Amuchina: perchè l’aumento del suo prezzo non è considerabile arbitraggio

Con l’espansione a macchia d’olio di questo nuovo virus, si sono create una serie di situazioni abbastanza ridicole, fra psicosi e disinformazione generale, anche la sfera economica ne ha risentito.

Il COVID-19, comunemente conosciuto con il nome Coronavirus, sta sconvolgendo più o meno profondamente la vita quotidiana di buona parte del mondo. Fatto sta che per qualche tipo di business questo virus rappresenta un vero e proprio problema, come per le importazioni dalla Cina o gli store fisici, mentre per altri è una manna dal cielo. Tra questi ultimi ci sono sicuramente i prodotti dell’igiene, ed in modo particolare l’Amuchina, gel igienizzante prodotto da ACRAF SpA (gruppo Angelini Pharma).

Effetti economici del Coronavirus

I mercati internazionali sono letteralmente succubi all’andamento del Coronavirus, il virus che si sta espandendo a macchia d’olio creando un vero allarme sanitario al quale si conseguono giorno dopo giorno problemi politici, e di riflesso economici, con effetto devastante a livello locale e mondiale: ad esempio al momento tutte le maggiori borse mondiali sono in perdita costante di almeno 2 punti percentuali, con massimi di 4,5, facendo registrare la peggior settimana dal 2008 ad oggi. Molti stati stanno facendo scelte politiche protezionistiche per impedire che il virus contagi i propri cittadini, ma a scelte politiche conseguono inevitabilmente ripercussioni economiche, come sta succendeno al nostro paese da quando COVID-19 è arrivato in Italia. Prendendo come esempio la Cina, la decisione del governo cinese di isolare intere aree del paese sta avendo un impatto importante sull’export cinese e di conseguenza sull’import di altri paesi, che si trovano in difficoltà ad importare prodotti che prima compravano dalla Cina. Simil discorso vale per l’Italia: dall’avvento del Coronavirus a Codogno, il nostro export e il turismo ne stanno risentendo in maniera significativa, poichè alcuni paesi hanno deciso di interrompere i collegamenti con l’Italia, danneggiando due dei settori più prolifici del Bel Paese.

Arbitraggio in economia

Parlando di arbitraggio in economia si va a descrivere un’attività lecita mirata alla produzione di un profitto certo da parte di un soggetto che non corre nessun rischio. Come si produce il profitto? Producendo o comprando un bene o uno strumento finanziario su un mercato, e rivendere lo stesso su un altro mercato: più è alta la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita, e maggiore sarà generalmente il guadagno ottenuto da colui che agisce in arbitraggio. L’applicazione di questa strategia non ha però sempre senso, infatti è efficace solo se i costi sostenuti per il traferimento del prodotto/servizio da un mercato all’altro sono inferiori al ricavo totale che si ottiene dalla vendita del prodotto/servizio. Bisogna inoltre aggiungere che è difficile far perdurare nel tempo quest’attività, quindi guadagnarci e lucrarci sopra non è così semplice partendo dal presupposto che le informazioni viaggiano velocissime: ormai nel 2020 è impossibile che in un mercato non si sappia quali siano le condizioni e come si stiano muovendo gli altri mercati, e ciò riduce esponenzialmente la possibilità di arbitraggio. Rappresenta un’attività simile alla speculazione: quest’ultima si basa sulla differenza di prezzo con discriminante il tempo, ovvero vendere un prodotto in due momenti diversi a prezzi diversi, mentre l’arbitraggio si basa sulla differenza di prezzo con discriminante lo spazio, quindi vendere un prodotto su due mercati a prezzi diversi. Ma allora, l’aumento del prezzo dell’amuchina, si tratta di arbitraggio o speculazione?

Amuchina: Most Wanted

Partiamo sfatando un mito che rimbalza sul web da un po’ di giorni: come smentito dall’Istat e dalla casa produttrice sul proprio sito ufficiale (www.amuchina.it, foto sopra), il prodotto Amuchina non ha subito nessun tipo di aumento di prezzo da parte del produttore. Come sempre la disinformazione regna sovrana nel mondo dell comunicazione, infatti il gruppo Angelini Pharma è stato ingiustamente accusato di speculazione, ma in effetti si è registrata una variazione dei prezzi di Amuchina. Prima si dice che non si è verificata, poi si afferma il contrario, ma allora qual è la verità? Semplicemente non è stato aumentato il prezzo dell’Amuchina, ma c’è stato un aumento del prezzo da parte dei rivenditori su canali non ufficiali, come Ebay per esempio, dove terze parti hanno colto l’occasione di speculare sopra al prodotto che nell’ultimo periodo ha subito un aumento di domanda importante, in quanto ritenuto di “prima necessità”. Quindi non si è verificato arbitraggio, ma c’è stata semplicemente una speculazione da parte di qualche furbetto che ha pensato bene di cavalcare l’onda rivendendo l’Amuchina a prezzi molto più alti rispetto a quelli di mercato dettati da Angelini Pharma, alzando un polverone mediatico che ha coinvolto direttamente l’azienda produttrice la quale, insieme ad Amazon, ha prontamente condannato questo tipo di comportamenti invitando ogni rivenditore ad agire in maniera genuina in un momento delicato come quello di adesso, senza violare i principi etici e morali alla base di ogni attività economica.

Maurizio Fazzini

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