PayPal e la strategia vincente nei servizi finanziari

PayPal lo abbiamo conosciuto in tutte le salse. Oggi è il principale strumento per pagamenti sicuri e garantiti, che offre i suoi servizi a molti giganti dell’E-commerce, fra cui Ebay. Quello che molti non sanno è che PayPal era nata come prima banca digitale ma sotto un altro nome: X.COM.

X.COM, il sogno di Elon Musk

Anche stavolta, dietro questo mirabile progetto, appare il volto di Elon Musk, uomo certamente singolare ma dalla pregevole fantasia. Il piano di Musk è ambizioso: vuole creare la prima banca online della storia e solo pochi mesi dopo l’exit della sua prima startup, fonda la sua nuova azienda, che si chiama X.com. L’obiettivo della neosocietà è creare dei canali per acquistare beni online in pochi click, senza dover digitare le proprie credenziale della carta di credito, ma inserendo una semplice email. Oltre a questo X.com fornisce alcuni servizi finanziari, come conti correnti e libretti di risparmio, tutto sulla Rete. Per realizzare la sua idea non bada a spese. Investe 12 milioni di dollari del suo patrimonio, restando con “soli” 4 milioni per uso personale. Nella prima parte dell’avventura Musk trascorre la maggior parte del tempo a creare il miglior team possibile, mette in piedi una squadra di ingegneri di talento che avevano lavorato per lui su Zip2, e alcuni rappresentanti del mondo bancario conosciuti alla Bank of Nova Scotland, come Harris Fricker e Cristopher Payne. Come molte storie di business di successo in Silicon Valley, anche quella di PayPal inizia in un appartamento, dove Musk, Fricker e Payne preparano quello che è il business plan di X.Com. In seguito si sposteranno al numero 349 dell’University Avenue di Palo Alto. Musk offre 100mila dollari dei suoi soldi per testare il servizio. Le cose funzionano bene e la notte prima del Giorno del Ringraziamento, X.Com va online.  Agli utilizzatori del servizio offre 20 dollari in cash da spendere online a altri 10 se portano nuovi utenti. In poco tempo circa 200mila persone iniziano a usare X.Com come canale per fare acquisti.

Lo scontro con Confinity di Peter Thiel

Musk non è il solo a lavorare su un’idea rivoluzionaria nel settore. Altri due talenti che rispondono ai nomi di Peter Thiel e Max Levchin stanno lavorando a un sistema di pagamenti simile con una startup di nome Confinity. All’inizio i rapporti tra loro sono cordiali, tanto che Confinity lavora in un ufficio di proprietà di X.Com. Ma poi la competizione ad accaparrarsi l’ultimo cliente diventa spietata. Confinity si trasferisce in un nuovo ufficio e spende milioni di dollari per catturare nuovi utenti. Dopo un periodo di concorrenza, i tre leader decidono di fondere le loro compagnie. Una scelta che conviene a tutti. Thiel e Levchin hanno una soluzione migliore sui pagamenti rispetto a X.Com, ma hanno finito praticamente i soldi.  Musk ha ancora tanto cash e ha altri prodotti bancari più sofisticati da offrire. La chiusura dell’affare porta nuovi soldi in azienda con Deutsche Bank e Goldman Sachs che investono 100 milioni nel business, che ora può contare su più di un milione di utenti. Ma la fusione porta con sé i primi problemi. Gli ingegneri di Confinity e quelli di X.Com, non vanno d’amore e d’accordo. Ad aggravare la situazione ci sono le differenze di vedute tra Musk, Thiel e Levchin, soprattutto su due punti. Sul nome per esempio (usare PayPal, il nome del servizio di pagamento di Confinity,  o il vecchio brand) e sulla struttura (se servirsi di software Linux o abbracciare Windows, come vuole Musk). Musk viene defenestrato nel peggiore dei modi, a sua insaputa, mentre è in vacanza con sua moglie e si ritrova come maggiore investitore nell’azienda, ma senza un vero potere decisionale.

La nascita di PayPal e la cessione a Ebay

A distanza di pochi anni, nel 2004, i consensi verso PayPal trovano riscontro negli esaltanti numeri, con l’enorme valore delle transazioni effettuate tramite la società: 18,9 miliardi di dollari. Qualche anno ancora e nel 2007 PayPal fa il suo esordio anche in Europa, affermandosi soprattutto in Lussemburgo. I dati impressionanti dell’escalation vengono confermati anche negli anni successivi e nel 2011 PayPal registra circa 250 milioni di conti, con operazioni in circa 200 Paesi. La società acquistata nel 2002 dal gruppo eBay, a settembre del 2014 diventa a sé stante e successivamente viene quotata in Borsa. Inizia così una nuova vita della società PayPal, capace con i suoi pagamenti online di spiccare definitivamente il volo dopo la separazione da eBay. Un successo confermato anche dall’esordio in Borsa, ormai PayPal ha assunto un ruolo centrale nel mercato delle transazioni digitali. Probabilmente la grande affermazione di PayPal tra i sistemi di pagamenti digitali dipende anche dalla facilità di utilizzo, dalla sicurezza e dalla riservatezza dei dati. Poche operazioni bastano per registrarsi in modo del tutto gratuito presso il sito web e, aprire così un conto, per poi poter effettuare i pagamenti tramite l’email e la necessaria password. Una volta creato l’account di riferimento, si può associare allo stesso un conto corrente bancario, una carta prepagata o una propria carta di credito. Molteplici le operazioni possibili sulla piattaforma PayPal, dalla ricarica del saldo dal conto corrente bancario al prelevamento dei fondi per trasferirli sul proprio conto bancario. Tutelati in maniera adeguata venditori e acquirenti che fanno uso dei servizi di PayPal, una tutela assicurata da un sistema di protezione appositamente studiato e realizzato. Dalla società sono state dedicate le doverose attenzioni anche ai dispositivi mobili, grazie all’app Send Money è infatti possibile effettuare operazioni anche da alcuni telefoni cellulari. PayPal è un mezzo di pagamento sicuramente più veloce degli assegni o dei vaglia postali, di conseguenza si ha la possibilità di ricevere in tempi brevi la merce acquistata. L’acquirente è protetto da un sicuro programma e ha, inoltre, sotto controllo tutti i suoi acquisti online. Un altro punto di forza di PayPal sono i costi contenuti delle transazioni. Infatti, inviare del denaro non costa nulla, mentre è soggetta a un costo (0,35 euro più una percentuale sull’importo) la ricezione. Una società, come già ampiamente sottolineato, con un raggio d’azione davvero importante e per avere un’idea basta pensare al fatto che la società accetta pagamenti in varie valute tra cui l’ euro, il dollaro statunitense, la corona svedese, il franco svizzero e il real brasiliano.

