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Fundraising e Crowdfunding: la grande sfida che sta alla base di qualunque tipo di attività

Nel momento in cui si partotisce un’idea interessante, che sia per un progetto, un’istituzione o un’organizzazione, bisogna iniziare a fare i conti con i fondi che riusciamo ad ottenere: si inizia così un processo di fundraising o di crowdfunding.

Il mondo è pieno di giovani e meno giovani con tante belle idee, che potrebbero rivoluzionare interi settori e stravolgere le dinamiche interne di mercati in cui i player più importanti dettano, con la propria egemonia, le linee guida da seguire per i player minori, che sono poi costretti ad adattarsi per sopravvivere. Tante di queste idee rimangono tali per un semplice motivo: mancanza di fondi. Ed è qui che si palesa la necessità di dover svolgere un fundraising ed un crowdfunding efficiente. Nell’articolo di oggi andremo ad analizzare il significato di queste due attività.

Fundraising

Con il termine fundraising si va ad intendere, come si può ben intuire dalla traduzione letterale delle parole fund (fondo) e raising (raccolta), quel processo di sollecitazione e raccolta di contributi volontari come denaro o altre risorse, tramite donazioni da individui singoli, imprese, fondazioni caritative o agenzie governative. Il fundraising si riferisce tipicamente all’attività svolta per raccogliere denaro dalle organizzazioni no-profit, ovvero quelle senza scopo di lucro, come può essere UNICEF ad esempio (ONLUS. organizzazione non lucrativa con utilità sociale). Negli ultimi anni, con l’avvento di internet, si sono sviluppate nuove forme di fundraising online, che però si basano sullo stesso principio face-to-face delle vecchie raccolte fondi, ma aggiornato a user-to-user per velocizzare il processo ed allargare il bacino di utenza. Esiste una struttura fissa per sviluppare un fundraising? Chiariamo subito una cosa: ogni campagna di fundraising è unica, quindi non esiste uno schema fisso che può funzionare per ogni raccolta. Detto questo però, possiamo andare ad individuare dei tips che sicuramente potrebbero far comodo ad un fundraiser.

  • Soft Launch: sondare il terreno con un pre-lancio ristretto a poche persone chiedendo un feedback può essere d’aiuto alla tua causa. Così potrai capire meglio se il messaggio è chiaro e la via di comunicazione funziona! E poi può fare da traino: la gente è più propensa a donare a qualcuno che ha già raccolto dei soldi.
  • Brandizzare: riuscire a collegare la tua campagna di fundraising alla tua organizzazione no-profit dandole un’identità aiuterà sicuramente la causa, per esempio si può creare un logo nuovo per la raccolta fondi caratterizzato dagli stessi colori di quello dell’organizzazione.
  • Fundaraiser P2P: il fundraiser peer-topeer è il tramite tra i due peers, i donors (donatori) e l’organizzazione. Ovvero colui che svolge attività di fundraising allargando il proprio bacino d’utenza per arrivare a più persone.
  • Gift period: una buona mossa potrebbe essere creare dei periodi in cui, tramite accordi con sponsor, si mandano regali ai donatori abituali, ovvero quelli che incidono di più sul bilancio delle donazioni. Potrebbe essere intelligente far cadere questo periodo appena prima dell’apertura della campgna donazioni, così da invogliare i donatori con regali.

Crowdfunding

Il Crowdfunding consiste nell’utilizzo di piccole quantità di capitale da parte di un gran numero di individui per finanziare una nuova impresa. Quest’attività permette di raggiungere un numero elevato di persone attraverso i social media e i siti web di crowdfunding, per riunire investitori e imprenditori, con il potenziale di aumentare l’imprenditorialità espandendo il pool di investitori al di là della cerchia tradizionale di proprietari, parenti e venture capitalist. Quali sono quindi i vantaggi che il crowdfunding può dare al tuo business embrionale? Vediamo insieme quelli che ho individuato:

