Wearables: gli Smart Glasses sono un nuovo segmento di mercato o accessorio inutile?

Il giro d’affari generato dalle tecnologie wearable arriverà a toccare i 54 miliardi di dollari nel 2023, tra questi, il primato potrebbe spettare agli occhiali smart.

Dopo essere stati annunciati nel 2017, vennero già quasi dimenticati l’anno successivo, questa volta però il 2021 sembra essere l’anno giusto per il mercato degli smart glasses che puntano a farci vedere una realtà nuova, a farci immergere completamente nella realtà virtuale.

Google glass

In principio fu Google. Infatti, dopo il primo modello rilasciato nel 2017 e introdotto come un dispositivo di massa, Google ha riformulato il concept dei suoi occhiali destinandoli dal 2019 solo ad un’utenza business. Adesso è arrivato il momento di presentarci una nuova generazione.

I nuovi Google Glass, presentati durante il 2019, sono in vendita a 999 dollari denominati Google Glass Enterprise 2, che però restano ancora un’esclusiva per il settore dei professionisti.

Più robusti, più potenti ma soprattutto ancora più economici: Google ha annunciato i nuovi Google Glass Enterpise Edition 2 con un hardware ancora più potente e che amplierà drasticamente le opportunità per professionisti e sviluppatori che potranno ottimizzare i processi produttivi rendendoli ancora più smart.

Disponibili in due modelli differenti, di cui uno, progettato in collaborazione con Smith Optics , con montatura più resistente e simile ad un tradizionale paio di occhiali e l’altro dal design futuristico che richiama lo stile della prima versione, gli occhiali Google Glass Enteprise Edition 2 devono la loro potenza al nuovo processore Qualcomm Snapdragon XR1 studiato appositamente per i dispositivi AR e VR il quale introduce un nuovo motore di intelligenza artificiale supportato da 4 core.

Entrambe le montature sono dotate di assistente vocale, Optical Display Module con risoluzione pari a 640 x 360 pixel e di una fotocamera da 8 megapixel che renderà più fluido lo streaming, in particolare nelle attività che richiedono l’attività in prima persona.

Mentre la batteria, con capacità di molto superiore rispetto a quella installata nel modello precedente, potrà essere ricaricata più velocemente attraverso l’interfaccia usb-c. A rendere questi nuovi Smart glasses più funzionali ma soprattutto vicini alle esigenze degli sviluppatori impegnati nel settore business, saranno implementati con Android Oreo che renderà ancora più semplice la fruizione dei servizi software e dei servizi di logistica verso i clienti.

Progetto Orion

La partnership tra Facebook ed EssilorLuxottica annuncia che il primo prodotto verrà lanciato nel 2021 e si tratterà di un paio di occhiali smart a marchio Ray -Ban.

Il re dei social media, Mark Zuckerberg, si allea con il leader mondiali degli occhiali, Leonardo Del Vecchio, per dar vita alla nuova generazione di Smart Glasses, con il novissimo e quanto mai avanguardistico progetto Orion.

Ad annunciare la nuova partnership ci ha pensato lo stesso Facebook durante la conferenza annuale dedicata agli sviluppatori, tenutasi online e dunque ribattezzata Facebook Connect per via della pandemia.

Proviene da entrambe le parti in gioco un parere entusiasta: “Siamo sempre alla ricerca di dispositivi che possano offrire alle persone modi più efficaci per restare in contatto con coloro che amano. I dispositivi wearable hanno il potenziale per farlo”, sottolinea Andrew Bosworth, vicepresidente di Facebook Reality Labs. “Abbiamo trovato in EssilorLuxottica – aggiunge – un partner altrettanto ambizioso che metterà a disposizione la sua esperienza e il suo portafoglio marchi d’eccellenza per realizzare i primi smart glasses davvero alla moda”, “Siamo particolarmente orgogliosi della nostra collaborazione con Facebook, che proietta un marchio iconico come Ray-Ban in un futuro sempre più digitale e social”, rileva Rocco Basilico, chief wearables officer di Luxottica.

Smartphone vs smart glasses

Dunque nei progetti di Google, Facebook (Amazon sta già muovendo i suoi primi passi nella stessa direzione) e parecchi altri ancora, un domani indosseremo occhiali smart, quasi indistinguibili da quelli normali ma sulle cui lenti saranno proiettate digitalmente tutte le applicazioni che oggi usiamo su smartphone.

Ad esempio, notifiche dei social network e delle mail appariranno davanti ai nostri occhi, interagiremo con ciò che compare sui visori (messaggi, ordinazioni, ricerche sul web, ecc.) non più digitando, ma dialogando con il nostro assistente virtuale.

Ma non finisce qui: i giochi saranno degli ologrammi, video e fotografie diventeranno ancora più pervasivi, mentre molti elementi del mondo fisico, come i monumenti, saranno arricchiti da informazioni digitali.

La realtà aumentata sovrapporrà il mondo digitale a quello fisico, fondendo i due ambienti e consentendo di vivere in entrambi allo stesso tempo, laddove oggi dobbiamo alternare le due esperienze estraendo lo smartphone dalla tasca (o sedendoci davanti al computer).

Si era pensato in un primo momento che i nuovi occhiali siano stati concepiti per sostituire gli smartphone.

Questa potrebbe essere una sfida ambiziosa che Facebook potrebbe affrontare senza troppi timori, in quanto, non produce smartphone. Non ha quindi il timore di erodere un proprio mercato, a differenza di Apple (di cui si vocifera come prossimo produttore di smart glasses), ad esempio, che non può certo dire con la stessa leggerezza di voler sostituire gli iPhone con un paio di occhiali.

Gli smart glasses però funzionano; possono essere applicati con soluzioni custom, come già sperimentato in Italia, anche ad esempio ai processi di monitoraggio e digitalizzazione per la conservazione e l’accessibilità delle opere d’arte, con l’obiettivo di realizzare un sistema di diagnostica predittiva per le opere d’arte basata su sensori, occhiali a realtà aumentata e una piattaforma informatica di gestione dei dati.

Ferdinando Margiotta

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