App gratis o a pagamento? Come si guadagna sviluppando giochi e facilities

Sono sempre di più le applicazioni che possiamo scaricare negli store dei nostri sistemi operativi, dai giochi alle app utili, passando per i social network. Ma è possibile sviluppare una propria applicazione? E, in caso, è un buon investimento? Proviamo a rispondere a queste domande.

Il mondo digital offre molte opportunità, forse infinite. Creare un propria applicazione è una di queste e può essere il punto di partenza per un guadagno consistente, soprattutto se si tratta di un gioco. I passaggi sono tanti ed anche la concorrenza è molto ampia, dato che nascono decine di nuove applicazioni ogni giorno. E’ possibile, però, crearsi un’entrata stabile (o almeno questa è la speranza) partendo da una propria idea.

L’idea

Le applicazioni che utilizziamo tutti i giorni hanno spesso dei difetti, talvolta anche gravi, che ne compromettono il buon utilizzo delle funzionalità. Potrebbe esser questo il punto da cui partire: migliorare una applicazione che già esiste per “accontentare” tutti gli utilizzatori che, come te, sono rimasti delusi. Attenzione però, il rischio è quello di creare un’applicazione che sia una copia di quella già esistente e questo non ha senso. Migliorare una app significa arrivare dove non è arrivato nessun altro, risolvere un problema che non aveva risolto ancora nessuno o creare un tipo di intrattenimento nuovo, mai visto prima. Missione difficile, sia chiaro. E’ assolutamente necessario differenziarsi: le app sono decine di migliaia negli store sia iOS che Android e se non si crea nulla di nuovo, non si guadagnerà nulla (o comunque molto poco). Si capisce che gli errori o le imperfezioni delle app che usiamo possono essere solo un’ispirazione, poi ci vuole una buona dose di inventiva ed un po’ di fortuna. Come accennato in precedenza, i giochi sono le applicazioni più richieste in assoluto, gli utenti hanno ormai famigliarità con questo tipo di contenuti e si lasciano coinvolgere con più semplicità. Non solo, le applicazioni che utilizziamo più di frequente, giochi esclusi, sono quasi tutte create da grandi aziende e sono dunque riconosciute come valide. Difficilmente scarichiamo app “emergenti” per gestire funzionalità dello smartphone, tendiamo a fidarci di quelle già esistenti e alcune volte già installate nel telefono al momento dell’acquisto, le cosiddette app di sistema. Dunque sono diverse le considerazioni da fare nel momento in cui si crea un’applicazione, tenendo anche conto dei trend del momento che potrebbero permettere di “cavalcare l’onda” di una certa tendenza.

Come realizzare l’app

Ci sono diversi modi per realizzare concretamente l’applicazione e, naturalmente, il punto di partenza sono le conoscenze. Se infatti si hanno le conoscenze e le capacità per creare da soli un’applicazione, lo si può fare comodamente (e gratuitamente) con il proprio computer. C’è da porre l’attenzione sulla compatibilità del sistema, in quanto ci sono linguaggi diversi per iOS o Android (per iOS è possibile programmare l’applicazione solo da Mac, come spesso capita con i prodotti Apple). Non disperate se non avete le capacità per optare per la soluzione fai da te, ci sono molte altre strade percorribili. Anzi, probabilmente sono strade più semplici che permettono a chiunque di realizzare il proprio progetto di vedere la propria app nello store che desidera. Questa via è più facile, ma naturalmente la conseguenza c’è, ovvero è anche più costosa. Ci sono infatti moltissimi professionisti a cui rivolgersi per realizzare il progetto, con delle vere e proprie aziende che si avvalgono di collaboratori capaci di ascoltare la vostra idea e renderla realtà. Il compenso che potrebbero richiedere è molto variabile, in base alla complessità ed alla lunghezza del vostro lavoro. Il consiglio, seppur un po’ banale, è quello di essere disposti a spendere anche una cifra un po’ più consistente (si tratta in genere di qualche migliaio di euro) pur di avere un’applicazione perfetta, ottimizzata per i vari dispositivi a cui è destinata e, di conseguenza, redditizia. Solo se la realizzazione è accurata si può infatti ottenere un buon risultato, con la conseguenza che ci saranno molti più utenti disposti a scaricarla. In fin dei conti, a cosa serve spendere una cifra comunque consistente (magari 1000 o 2000 euro) per un’app che non scaricherà nessuno?

Il guadagno

Passiamo dunque alla questione centrale dell’argomento: quanto si guadagna? Sarebbe bello poter rispondere che si guadagna molto e con certezza, ma naturalmente non è così. Ci sono innanzitutto da sostenere dei costi per rendere l’applicazione disponibile sullo store iOS o Android, in genere annuali. Inoltre, non comporta alcuna voce di spesa (ma è comunque fondamentale) accettare e rispettare le condizioni di sottoscrizione dell’abbonamento, in modo da non incorrere in problemi che potrebbero portare fino alla cancellazione dell’applicazione. Una volta archiviata la questione dei costi, parliamo degli introiti. Le applicazioni possono essere gratuite o a pagamento, si sa, e ad ognuno di noi è capitato di lasciar perdere un gioco perché richiedeva una certa cifra al momento del download (anche irrisoria, ma chi di noi vuole pagare per fare qualche partita sull’iPad? Tendenzialmente nessuno). Infatti, ormai sono molte più le applicazioni gratuite che quelle a pagamento e non è un caso: è molto più semplice far entrare l’utente e poi chiedergli di pagare una certa somma, piuttosto che il contrario. Inoltre, non è detto che ad un certo punto si debba per forza pagare, molte applicazioni funzionano gratuitamente senza scadenza. Qual è il trucco? Ormai lo sappiamo: la pubblicità. Siamo tempestati di pubblicità su tutte le app gratuite che apriamo ogni giorno, d’altronde non c’è altra possibilità. Spesso la pubblicità è fastidiosa, ma è anche l’ultimo mezzo che rimane al creatore dell’applicazione per ricevere un compenso per il proprio lavoro. In genere viene utilizzato AdMob, sistema che permette di inserire i banner all’interno dell’applicazione e, in base a quante volte essa viene scaricata, guadagnare in maniera diretta. Se sviluppare un’app è quindi piuttosto complesso, aggiungere la pubblicità all’interno è invece piuttosto semplice ed il guadagno è semplicemente in proporzione all’apprezzamento che l’applicazione riceve. I ricavi possono dipendere anche dal numero di volte in cui l’utente tocca il banner (spesso per sbaglio), con cifre che si aggirano intorno ai 2/5 centesimi alla volta che, se moltiplicati per centinaia o migliaia di volte, costituiscono un’entrata sostanziosa. Alcuni studi recenti condotti da GigaOM Pro hanno stimato in circa 500 euro mensili il ricavo medio ad applicazione. Sicuramente non si tratta di una cifra da capogiro, ma se la nostra idea è solo un extra rispetto all’attività principale quotidiana, diventa un gruzzolo interessante. Ovviamente questo introito andrebbe correlato anche agli aspetti tecnici conseguenti alla creazione dell’app: costi di mantenimento, aggiornamenti, necessità di modifiche… nulla è semplice, l’illusione di fare “soldi facili” online viene smontata spesso quando ci si informa bene, ma questa è una strada assolutamente percorribile ed interessante. L’importante è che ci sia l’idea, tutto ciò che ne consegue si può fare, sperando di essere baciati dalla fortuna.

Marco Cagiano

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