Amazon lancia sul mercato i nuovi Echo: tutta la verità dietro gli assistenti vocali. Ci spiano davvero?

Amazon annuncia Echo, Echo Flex e Echo Dot con orologio: prezzi e caratteristiche dei nuovi dispositivi con Alexa a bordo. Facciamo chiarezza sul funzionamento degli assistenti vocali e intelligenza artificiale

I nuovi dispositivi Echo sono disponibili per il pre-ordine e inizieranno a essere spediti entro la fine dell’anno. Alexa, come tutti gli altri altoparlanti intelligenti, non solo ascolta ciò che diciamo, ma registra alcuni brani delle nostre conversazioni. Queste arrivano poi alle orecchie di esseri umani che le analizzano. A che scopo? Scopriamolo insieme.

Echo Flex: altoparlante intelligente con spina integrata

Echo Flex è il dispositivo più economico per aggiungere Alexa in qualsiasi stanza della casa. Si collega direttamente a una presa elettrica standard, diventando così perfetto per quegli spazi della casa in cui i cavi possono essere un problema. Le risposte arriveranno attraverso un piccolo altoparlante sul dispositivo che è stato ottimizzato per la voce di Alexa. Echo Flex offre anche una porta USB integrata, che permette di ricaricare facilmente il telefono o aggiungere un accessorio opzionale, come una luce notturna intelligente o un sensore di movimento, il tutto utilizzando una sola presa.

Echo Dot con orologio: con un display LED

Echo Dot con orologio è basato sul dispositivo Echo più venduto ma con l’aggiunta di un display LED, capace di regolarsi automaticamente in base alla luminosità ambientale, in modo da permettere di vedere facilmente l’ora o la temperatura esterna, di impostare una sveglia o un timer per la pasta. Inoltre, è possibile toccare la parte superiore del dispositivo per posticipare comodamente una sveglia. Le caratteristiche principali le eredita dall’Echo Dot di terza generazione: piccolo ed in tessuto esteticamente accattivante nelle sue svariate colorazioni, a partire dall’antracite e grigio chiaro, sino ad arrivare al grigio mélange e malva.

Echo Studio: audio immersivo

Con cinque altoparlanti direzionali integrati, Echo Studio è stato appositamente progettato per creare un suono di qualità, con nitidezza e profondità. Il suo woofer da 13,3 cm e 330 W di potenza massima produce bassi profondi e ricchi, utilizzando l’apertura per i bassi, situata nella parte inferiore, in modo da massimizzare il flusso d’aria e quindi l’uscita dei bassi dal woofer. Echo Studio è dotato inoltre di un tweeter da 2,5 cm e tre altoparlanti mid-range da 5 cm, che offrono frequenze medie nitide e frequenze alte dinamiche. Echo Studio in aggiunta rileva automaticamente l’acustica dell’ambiente e ottimizza la riproduzione audio per offrire un suono ottimale, indipendentemente da dove venga posizionato il ​​dispositivo. Echo Studio è il primo altoparlante intelligente a offrire un’esperienza audio immersiva, utilizzando Dolby Atmos e Sony 360 Reality Audio. Echo Studio presenta anche un hub Zigbee per la Casa Intelligente che può essere utilizzato per controllare i dispositivi domestici intelligenti compatibili, un aspetto che lo rende adatto per la propria famiglia o il salotto.

Gli assistenti vocali ci spiano?

Alexa, come tutti gli altri “altoparlanti intelligenti”, non solo ascolta ciò che diciamo, ma registra alcuni brani delle nostre conversazioni. Queste poi arrivano alle orecchie di esseri umani che le analizzano. A che scopo?
Ebbene, qualcuno negli uffici di Amazon ascolta ciò che noi diciamo ad Alexa. Ma andiamo con ordine e, prima di cedere alla polemica e al complottismo, cerchiamo di capire come funziona il sistema di intelligenza artificiale che permette a uno smart speaker di rispondere correttamente alle nostre richieste. L’obiettivo di questo “ascolto” su larga scala non è tanto quello di infilarsi di soppiatto nelle case di milioni di persone in tutto il mondo, quanto quello di raccogliere informazioni utili al miglioramento del sistema di riconoscimento vocale che permette ad Alexa di funzionare. Pertanto, gli addetti all’ascolto di Amazon trascrivono le registrazioni delle richieste degli utenti, le confrontano con la risposta data da Alexa e, in caso di errori, provvedono ad apportare le necessarie correzioni al software. In altre parole Amazon non farebbe altro che perfezionare l’addestramento dei suoi sistemi di intelligenza artificiale, ai quali viene spiegato “manualmente” quale tipo di risposta devono fornire a una certa domanda. Se quindi Alexa sa rispondere alle nostre richieste è perché qualcuno le ha insegnato cosa fare: come i suoi concorrenti, anche l’AI di Amazon si affida alle reti neurali, software che replicano i meccanismi del cervello umano e forniscono risposte basate su grandi quantità di dati. Se le chiedete “trovami un cinese qui vicino”, sa che probabilmente state cercando un ristorante e non un cittadino di Beijing.
Va specificato come Alexa, così come Google Home o Siri di Apple, non siano costantemente in ascolto di ciò che diciamo, ma si risveglino solo quando sentono la parola di attivazione. Potrebbe accadere che Alexa, una volta attivata, registri brani di conversazione che dovrebbero rimanere privati, per esempio dettagli sulla salute di qualcuno o informazioni relative a un conto corrente. Secondo Amazon questi file sono marcati come contenenti dati critici e non vengono ulteriormente lavorati.

Roberto Cerino


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