I prodigi della Silicon Valley: la PayPal Mafia

A parte i facili pregiudizi che nascono leggendo il nome di questo gruppo, qua non stiamo trattando nessun argomento cruento. Secondo Vance, uno dei più grandi meriti di Musk con PayPal è di aver creato un gruppo straordinario di menti, ingegneri e sviluppatori. Hoffman, Thiel, BothaLevchin, sono emersi negli anni come alcuni dei più grandi venture e imprenditori della Silicon Valley.  Mentre i software inventati dallo staff di PayPal sono oggi usati per combattere le frodi online e il terrorismo internazionale da CIA e FBI. Questa collezione di supercervelli è passata alla storia come PayPal Mafia poiché include la ruling class della Silicon Valley. Tutti i soggetti coinvolti sono un gruppo di straordinari soggetti che hanno sfondato rispettivamente nei propri campi. Potremmo paragonarli agli “Avengers dell’ E-commerce”. Sembra scontato ma oggi giorno un team capace e determinato può fare la differenza fra il successo e il fallimento di un’impresa. Si ricordi la storia di Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma: assolutamente incapace di condurre un esercito in battaglia ma aveva il talento innato di selezionare generali capaci che facessero il lavoro al posto suo. E la storia ci dice che ebbe una lunga serie di trionfi.

PayPal è una banca?

Spiegata la storia e il successo di PayPal è bene soffermarci un attimo sul quesito. In Italia PayPal è assoggettata alle norme del “Testo Unico Bancario” in quanto rende i propri servizi a soggetti allocati in Italia. Dal 2016, nello svolgimento delle proprie funzioni bancario-finanziarie, PayPal è equiparata ad un istituto di credito italiano ed in quanto tale è soggetta alla sorveglianza della Banca d’Italia ed a tutte le leggi italiane di settore; ciò in quanto le prestazioni erogate da PayPal sono sempre intese come integralmente svolte dal e sul territorio italiano quando il destinatario è un soggetto, persona fisica o giuridica, allocato sul territorio italiano.
Detto questo, è bene chiarire che PayPal NON è una banca poichè non svolge le tipiche attività bancarie previste dal TUB, ovvero:

  • attività di raccolta del risparmio tra il pubblico con obbligo di rimborso;
  • esercizio del credito verso i propri clienti (imprese e privati cittadini).

Al primo punto: PayPal in effetti raccoglie il risparmio dei suoi clienti ma come semplice intermediario finanziario e non come fondo. In pratica i soldi ristagnano in una specie di limbo nell’attesa di essere trasferiti da una parte all’altra. Inoltre, proprio le condizioni economiche presenti sul sito di PayPal specificano che “PayPal è solo un fornitore di servizi di pagamento“. Aggiungono inoltre: “ L’attività principale di PayPal è l’emissione di moneta elettronica e la fornitura di servizi strettamente legati all’emissione di moneta elettronica. Poiché il servizio è limitato all’emissione di moneta elettronica e pertanto non vale come deposito o investimento ai sensi della Legge del Lussemburgo, l’utente non è protetto dalla garanzia sui depositi in vigore in Lussemburgo o da sistemi d’indennizzo dell’investimento gestiti dal Conseil de protection des déposants et des investisseurs.” In parole povere, se accade qualcosa a PayPal, i fondi non sono garantiti, come invece accade con un qualunque istituto di credito.
Al secondo punto: le banche emettono strumenti finanziari finalizzati alla realizzazione della libera attività d’impresa garantita dalla Costituzione italiana. In termini più semplici, tutti abbiamo a che fare (purtroppo) con il mutuo, un finanziamento a lungo termine che nei casi più longevi arriva a ricoprire decine di anni. Lo fa perchè è la tipica attività creditizia derivante dall’attività bancaria e lo fa a suo rischio e pericolo. PayPal non fa nulla di tutto questo. L’oggetto d’impresa si limita a fare da garante per le transazioni e a snellire i processi di pagamento. Provate a chiedere un mutuo a PayPal e aspettatevi una fragorosa risata.
Quindi non è consigliabile depositare grosse somme di denaro presso PayPal se non per un brevissimo periodo poichè da un giorno all’altro potreste ritrovarvi in mano una manciata di mosche.

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