricerca nella guida autonoma, cercando di rispettare gli standard di sicurezza e affidabilità necessari più che mai in questo settore. All’avanguardia e ambizioso invece, possiamo definire il progetto Uber Elevate, con l’obiettivo principale di portare (per il 2023) il servizio finora offerto sulla terraferma anche nei cieli, con le principali declinazioni in Uber Air ed Uber Copter, quest’ultimo ad oggi già operante tra Manhattan e il JFK International Airport attraverso un servizio di elicotteri ‘a noleggio’. Un’azienda, nata una decina di anni fa, che ha saputo valorizzare e ricercare i settori in cui svilupparsi maggiormente e che di giorno in giorno entrerà sempre di più, attraverso i servizi che offre, nella nostra quotidianità.

Gianluca Sormani

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