Asymmetric information e Social network: così vengono manipolate le coscienze

La scarsa informazione non solo ci pone in una situazione di svantaggio ma anche di sottomissione passiva al volere dei ‘più grandi’

Dallo scandalo Cambridge Analytica emerge il reale potenziale dei social networks che, sfruttando l’asimmetria informativa, sono in grado di influenzare l’opinione e le azioni delle masse.

Asymmetric infromtion: che cos’è?

L’asymmetric information (asimmtria informativa, ndr) avviene quando una delle due parti impegnate nella transazione economica detiene una consocenza più ampia riguardo la transazione stessa, procurando così un fallimento del mercato. Un esempio classico è il lemon market, o ‘mercato dei bidoni’, ovvero la vendita di auto usate ad un prezzo che non rispecchia la reale qualità del prodotto. Tale definizione è strettamente legata alle dinamiche economiche, tuttavia è possibile estendere il concetto di asymmetric information ad ulteriori ambiti attraverso il medesimo contesto: i social network. A livello accademico, quando ci si imbatte nello studio delle diverse cause che conducono inesorabilmente ad un fallimeno del mercato, si tende a sottolineare come i social possano, anche solo in parte, ovviare ai problemi dovuti all’asimmetria informativa. La convinzione sottesa a tale affermazione è che essi rappresentano un ampio bacino da cui ottenere i vari feedback, siano essi positivi o negativi, riguardo un particolare prodotto e/o produttore, permettendo così al consumatore medio di districarsi nel dedalo dello shopping online. Ma l’asimmetria informativa presenta una natura più profonda ed un riscontro potenzialmente negativo.

Big data e Cambridge Analytica

Proviamo ad estendere il concetto di asymmetric information ad un contesto più ampio ripetto alla relazione venditore-compratore. Proviamo dunque ad immaginare che i due soggetti siano un candidato politico e gli aventi diritto al voto e la transazione economica sia ora rappresentata dal voto dato. Se una delle due parti si trova in una posizione vantaggiosa in quanto detiene una conosciena maggiore rispetto alla controparte allora, per definzione di asimmetria informativa, osserveremo un caso di falliento di mercato. Ovvero, se colui che potrà essere eletto conosce abitudini, opinioni, azioni e preferenze dell’elettore, allora risulterà possibile per il candidato influenzarne la scelta. Sembra spaventoso e fantasientifico? Spaventoso lo è sì, ma non vi è nulla di più reale: le elezioni americane del 2016 si sono basate su questo eccanismo tanto quanto la Brexit. Entrambi gli eventi politici sono stati attuati manovrando l’opinione pubblica, manipolando le preferenze degli utenti dei social. Come è stato possibile tutto ciò? Grazie al servizio di Cambridge Analytica, società di consulenza britannica che sfrutta la ‘traccia’ lasciata sul web dagli utenti per costruire un profilo estremamente dettagliato di ciascuno. La successiva manipolazione sarà dunque incredibilmente capillare e mirata. Dunque, ricapitolando, il candidato conosce ogni singola abitudine e preferenza del suo potenziale elettore e può così influenzarne la scelta, ecco un ulteriore caso di asimmetria informativa, evidentemente più pericolosa e difficile da risolvere.

L’importanza e la necessità del pensiero critico

Un’analisi di un problema può definirsi completa sole se si fornisce una soluzione ad esso, ed è quello che tenteremo di proporre. Come si può fuggire alla manipolazione delle masse? Attraverso la formazione di un pensiero critico, ottenendo dunque la capacità di sapere autonomamente discernere il vero dal falso, il bene dal male. Significa avere una propria autocoscienza consapevole che ci permette di scegliere in piena autonomia senza subire l’opinione che appare più vera, senza farsi influenzare dagli abili sofisti social.


Carolina Zennaro

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