Consigli al piccolo investitore nel mercato azionario: Perchè investire in azioni e come farlo in modo smart

Nel mondo di oggi, sempre più veloce, digitalizzato ed alle volte incerto, è fondamentale avere delle fonti di reddito passivo che aiutino nel lungo termine ad aumentare i propri risparmi. Investire in borsa però spesso può spaventare, complici una buona dose di stereotipi sviluppatisi nel tempo che etichettano il mercato azionario come un tiro di moneta.

Nel 2017 l’Istat ha calcolato che più di 1,3 miliardi di Euro di risparmi erano fermi e stagnanti nei conti degli Italiani. Una cifra spaventosa che rappresenta un costo di opportunità osceno. Dopo aver letto questo articolo capirete perchè è uno spreco tenere tutti i propri soldi fermi e come investirli meglio nei mercati finanziari con le best practices che vedremo a breve.

Perché investire nei mercati finanziari è buona pratica

Nel mondo di oggi, i mercati finanziari sono accessibili a tutti. Il concetto di base è semplice: comprando un titolo azionario, acquisisci una percentuale dell’azienda, e come tale hai diritto ai dividendi di essa e ad eventuali incrementi di valore del titolo (capital gains, che vedremo più avanti). A meno che tu, caro lettore, non abbia vissuto sotto una roccia negli ultimi dieci anni, di sicuro ti avrà solleticato almeno una volta l’idea (sempre che tu già non l’abbia fatto) di comprarti delle azioni e di crearti un portfolio virtuale, che sia perché un tuo amico o parente ha investito in Bitcoin, o perché ti sia imbattuto nello spot di E-Toro con il faccione non più giovanissimo di Alec Baldwin. Certo, tutti possono diventare azionisti, ma non tutti riescono a trarne un profitto. Sia chiaro, ‘giocare’ in borsa come fonte di reddito primaria è una pratica che sconsiglio, in quanto altamente volatile e che necessita di un esiguo capitale iniziale per sperare di produrre numeri soddisfacenti in tal senso (a meno che voi non siate Warren Buffet o Nostradamus, s’intende).

Avere parte dei propri risparmi investiti nel mercato azionario ha dei grandi vantaggi: prima di tutto, se fatto intelligentemente (cosa per cui questa mini-guida punta a darti un paio di strumenti), rappresenta un reddito passivo, molto comodo per aumentare i guadagni senza investire tempo, sforzi e risorse al di fuori del capitale di partenza. In secondo luogo aiuta a fronteggiare la svalutazione della moneta. Avete presente lo stereotipico nonno che con poche Lire prendeva la corriera e gli avanzava anche abbastanza per un gelato? Non dà i numeri, semplicemente ogni anno i prezzi aumentano, così come gli stipendi, ed il valore della moneta conseguentemente cala. Questo fenomeno si chiama inflazione. I risparmi sotto il materasso però non cambiano in quantità. Se avevate sotto al letto 1.000 Euro ieri, avrete sotto al letto 1.000 Euro oggi e così anche domani. In finanza pensate addirittura viene dato per universale che il denaro venga investito. Si chiama time-value of money, ed è la ragione per cui, quando pagate qualcosa a rate, la pagate complessivamente di più: se aveste dato subito i soldi in toto all’azienda che, per dire, vi ha venduto la lavatrice, questa avrebbe potuto investirli. Però ovviamente, se offerta a rate, la lavatrice attira anche i clienti potenziali con meno fluidità.

Bene, ora che abbiamo un’idea del perché investire, è opportuno spendere un paio di righe su cosa sia un titolo azionario e la filosofia che c’è dietro. Come disse Sun Tsu ne L’arte della guerra, ‘Se conosci il nemico e te stesso, la vittoria è assicurata’.

Cosa sono le azioni e come fanno guadagnare

Come accennato sopra, le azioni sono dei titoli che conferiscono proprietà su una parte dell’azienda. Se compagnia X ha emesso in totale 10.000 azioni e Spartaco (piccolo rimando all’amato Gigi) ne possiede 100, allora egli è possessore dell’1% di X. Quindi, salvo particolari accordi contrattuali tra shareholders o simili peculiarità, Spartaco percepirà 1% dei dividendi (ovvero la parte di profitti distribuita agli investitori) di X ogni qual volta vengono rilasciati. Fino a qui tutto semplice. Ma ora una domanda: da cosa dipende il valore delle azioni di X? C’è un mondo dietro a questa domanda, svariati modelli ognuno con i propri punti di forza e le proprie debolezze. Un passo per volta però. Partiamo col precisare che le azioni con cui si fa trading sono comprate e vendute in cosiddetti mercati secondari. Non è dunque X a vendervi le azioni di X, ma un altro privato che ha deciso di venderle. I mercati finanziari sono, molto grossomodo, un e-bay per strumenti finanziari. Ma allora perché alle compagnie importa del prezzo dei loro titoli? Perché gli azionisti possiedono l’azienda, i manager lavorano per gli azionisti e gli azionisti guadagnano se il prezzo dell’azione sale. Infatti, se Spartaco è un investitore e possiede azioni, guadagna tramite due canali: il dividendo che abbiamo menzionato prima ed il cosiddetto capital gain, ovvero il poter rivendere ad un prezzo più alto le azioni che possiede. Da qui la risposta alla nostra precedente domanda. Le azioni sono alla fine dei beni come gli altri, soggetti a domanda ed offerta. La domanda dipende da quanto le azioni in questione hanno il potenziale di far guadagnare chiunque le compri.

