Wish è il nuovo colosso. Ecco il suo modello di business da miliardi di dollari

Non serve essere grandi esperti di business per capire cosa sia Wish. Arriva a fatturare 2 miliardi di dollari nel 2018 diventando la sesta maggiore piattaforma di e-commerce a livello mondiale. Ecco spiegato il modello di business che c’è dietro.

Fondato nel 2010 da Peter Szulczewski e Danny Zhang, ex programmatori di Google e Yahoo, è nato come uno strumento online per visualizzare in tempo reale prodotti simili a quelli cercati da un utente sul web, in vendita su altri siti. Un modello di business innovativo, basato sul pay-per-click, che ha gettato le basi per una piattaforma utilizzata da circa 500 milioni di utenti. Nel 2013 i due fondatori di Wish hanno trasformato il loro business in un e-commerce globale basato su prodotti scontati a piccoli prezzi, visualizzati nel proprio feed in puro stile Pinterest e collegati tra loro tramite un raffinato algoritmo che analizza le preferenze dell’utente.

Come funziona Wish

Ad una prima rapida occhiata Wish si presenta con un’interfaccia semplice, immediata e che punta con forza sugli acquisti di impulso. Non sono presenti menu di spunta per raffinare la selezione dei risultati di ricerca, né sono visibili i nomi dei prodotti o dei venditori. Gli elementi predominanti sono le immagini, la percentuale di sconto e il prezzo attuale, messo in evidenza accanto al prezzo iniziale. Digitando nel campo di ricerca manuale frullatore, l’algoritmo restituisce risultati estremamente diversi: mixer audio, microfoni, frullatori, impastatrici e scola insalata. Una variabilità dovuta in parte dalla traduzione automatica dei nomi dei prodotti, e in parte dal fatto che l’account dal quale è stata effettuata la ricerca ha un solo giorno di vita e l’algoritmo di Wish non è ancora in grado di definire un feed aderente alle preferenze dell’utente.
Wish punta ad essere visto come un enorme centro commerciale online dove gli utenti possono svagarsi e cercare le novità e le ultime offerte. Alla base del successo di questa piattaforma ci sono alcuni fattori determinanti:

  • prezzi molto bassi
  • sistema di ricompense per visite al sito frequenti
  • giochi a tempo e possibilità di ottenere ulteriori sconti – meccanismo di gamification
  • facilità di navigazione tra categorie di prodotti diversi
  • shopping experience personalizzata grazie all’algoritmo
  • banner che portano all’acquisto di impulso
  • possibilità di acquistare assieme ad altri acquirenti per abbassare il costo del venditore

Qual è il Business Model di Wish?

Come guadagna Wish? In pochi anni Peter Szulczewski e Danny Zhang hanno costruito una piattaforma di grande successo, che mette direttamente in contatto costruttori, soprattutto dell’area cinese, con consumatori in tutto il mondo, permettendo loro di acquistare quasi al prezzo di produzione. Da ogni transazione Wish ricava il 15% del prezzo di vendita, lasciando le spese di consegna a carico dell’utente finale. Una volta effettuato un acquisto su Wish, l’utente deve però attendere la consegna dei prodotti tra le 4 e le 12 settimane; tempistica che sembra non scoraggiare l’utente medio della piattaforma, che acquista circa 16 volte all’anno. Un altro aspetto interessante della startup californiana è sicuramente la distanza di responsabilità che si prende nei confronti di compratori e utenti finali. Wish infatti dichiara di non essere coinvolto direttamente nelle transazioni e che, di conseguenza, non ha controllo su qualità, sicurezza, moralità o legalità dei prodotti venduti, né può garantire che i prodotti ordinati siano uguali a quelli visualizzati.

Un target differente da Amazon

Wish è senza dubbio molto lontana da Amazon, sia per obiettivi che per qualità del customer service e after-market. Tuttavia i fondatori della startup californiana hanno intercettato molto bene una fascia di mercato ancora non servita dai colossi dell’e-commerce loro competitor. La fascia di mercato a cui si rivolge Wish è composta da utenti che prediligono beni non brandizzati al miglior prezzo possibile e che non danno priorità a una consegna veloce o a packaging accattivanti. Questo business model ha fruttato a Wish una valutazione di circa 8,5 miliardi di dollari, ancora briciole se comparate a quella di Amazon, in corsa per essere tra le prime aziende con un valore di mercato di 1 trilione di dollari (mille milioni), ma che spaventa i competitor per sua la rapidissima ascesa.

Roberto Cerino

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