Come il Coronavirus ha influenzato gli stage estivi

Da sempre gli studenti universitari che si apprestano a terminare il proprio percorso di studi cercano stage estivi per aumentare la propria esperienza, e fare i primi passi nel mondo del lavoro. A causa del Coronavirus questo processo si è complicato notevolmente, e ad aiutare ancora una volta è il digitale.

Secondo un inchiesta portata avanti dal sito Handshake, circa il 30% dei giovani universitari hanno visto le loro offerte di stage estivo revocato totalmente. Per la ripresa, molte regioni Italiane hanno comunicato che sarà necessario garantire un’organizzazione degli spazi da parte dei datori cosi da ridurre al minimo il rischio di prossimità e di aggregazione, e che vengano adottate misure organizzative di prevenzione e di protezione.

L’impatto sui tirocini

L’impatto economico della pandemia è stato molto diffuso e in particolare ha colpito duramente tutto il mercato del lavoro. Per i giovani studenti universitari, le prospettive professionali sono mutate in modo considerevole. Edwin Koc, direttore della ricerca e affari legislativi per NACE (National Association of Colleges and Employers) spiega che secondo una ricerca interna, fortunatamente solo il 2% dei datori di lavoro ha riferito di aver revocato le offerte a tempo pieno fatte ai candidati, ma circa il 16% dei datori di lavoro hanno riferito di aver revocato le offerte di tirocinio. Molti stage sono stati cambiati, cancellati, rimandati o trasferiti online. Il 75% dei datori di lavoro ha apportato almeno una modifica al programma di tirocinio, e circa il 40% sta introducendo uno stage virtuale. Oltre a modificare le caratteristiche del tirocinio c’è stato un ridimensionamento consistente, il 40% delle compagnie sta accorciando lo stage e ritardando la data di inizio, mentre il 20% sta riducendo il numero di stagisti che saranno assunti nel periodo estivo. Spesso i tirocini fungono da periodo di prova per gli studenti che potrebbero ottenere un lavoro a tempo pieno e i datori di lavoro utilizzano questi programmi prevalentemente come parte del loro processo di assunzione. L’arresto dei programmi di tirocinio mette in pericolo questa reciproca interazione e il futuro di molti giovani.

Lo stage durante la pandemia

Uno stage consiste nel fare esperienza pratica, ma a causa di COVID-19, tutto ciò che è “pratico” crea delle problematiche, ma poiché sempre più aziende si stanno spostando verso la digitalizzazione completa, anche gli stage si stanno adattando. Molte compagnie stanno offrendo la possibilità di intraprendere un tirocinio lavorando da remoto, questi tirocini permetterebbero ai candidati di non sprecare l’estate e conseguire la propria esperienza lavorativa, mentre le aziende avrebbero a disposizione dei veri e propri tester per il loro cambiamento digitale. Lo smart working richiede alla compagnia che lo offre determinate caratteristiche e infrastrutture. Partendo da una connessione stabile e potente, passando per la digitalizzazione di tutti i processi burocratici arrivando fino alle riunioni in video chat, molte aziende si stanno preparando per affrontare questa prova. Varie compagnie assicurano nella descrizione del loro tirocinio che forniranno ai candidati tutta l’attrezzatura hardware e software necessaria per completare lo stage. Chiaramente i tirocini remoti sono più comuni in ambiti compatibili con Internet, come la programmazione, il marketing digitale, la ricerca di mercato e l’implementazione di nuove tecnologie informatiche. Per i datori di lavoro che hanno confermato i tirocini pratici la regione Lombardia, tramite una nota sul suo sito web, ha sottolineato la necessità di fornire al tirocinante le prescrizioni previste per la sicurezza sanitaria dai protocolli applicati per i lavoratori e, se possibile, definire tempi e modalità per lo svolgimento delle attività formative in modalità “a distanza”.

L’aiuto del digitale

Nonostante la molta confusione e i grandi punti di domanda che ancora incombono sui tirocini, un aiuto digitale arriva in soccorso dei giovani studenti. Online sono presenti moltissime piattaforme per filtrare, cercare, e organizzare tutte le richieste e le possibilità di tirocinio presenti in Europa. Piattaforme come Glassdor o Infojobs permettono di scegliere, tra una moltitudine di filtri, anche la città, l’ ambito, la lingua, la durata e l’esperienza necessaria per il tirocinio. Tramite queste ricerche chiunque può trovare l’offerta che più riflette le sue ambizioni e necessità. Il mondo digitale porta inoltre un altro grande aiuto per i candidati che, grazie alle interazioni digitali tra compagnie e siti web, possono condividere rapidamente il curriculum da Linkedin, mostrare il proprio portfolio da YouTube o dal proprio sito web, e allegare alla domanda qualsiasi file digitale che riesca ad evidenziare le loro particolari capacità. Se da una parte il digitale aiuta gli studenti dall’altra non lascia indietro i datori di lavoro, quest’ultimi infatti hanno la possibilità di inserire nel processo di assunzione vari test o prove per valutare preventivamente un candidato. Queste prove, spesso a tempo, sono paragonabili ai livelli di un videogioco, dove per passare allo stage successivo bisogna prima superare la prova precedente. Le compagnie scremano i candidati progressivamente, con prove di ragionamento logico, numerico, e di lingua. Tutto questo processo assicura alle aziende il miglior candidato possibile per la posizione offerta, e inoltre accresce le possibilità di un’eventuale assunzione per chi dovesse portare a termine lo stage con successo. Questa rivoluzione digitale nel processo di assunzione sta quindi portando un grande aiuto nel fronteggiare la pandemia, i giovani dovranno dimostrarsi quindi capaci di adattarsi e mettersi in gioco per spiccare e raggiungere i propri obbiettivi nonostante le molteplici complicazioni.

Davide Cortese

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