Mi rendo conto che finora è stato un paragrafo molto teorico, quindi ecco un esempio: Amazon. Tutti vogliono le azioni Amazon, eppure per 20 anni Jeff Bezos non ha rilasciato un Dollaro di dividendo. Ora, grazie a Spartaco, sappiamo che i guadagni per gli azionisti derivano dall’aumento nel tempo del prezzo di tale titolo, che è schizzato alle stelle. Da $30 nel Novembre del 2000 a $3.160 oggi. Se aveste comprato €1.000 in azioni Amazon 20 anni fa, oggi queste venderebbero per €100.000. Questo aumento è dovuto al fatto che Amazon ha sempre re-investito i profitti e creato valore, andando ad aumentare il volume delle proprie vendite e lo scope dei propri servizi.

Dunque cosa fare? Cercare dividendi o capital gains? Non vi è una risposta unica. Dipende dalle stock che avete. Ci sono compagnie che rilasciano dividendi periodicamente (solitamente quelle più mature, o in settori maturi) e altre che re-investono i guadagni e quindi fruttano capital gains (vedi Amazon, come detto prima).

Piccoli consigli applicabili da chiunque

Abbiamo detto il perché ed il cosa, passiamo al come. Queste riportate di seguito sono solo un paio delle tecniche per investire intelligentemente, perché elencarle tutte renderebbe questo articolo un libro di trading finanziario.

Diversificare è il modo pomposo dell’ambito della finanza per dire ‘non mettere tutte le uova in un paniere’. Ammettiamo che investiate ora €1.000 in azioni della compagnia X. Dopo un mese X compila la domanda per bancarotta. Che succede? Semplicemente i vostri soldi sono andati persi, probabilmente sperperati da un manager incompetente o truffaldino. Se invece aveste investito €500 in X e €500 in Y, nel momento in cui X fallisse voi perdereste solo la metà del vostro capitale, mentre l’altra è ancora al sicuro e con il potenziale di fruttare. La diversificazione è tanto più efficace quanto sono scorrelate le compagnie in cui investite. Mettiamo per esempio che abbiate investito sempre i soliti €500 in una compagnia petrolifera e gli altri €500 in Netflix. Se il giorno dopo (in un caso estremo e surreale, giusto per far capire meglio il punto) il petrolio ed i suoi derivati fossero dichiarati illegali ovunque, il titolo petrolifero calerebbe a picco, facendovi incorrere una pesante capital loss (il contrario di capital gain, intuitivamente). Quello Netflix invece, totalmente scorrelato, probabilmente non subirebbe variazioni. Lo svantaggio della diversificazione è che ciò che guadagnate in sicurezza, lo perdete in potenziale magnitudo sul guadagno. Tornando all’esempio Amazon del precedente paragrafo, se aveste investito solo €500 in Amazon anziché €1.000 per diversificare, forse vi roderebbe un po’ il fegato. Ultima nota su questa tecnica, l’apice del diversificare risiede nei titoli di indici che potete acquistare, come S&P 500 o FTSE 100. Potete immaginarli come pacchetti con ‘un po’ di tutto’, una specie di media del valore di più compagnie (quelle appunto nell’indice). Non vi faranno fare ritorni stellari, ma di norma sono tra i più sicuri e con una crescita a lungo termine costante

Il vostro secondo miglior amico è l’informazione. Le notizie in particolare. Essere aggiornati sul mondo della finanza e dell’economia, di ciò che accade o che probabilmente accadrà, vi aiuterà molto a capire dove tira il vento. Un abbonamento ad una fonte di news affermata sul mondo corporate come il Financial Times o l’Economist, ma anche la sezione Economia del Corriere della Sera, vi darà una marcia in più sul prevedere chi sta facendo cosa, e quindi quali titoli potrebbero essere interessanti da inserire nel proprio portfolio. Un esempio lampante è quello di Moderna, una delle compagnie farmaceutiche in corsa per il vaccino Covid. Da quando è apparsa sotto i riflettori infatti, il prezzo delle sue azioni si è alzato da $70 i primi di Novembre fino a $98 due settimane dopo. Un aumento del 40%. Moderna però non è apparsa dal nulla. La sua promessa di un vaccino per il nefasto covid quasi completato è sui giornali da un mese (e.g. Wall Street Journal, 1 mese fa riporta ‘CEO di Moderna dichiara di aspettarsi i risultati dei test a Novembre  – AGI, 3 settimane fa riporta ‘Moderna è pronta al lancio globale del vaccino anti-covid’). La morale quindi è tenetevi informati e siate reattivi.

Ultima piccola buona pratica: non fatevi prendere dall’emozione. Mettiamo che una mattina vi svegliate e vedete un vostro titolo calare a picco. Un primo impulso di alcuni potrebbe essere ‘vendo subito così da limitare le perdite’. No. Prima informati. Da cosa è dovuto il calo? Spesso i titoli oscillano per i motivi più disparati. Per dire, è bastato un tweet di Elon Musk lo scorso 1 Maggio dove dichiarava che, secondo lui, il titolo Tesla era sopravvalutato per far crollare il valore dell’azione da $160 a $140. In pochi giorni il prezzo si è rialzato. Nessun valore è stato perso e la dichiarazione di Elon è stata semplicemente best practice (per motivi che non approfondirò quì per mancanza di spazio). Se vi foste fatti prendere dalla paura e aveste venduto, avreste rinunciato ad un ottimo titolo. Se invece la compagnia in esame sta proprio andando a picco inesorabilmente allora disinvestire è necessario. L’importante è sapere cosa sta accadendo.

Qui si conclude questa mini-guida all’investimento smart, anche perché in questa piccola pagina web sono condensate tante informazioni che probabilmente vorrete assimilare. O magari volete andare a vedervi un video di gattini su Youtube. Non vi giudico. Fatemi sapere se vi è piaciuto questo articolo, e se gradireste un proseguo nei commenti. Ad maiora!

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