Il Black Friday e le strategie di marketing

Il Black Friday, nato negli Stati Uniti, è diventato ora un fenomeno globale grazie anche all’aumento del livello di accessibilità di qualsiasi prodotto o servizio offerto da internet.

La frenesia e l’impazienza che caratterizzano il periodo sono frutto di una serie di strategie di marketing che lo hanno reso un momento atteso da molte persone e considerato ideale per fare acquisti e cogliere le occasioni dell’ultimo secondo.

Le origini del fenomeno

Il Black Friday è il nome informale che, a partire dal 1952, è stato dato dagli Americani per indicare il venerdì che segue il Giorno del Ringraziamento. Questo momento viene considerato come l’inizio della stagione dello shopping natalizio. Infatti le grandi catene sfruttano questo momento di euforia per offrire promozioni sui proprio prodotti e, di conseguenza, per incrementare le vendite. Alle volte, gli sconti e le occasioni sono considerati talmente imperdibili, che la gente è disposta a passare la notte fuori dal negozio in cui vuole fare acquisti il giorno dopo l’apertura delle porte. L’origine del nome è molto curiosa e ne sono state date diverse spiegazioni; tra le più diffuse ci sarebbe quella secondo cui, originariamente, i libri contabili dei commercianti, che erano tenuti a penna, indicavano le perdite in rosso e i guadagni in nero, e così, in questo periodo in cui la gente aumentava i suoi acquisti, sui registri venivano segnati in nero grandi guadagni per le attività. Black Friday indicherebbe quindi il periodo dell’anno più proficuo, che porta “in nero”, quindi in attivo, i conti delle aziende.

E-commerce e Cyber Monday

Un altro motivo per cui è stato dato questo nome a questo particolare momento dell’anno è sicuramente meno poetico rispetto a quello citato prima. Il colore “nero” infatti, richiamerebbe il traffico causato da migliaia di persone che si muovono tra le vie, attirati dagli sconti nei negozi (situazione molto difficile da immaginare ora). Quest’anno infatti, non possiamo aspettarci di vedere code interminabili di gente o masse di persone ferme ad attendere davanti alle porte di un negozio, ed è proprio per questo motivo che molte aziende hanno deciso di investire in strategie di marketing online; sviluppando ancora di più dei piani di comunicazione orientati a tutto il mondo dell’e-commerce. Insieme a questo evento esiste anche un altro “giorno dello shopping”: il Cyber Monday, che è il lunedì successivo al Black Friday ed è dedicato agli sconti unicamente nei negozi online. E’ una giornata destinata interamente all’elettronica, in cui le grandi aziende offrono grandi sconti e promozioni sui prodotti di questa categoria. Nel grafico sotto riportato troviamo, pubblicata dal Financial Times, la previsione di spesa online durante il Black Friday e il Cyber Monday. Da notare come ci sia stato un forte incremento delle vendite attese del 2020 rispetto al 2019, questo dovuto probabilmente anche al fatto che, come anticipato, le persone acquisteranno molto di più online che offline.

L’anno 2020 è rappresentato dalla linea di andamento blu
Gli anni passati sono rappresentati dalle linee di andamento azzurre

Le strategie psicologiche del Black Friday

Come è stato detto già in precedenza il Black Friday ha un obiettivo ben preciso: incrementare il consumo. Infatti già nella quotidianità la comunicazione è orientata ad orientare i consumi su determinati prodotti e suscitarne il desiderio, in questo periodo lo sforzo aumenta ulteriormente tramite il calo dei prezzi. E’ importante sottolineare che non sempre questa diminuzione dei prezzi è veritiera, in molti casi è solo apparente. Sicuramente una delle strategie psicologiche che viene messa in atto è il fatto di voler risvegliare in noi il senso di urgenza e necessità. Molte promozioni sono scandite da un timer, in modo da spingere la persona a “cogliere l’occasione” prima che finisca. Inoltre, a livello psicologico, per il semplice fatto che qualcosa costi meno rispetto al solito, fa nascere in noi l’urgenza di comprare qualcosa di cui in realtà non abbiamo così tanto bisogno. Quest’ultimo meccanismo è stato ben spiegato dalla “Prospect Theory“, in questo caso la strategia sta nel far percepire il prezzo come un guadagno per noi, piuttosto che una spesa (se vediamo un prodotto che in origine costava 100 euro ed ora è scontato a 80, lo percepiremo come meno costoso rispetto al vedere un’etichetta con scritto “80 euro” senza nessuna offerta). Sappiamo tutti che ognuno di noi continuerà a comprare anche più di ciò che serve, però forse dopo questo articolo, lo farà in modo più consapevole.

Marta Santoni

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