Covid-19 is in the air: la risposta dei top brand della moda.

Un vero e proprio oceano blu: Le mascherine diventeranno uno status symbol andando ad aprire una nuova frontiera economica per i più grandi stilisti mondiali.

Da protezione anti-coronavirus a oggetto del desiderio fashion, soprattutto se con logo ben in vista. È quella che in gergo viene chiamata “luxury face mask”. La mascherina si reinventa: nei prossimi mesi non sarà più solamente bianca o verde ma rappresenterà anche un nuovo business per gli stilisti di tutto il mondo che, dopo le perdite da lockdown, punteranno anche su questo nuovo segmento per ripartire.

L’impegno sociale

Decine di aziende tessili, da quelle del lusso ai piccoli produttori, hanno risposto all’appello della Camera della Moda per convertire parzialmente i propri impianti e produrre mascherine e camici per il personale medico. La priorità è diventata quella di colmare l’immenso gap che ancora non permette a tutti -e in particolare a chi ne ha più bisogno, come personale sanitario- di proteggere se stessi e gli altri dal contagio. Servono milioni di maschere ed è necessario cambiarle spesso perché conservino la propria funzione filtrante nel tempo.

Molte ad oggi sono le aziende che si sono attivate per produrre mascherine e camici protettivi, destinate alle strutture sanitarie impegnate nella lotta al coronavirus. In risposta all’appello di Regione Toscana, Gucci che ha annunciato la fornitura di 1.100.000 mascherine e 55 mila camici realizzati ne propri stabilimenti; allo stesso annuncio ha risposto Prada, che fornirà al personale sanitario 110.000 mascherine e 80 mila camici, con consegna giornaliere direttamente dalla fabbrica di Perugia, convertita momentaneamente alla produzione per supportare la lotta al coronavirus.

Balenciaga e Saint Laurent, entrambe del gruppo Kering, hanno annunciato che produrranno 3 milioni di mascherine per i sanitari francesi e altre 40 milioni di unità sono state promesse dal colosso del lusso LVMH.

Chanel e Dior, entrambi impegnati nella produzione di mascherine, infatti, secondo quanto riportato dal New York Times, avrebbero avviato la realizzazione di mascherine e camici destinati anch’essi al personale sanitario in Francia.

Anche Burberry si unisce allo sforzo globale per combattere l’epidemia di COVID-19.

Verso l’affermazione del nuovo mercato

Il mercato delle mascherine fashion è in forte ascesa e il merito è delle grandi case di moda che hanno inizialmente riconvertito le proprie attività produttive aiutando la collettività producendo dispositivi per il personale sanitario. Da qui è partita la rivoluzione di un accessorio oggi come oggi, importante, che di colpo è diventato un nuovo trend griffato.

“Sulle ultime passerelle, per la stagione primavera-estate, la mascherina era già comparsa e con l’esplosione del coronavirus, diventerà una sorta di feticcio”, spiega Silvia Vacirca, storica della moda presso l’università di Torino. Già prima della psicosi virus la mascherina protettiva infatti si è diffusa come accessorio da indossare nei luoghi affollati e anche le griffe le hanno proposte come anti-smog e ora vista la richiesta del mercato, sono state rilanciate più forte che mai. Inoltre contribuiscono anche le celebrità a dare una mano alle vendite delle mascherine luxury, che sembrerebbe abbiano avuto negli ultimi due mesi un’impennata commerciale del 147%, secondo quanto riferisce la piattaforma di moda Lyst.

Anche le case di moda stanno lavorando sui modelli da proporre alla gente comune, quando il «lockdown» planetario finirà, le più gettonate già in vendita sono griffate Gucci, Off-White, Louis Vuitton, Marcelo Burlon. La mascherina di Off White, tutta gialla con il brand nero è la più cercata e desiderata dagli adolescenti” e il costo arriva fino ai 300 euro. Ci sono anche quelle In pelle firmate Louis Vuitton o la mascherina da 190 euro del brand Fendi (subito sold out).

D’altra parte, ben prima dell’emergenza, in molti Paesi asiatici come Corea del Sud, Giappone e Cina, si è diffusa l’abitudine di utilizzare le mascherine chirurgiche, o cosiddette di cortesia. Una sfida anche per la moda made in Italy e siccome la mascherina di colore azzurro o bianco non è proprio stylish, e anche l’occhio vuole la sua parte, tutto il sistema moda si è messo subito all’opera per creare un accessorio bello da vedere. Dunque la nuova frontiera aperta dal covid, rappresenta sempre di più una ghiotta occasione di marginalità per i brand dell’alta moda, inseredosi in quello che può essere definito come un vero e proprio blue ocean, dalle infinite possibilità di guadagno.

Il must-have del 2020

Come già accaduto nella pandemia del 1918, quando fu ampiamente adottata come protezione contro l’influenza spagnola, la mascherina diventa un fenomeno globale: le foto dell’epoca testimoniano come già allora fosse stata accettata da tutti come accessorio.

Ormai la mascherina fa parte del nostro quotidiano e dovremmo indossarla ancora per molto tempo. La fantasia per creare mascherine fashion si è subito scatenata; si va – come detto- da quelle costose e griffate a quelle a prezzi molto più contenuti fatte da piccoli laboratori artigianali. Partiamo dalla maschera anti-inquinamento di Fendi 190 euro andata in sold out in pochi giorni, a quella super, coordinata con il vestito, di Marine Serre, 290 euro, che l’ha presentata durante la Fashion week di Parigi.

L’imprenditrice e cantante, Elettra Lamborghini, invece, regala una mascherina leopardata a chi acquista un capo della sua collezione.

La pop star Billie Eilish, che ai Grammy Awards, a fine gennaio, ne indossò una di Gucci anticipò di sicuro quello che sarebbe stato il trend del 2020. “Il trend in corso è sicuramente rinforzato dalla pandemia – conferma Vacirca all’AGI – già in Asia, dai tempi della SARS e per cultura, la indossano; per rispetto nei confronti degli altri o contro l’inquinamento”. Ora, inevitabilmente, è una tendenza che dilagherà anche dalle nostre parti.

Dunque sarà questo il nuovo business su cui punteranno anche le case di moda rinomate in tutto il mondo, con la possibilità di consolidare maggiormente il marchio, rafforzando la propria brand awareness.

Ferdinando Margiotta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

it Italiano
X