Amazon FBA/FBM: opportunità di guadagno alla portata di tutti o investimento rischioso?

Amazon, che ormai non necessità nemmeno di presentazioni, ha dei meccanismi di funzionamento che permettono a chiunque di essere non solo un acquirente, ma anche un venditore. Questo è possibile grazie ad Amazon FBA ed FBM, di cui conosciamo poco il funzionamento, nonostante se ne senta parlare parecchio. Quindi, come funziona? Ma, soprattutto, conviene?

Le opportunità lavorative (e non) che internet offre sono innumerevoli e ce ne possiamo rendere conto ogni giorno. Non è però semplice distinguere quelle reali da quelle “astratte”, ovvero possibili ma poco credibili o semplicemente difficili da mettere in pratica. Amazon FBA (per semplicità lasciamo inizialmente da parte Amazon FBM) è una di quelle più note, eppure anche su di essa ci sono molte opinioni contrastanti dovute sia al meccanismo di funzionamento, che è più complesso di quanto sembri inizialmente, sia all’effettiva opportunità di guadagno, difficile da definire e prevedere.

Come funziona

Amazon FBA esiste ormai da anni e molti imprenditori digitali ne hanno sfruttato il meccanismo per arricchirsi. la sigla “FBA” proviene da “Fulfillment By Amazon” che significa “eseguito da Amazon” e si riferisce alla logistica. Con questo sistema, infatti, chiunque può spedire dei prodotti ad Amazon e lasciare che si occupino loro dell’aspetto logistico, dedicandosi solo alla creazione dell’inserzione del prodotto sul sito appunto di Amazon. In questo modo la difficoltà è solo nel reperire il prodotto giusto, ordinarlo e lasciare che arrivi direttamente ad Amazon che poi lo rivenderà, permettendoci di incassare la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Per eseguire questo servizio Amazon richiede 1 euro ad unità venduta o propone un abbonamento mensile di 40 euro. Dunque, se si pensa di riuscire a vendere più di 40 unità del proprio prodotto al mese diventa automaticamente più conveniente l’abbonamento. Inoltre, c’è da considerare qualche spesa relativa ai prodotti ingombranti (che nei magazzini Amazon naturalmente occupano di più) ed ai prodotti “lenti”, ovvero quei prodotti che restano molto tempo in magazzino prima di essere venduti ed hanno quindi una catena molto più lunga. Tornando al discorso iniziale, c’è da capire quanto Amazon FBA sia effettivamente redditizio, nonostante appaia piuttosto evidente che si tratti di una possibilità di guadagno decisamente interessante. Bisogna considerare che Amazon è una vetrina con un potenziale altissimo, sia a livello nazionale che mondiale. Dunque ogni nostro prodotto può essere acquistato da ovunque e da chiunque a qualsiasi ora del giorno. Diventa quindi fondamentale mantenere sempre delle scorte dei propri prodotti nei magazzini, in modo da non essere mai a secco e non perdere quindi clienti. Nel paragrafo successivo si cominceranno a capire le difficoltà legate a questa opportunità, anche se per dovere di cronaca va definito anche il funzionamento di Amazon FBM. Innanzitutto “FBM” sta per “Fulfilled By Merchant”, che significa che della logistica non si occupa Amazon, ma ci pensa il venditore. Esso ha costi inferiori (cioè quindi più margine di guadagno) ma anche innumerevoli difficoltà legate alla velocità della logistica che, obiettivamente, è difficile pensare che sia al pari di quella di Amazon.

Le difficoltà

Come anticipato, non è tutto così semplice come sembra in un primo momento, ci sono davvero tantissimi altri elementi da considerare e non basta pensare di vendere un prodotto tramite questo canale per riuscire effettivamente a farlo. Tra le tante, una difficoltà da considerare è legata alla concorrenza, perché se è vero che su Amazon abbiamo potenzialmente milioni di clienti, è altrettanto vero che la concorrenza è alta e spietata, dunque trovare il giusto prodotto da vendere al giusto prezzo diventa difficile. Altra cosa che fino ad ora abbiamo ignorato: quale prodotto? Sappiamo bene che su questo e-commerce c’è letteralmente di tutto, dai vestiti al cibo, passando per oggetti da collezione, dischi, accessori e chi più ne ha più ne metta. Sono decisamente meno le tipologie di prodotti che invece possiamo vendere noi su Amazon tramite FBA, perchè in tal caso essi vanno innanzitutto importati (dalla Cina, in genere), devono avere una vita lunga sia come conservazione che come capacità di attrarre i clienti, devono essere poco ingombranti, soddisfare un bisogno definito e non avere un costo eccessivamente alto. Volendo quest’ultima voce può anche essere ignorata, in quanto chi è disposto a fare un alto investimento iniziale può anche importare beni di valore, ma è una strada poco percorsa. Inoltre, va considerata l’ipotesi di spendere somme rilevanti (qualche decina di euro al mese) per avvalersi di software che aiutano a capire l’andamento dei prodotti su Amazon, in modo da poter scegliere con cognizione di causa quale prodotto vendere in base alle tendenze ed alle richieste dei clienti. Si comincia a capire che Amazon FBA non è la classica attività da raccomandare ad amici e conoscenti come una di quelle in cui fai poco e guadagni tanto. Si tratta di fare davvero l’imprenditore, rischiare una certa somma per rivendere un prodotto che, però, non è detto che la clientela apprezzi o che ti faccia guadagnare abbastanza. Allora la domanda sorge spontanea: cambia davvero così tanto rispetto ad un imprenditore che acquista e rivende un certo prodotto? Inizialmente pareva di sì, ma forse non è poi così vero.

Che futuro ha Amazon FBA?

Premettendo che le stime future non sono l’obiettivo di tale elaborato, va definito un minimo quale sia il futuro di questo business alla portata di (quasi) tutti. Sicuramente si è capito che, se si intende rischiare un certo capitale per fare l’imprenditore ma senza tutte le implicazioni classiche di questa attività, Amazon FBA può essere una strada percorribile. Non semplice, ma percorribile. Bisognerebbe espandere il discorso al mercato mondiale di Amazon e non solo a quello nazionale, cosa che tra l’altro andrebbe considerata anche in sede di scelta del prodotto in relazione al mercato a cui destinarlo. Non potendo generalizzare a livello mondiale per un tale colosso, si possono fare comunque alcune considerazioni: la concorrenza è sicuramente in aumento e sempre più soggetti saranno capaci di sfruttare un business come Amazon FBA, ma c’è ancora margine di crescita anche per i clienti e questo non va sottovalutato, anche se sarebbe difficile fare un accurato di bilancio di questo aspetto. Inoltre, sono in aumento anche le categorie di prodotti acquistabili su questo portale e questo garantisce nuovi potenziali prodotti da importare e quindi nuovi potenziali guadagni. In ultimo, meriterebbe un importante approfondimento anche l’aspetto fiscale: finché non si superano determinate soglie non è necessario per il venditore aprire partita IVA, ma se si pensa a questa attività come opportunità a lungo termine, allora il discorso cambia. Le normative potrebbero anche cambiare nel tempo e modificare l’approccio fiscale che ora possiamo fornire, ma resta un ulteriore campanello che ci ricorda come siano innumerevoli gli elementi da considerare se si vuole praticare questa attività. Difficile infine sentenziare sulla praticabilità di questo business, anche se sicuramente è necessario, come si è cercato di fare attraverso questi paragrafi, essere consapevoli delle implicazioni che comporta. Infatti, le opportunità del mondo online sono moltissime, ma non tutte sono alla portata di tutti.

Marco Cagiano

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