Lil Jump 2: l’importanza di essere famosi

Uno dei giochi più scaricati in America è all’apparenza davvero elementare: ecco spiegati i motivi del suo successo.

Da qualche mese a questa parte negli USA sta spopolando un gioco all’apparenza davvero elementare: si tratta di Lil Jump 2, e già dal nome si potrebbe teoricamente comprenderne il tratto distintivo. In questo articolo andremo ad analizzare le cause che hanno reso un gioco dalle dinamiche semplici un successo inatteso.

Di che gioco si tratta?

Interfacciandosi per la prima volta con Lil Jump 2 non si resterà certo impressionati dalla grafica del gioco, né dalle dinamiche: un personaggio dai tratti vagamente familiari si trova un ambiente standard con alberi e montagne stilizzati, e toccando lo schermo salterà per evitare dei blocchi colorati, ricadendoci sopra a formare una colonna. L’obiettivo è quello di arrivare più in alto possibile, raccogliendo delle monete utili per sbloccare altri personaggi, e man mano che si sale anche il paesaggio iniziale scompare lasciando spazio a uno sfondo blu monocolore intervallato da delle nuvole. Fin qui, si tratta di un gioco identico a milioni di altri: cosa lo rende così speciale? Concentriamoci sul protagonista, che come detto ha un aspetto familiare: dalle treccine tinte di rosa e il pizzetto possiamo riconoscere Lil Pump, giovanissima trapstar americana autore di hit come “Gucci Gang” e “I Love It”. Spostandoci nella sezione personaggi, ci si accorgerà inoltre della possibilità di sbloccare altri famosi trapper: da 21 Savage a Drake, da Post Malone al chiacchieratissimo 6ix9ine, e persino i compianti Lil Peep, XXXTentacion e Juice WRLD.

L’importanza di essere famosi

Ecco dunque spiegato il successo di un gioco tanto semplice: utilizzando personaggi famosi, riconoscibili e in voga, lo sviluppatore Joseph Grosso è riuscito a rendere un gioco elementare un vero successo. Non scopriamo certo oggi il valore aggiunto che la celebrità di un personaggio pubblico può conferire al marketing di un prodotto, ma non sempre la scelta è così banale: bisogna saper individuare il giusto pubblico target e la celebrità adeguata. In questo caso, trattandosi di un gioco per mobile, con dei fruitori giovani (e giovanissimi), la scelta dei trapper è stata azzeccatissima: Lil Pump e Donald Trump hanno più o meno lo stesso numero di seguaci su Instagram, ma ci sentiamo di dire che un gioco che avesse come personaggi i vari candidati alla corsa alla Casa Bianca non avrebbe avuto lo stesso successo. Chiamando poi in causa altre categorie professionali caratterizzate da un’indiscussa fama come gli atleti, ci si renderà inoltre conto di come anche questi fossero inadeguati a dare un reale valore aggiunto a un gioco così semplice, esistendo centinaia di altri giochi che li vedono protagonisti. Ecco dunque che la scelta dei trapper si riconferma una mossa di marketing davvero geniale.

E in Italia?

Nel bel paese, complice il crescente successo del genere, che sta raggiungendo risultati impensabili fino a poco tempo fa, l’importanza dei rapper a livello commerciale è in forte crescita. Tuttavia, complice una cultura del “non vendersi” e un mainstream spaccato, con i risultati delle piattaforme di streaming che spesso non coincidono con la visibilità sui principali mass media, è ancora molto difficile vedere il proprio artista preferito sponsorizzare una marca di surgelati in TV o sentirlo decantare in radio le qualità di un pneumatico. Proprio per queste ragioni, i prodotti a cui gli artisti più in voga tra le nuove generazioni vengono maggiormente associati sono quelli relativi allo streetwear e, nemmeno a farlo apposta, al gaming. Il famoso collettivo Machete, che comprende artisti del calibro di Salmo e tha Supreme, ha aperto una sezione dedicata ai videogiochi, con tanto di eventi e dirette Twich, mentre è storica la pubblicità di Marracash per Nintendo DS e le polemiche che ne sono seguite. Tuttavia, ancora molto poco. Per le ragioni fin qui esposte ci sorge quindi un lecito dubbio: il rapporto tra artisti urban e marketing in Italia è paragonabile a quello negli USA? Un gioco che abbia come protagonisti Sfera Ebbasta, Salmo, Ghali, Capo Plaza & co. riscuoterebbe il medesimo successo?

Lorenzo Ferri

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