  • Bacino d’utenza: si può arrivare a tantissimi soggetti potenzialmente interessati al nostro business tramite piattaforme come Kickstarter, la più famosa al mondo.
  • Tono: utilizzare il crowdfunding darà sicuramnte un altro tono al vostro business mettendone in risalto la storia ed il valore.
  • Marketing: dal momento del lancio a quello della chiusura, è possibile condividere e promuovere la vostra campagna attraverso tutti mezzi di marketing online di cui siamo a disposizione, tra i quali il più efficace è tramite i social media.
  • Possibili accorgimenti: presentare il proprio business alle masse offre un’eccellente opportunità per convalidare e perfezionare la vostra offerta, tramite i pareri dei potenziali investitori che iniziano a esprimere interesse e fare domande. Così facendo si avrà un’ampia platea critica dalla quale si potrà capire più rapidamente se manca qualcosa, quel qualcosa che li renderebbe più propensi ad investire.
  • Efficienza: una delle cose migliori del crowdfunding online è la sua capacità di centralizzare e quindi diminuire gli sforzi di raccolta fondi. Con la costruzione di un unico profilo completo a cui è possibile far convogliare tutti i possibili investitori, si elimina la necessità di correr dietro a ciascuno di loro individualmente. Con la semplificazione del processo è possibile presentare tutto online in un formato molto più accessibile, riuscendo a reinvestire quel tempo risparmiato nella ricerca della perfetta gestione del business.

Esempi di Fundraising e Crowdfunding riusciti

  • UNICEF Sweden: quanto è semplice metter like o seguire la pagina di UNICEF? Semplicissimo. Invece donare denaro oltre alla love reaction? Beh, un po’ più complicato a quanto pare. Non molto tempo fa UNICEF Sweden si è ritrovata in una situazione nella quale tante persone erano disposte a seguire e supportare la pagina ma senza aver mai donato un euro. Quindi si è appellata ai propri seguaci chiededendo se oltre a sostenere la carità sui social media quali azioni concrete avessero compiuto. E come si è scoperto, molto poco. Appurato che il mi piace aiuta a sensibilizzare, sono le donazioni che salvano le vite. Quindi UNICEF ha creato una “campagna di protesta” contro i propri utenti, affermando avrebbero pagato con i likes i vaccini per la poliomelite: ciò significava nessun vaccino effettuato. Il risultato di questo fundraising contro l’inefficiente “slacktivism” (supporto esclusivamente online di una causa) è stato impressionante: in poco tempo sono stati raccolti abbastanza fondi per vaccinare 637’324 bambini nel mondo.
  • #ASLicebucketchallenge: non è chiara la provenienza della challenge, ma parte dei fondi raccolti con la campagna di fundraising vennero raccolti dall’associazione americana ASL Association. Fatto sta che nel 2014 si scoprì effettivamente la capacità dei social di fungere da cassa di risonanza per la diffusione di una causa: tra luglio e agosto 2014 il mondo intero conosceva la #ASLicebucketchallenge, ed una buona parte l’aveva appoggiata donando una cifra a scelta del donatore. La challenge consisteva nel riempire un recipiente con del ghiaccio e dell’acqua fredda, per poi rovesciarselo in testa: come gesto isolato non aveva e non ha nessun senso, ma se contestualizzato alla causa assume una rilevanza non indifferente. I numeri sono stati impressionanti: più di 17 milioni di persone coinvolte attivamente nei video visti più di 10 miliardi di volte, 220 milioni di dollari raccolti di cui 115 milioni donati alla ASL Association che ha incrementato il numero di pazienti serviti del 28%.
  • EOS.IO: è il più grande esempio di crowdfunding della storia, fino adesso almeno. Consiste in un protocollo blockchain alimentato dalla neo-criptovaluta EOS e basato su smart contract, ovvero un protocollo informatico destinato a facilitare, verificare o far rispettare digitalmente la negoziazione o l’esecuzione di un contratto, consentendo di effettuare milioni di transazioni credibili, tracciabili e irreversibili al secondo senza terze parti. Dal momento del lancio avvenuto l’1 giugno 2018, ha raccolto più di 4 miliardi di dollari. Due spiccioli, più o meno.

Maurizio Fazzini

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