Il mercato degli smartwatch: un potenziale sostituto degli smartphone o un prodotto di nicchia destinato a fallire?

Negli ultimi anni il mercato degli smartwatch è stato caratterizzato da una crescita lenta ma costante, trainata soprattutto da Apple, nel 2019 la crescita sembrerebbe accelerare, facendo pensare ad un definitivo passaggio dello smartwatch da prodotto di nicchia a sostituto dello smartphone.

La “Technology adoption curve” è un modello, ideato nel 1962, che spiega la diffusione di un prodotto innovativo tra i consumatori. Un prodotto dall’elevato livello di innovazione tecnologica è, in un primo momento, adottato solo dagli “early adopters”, ovvero coloro che, più che per l’utilità, comprano il prodotto per il suo carattere innovativo, spinti dal desiderio di differenziarsi dalla massa dei consumatori, la quale arriverà soltanto nella fase centrale di vita del prodotto ad utilizzarlo, spinti dall’imitazione dei primi innovatori.
Alla fine del ciclo vedremo comparire i consumatori più restii al cambiamento, i cosiddetti “Laggards”, che decreteranno il definitivo successo del prodotto e la piena diffusione dell’innovazione tecnologica.
Questo ciclo applicato al prodotto smartwatch è nella fase cruciale, ovvero quella centrale, in cui la massa di consumatori si sta approcciando al prodotto e sta cogliendo questa innovazione tecnologica.

Panoramica del mercato

Il mercato degli smartphone ha subito una forte crescita nel primo trimestre del 2019, le vendite online, infatti, sono cresciute del 48% rispetto allo stesso periodo del 2018. Gli esperti del settore non prevedono arresti della crescita e danno per certo il passaggio della battaglia tra Apple, Samsung e gli altri colossi del mercato dalla vendita degli smartphone a quella degli smartwatch.
A dominare è Apple Watch, quasi un orologio venduto su tre ha, infatti, il simbolo della mela; a seguire Samsung, che consolida il suo secondo posto nel mercato, lasciandosi alle spalle una folta schiera di competitors.
Sotto la quota del 5%, infatti, navigano tanti piccoli produttori, tra i più noti Huawei, Amazon e Fossil.
I tanti piccoli competitor, che si trovano molto indietro rispetto ai due leader del settore, dovranno cercare di emergere puntando sui prezzi, sui quali si può lavorare per cercare di aumentare le vendite, e l’ottimizzazione della durata della batteria, una funzionalità fondamentale per un prodotto che deve essere utilizzato per tutto il giorno.
Un altro aspetto importante è quello dell’innovazione tecnologica, un aspetto su cui sempre più aziende stanno puntando, un esempio è il Nubia Alpha, primo dispositivo da polso con schermo flessibile, presentato all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona.
“Il mercato degli smartwatch è destinato a una crescita sostenuta nel futuro in coerenza con il trend che vede crescere in tutti i paesi sviluppati l’attenzione per sport, fitness e stili di vita salutistici», spiega Andrea Rangone, Ceo di Digital360 e fondatore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

Il dominio di Apple e l’inseguimento di Samsung

Apple ad oggi domina nettamente possedendo una quota di mercato del 35,8%. Un successo raggiunto anche grazie al miglioramento delle funzioni per il training ma soprattutto per la salute, il colosso di Cupertino ha, infatti, da poco aggiunto la funzionalità elettrocardiogramma al suo Apple Watch.
Il primato non è però stato raggiunto soltanto grazie alle funzionalità del prodotto, ma anche grazie alla potenza del brand Apple. La strategia di promozione si è molto basata sulla creazione e il consolidamento fortissimo dell’engagement con i consumatori appassionati di sport e fitness, i quali costituiscono una fetta importante della domanda del mercato. Apple ha saputo puntare a questo target combinando marketing e sviluppo, come già detto, delle funzioni a loro dedicate, migliorando, inoltre, l’app salute di Iphone e la sua integrazione con Apple watch.
L’inseguimento sembra essere molto difficile per Samsung, che punta tutto sulla serie “Galaxy Watch”, proponendo un design meno smart e più simile ad un normale orologio ed un software migliorato con l’intelligenza artificiale.
Samsung è riuscito ad aumentare la sua quota di mercato, portandola dal 7,2% del 2018 al 11,1% nel 2019, consolidando la sua posizione come secondo maggior distributore.

Xiaomi lancia la sfida ad Apple

A lanciare il guanto di sfida ad Apple non c’è solo Samsung, molte sono le aziende che si trovano nei panni delle inseguitrici e che provano, con delle soluzioni innovative, a contrastare il dominio della mela.
Una di queste è Xiaomi, diventata famosa grazie ai suoi smartwatch Huami Amazfit, la quale è pronta a contrastare Apple watch con un device, il VP, che punta tutto sulla risoluzione dello schermo, con una densità di pixel ed uno schema di colori che diventeranno i migliori sul mercato.
Il colosso cinese non si è fermato qui, è pronto a far tremare Apple, proponendo uno smartwatch, il Mi Bunny Watch 3C, pensato per un target di consumatori rimasto ancora ignorato: i bambini.
Il punto di forza di questo prodotto è la possibilità di essere utilizzato indipendentemente dallo smartphone grazie all’integrazione del 4G, che combinato con una fotocamera da 2 megapixel ed un sensore GPS, offre la possibilità di effettuare videochiamate con i genitori. Una funzione di SOS è stata pensata per allertare i soccorsi in caso di pericolo, e sfrutta l’intelligenza artificiale per riconoscer i luoghi e localizzare i bambini. Queste funzioni rendono il device uno strumento molto utile per i genitori, che potrebbero ritenere l’acquisto del dispositivo Xiaomi più utile dell’acquisto di uno smartphone per i loro figli.

Andrea Iacomino

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