La storia della Borsa Valori, dalle origini ad oggi.

Cos’è di preciso una borsa valori? E quale fu la prima al mondo? Anche se la nostra, fondata nel 1808 con sede a Palazzo Mezzanotte potrà sembrarvi antica, la borsa italiana non è stata la prima al mondo.

Ad oggi sono sparse ovunque, e anche se non vi interessa, dovete sapere che sono le borse a determinare il prezzo di molti beni di uso quotidiano. A partire dal potere della valuta dello stato in cui vi trovate. 

Cos’è

Prima di tutto, sapete cos’è una borsa valori? La borsa valori non è altro che un mercato finanziario regolamentato, all’interno del quale vengono scambiati valori mobiliari (titoli) e valute estere. Il suo ruolo è quello di fungere da “mercato secondario”, in quanto gli strumenti che tratta sono già stati emessi precedentemente. Il termine “borsa”, invece, prende il nome dalle riunioni che già fra il ‘300 e ‘400 si tenevano. Bruges (Belgio) per determinare il valore delle merci. Tali riunioni avevano luogo in un palazzo chiamato “Ter Buerse”, una taverna che da tempo era un famoso ritrovo per mercanti. Nei secoli successivi, attorno al ‘600/‘700, con la diffusone delle società per azioni, si diffusero anche i primi prototipi di borse valori. In particolare va nominata la Casa de Contrataciòn a Siviglia, cui si aggiunsero anche Londra, Parigi, Anversa ed Amsterdam. Immediatamente l’attività delle borse esplose grazie all’espansione dei traffici, l’incremento degli investimenti e l’aumento dei debiti pubblici. Tuttavia a seguito delle guerre di quel periodo si arrivò inevitabilmente al Bubble Act del 1720, una legge del governo inglese che mirava a fare un pò di ordine sul mercato. Il punto principale del Bubble act era la limitazione della creazione delle borse esclusivamente al parlamento.

Amsterdam

Ora che abbiamo fatto un pò di chiarezza su cosa sia la borsa valori, e, a grandi linee la sua storia, facciamo un passo indietro al 1602. Nel 1602, infatti, viene fondata la Borsa di Amsterdam, che essendo tutt’ora esistente può avvalersi del titolo di “borsa più antica al mondo” venne creata per far sì che la Compagnia Olandese delle Indie orientali potesse trovare i fondi per finanziare il trasporto delle merci, e fu dunque la prima compagnia di sempre ad emettere titoli di credito. (Dunque la prima vera S.p.A della storia). Nonostante la borsa non risieda più nell’edificio originale, ha continuato la sua attività fino ad oggi, e nel 2000, insieme alla borsa di Parigi e di Bruxelles fu la prima a fondare l’euronext, una borsa Paneuropea. 

La prima Bolla

Vi ricordate il 2008? Lehman Brothers, il crollo del mercato immobiliare, la truffa delle agenzie di rating e tutta quella roba lì insomma? Ebbene, quella è stata l’ultima bolla speculativa della storia. La “bolla speculativa” in economia si riferisce ad un tanto sconsiderato quanto insensato aumento dei prezzi di uno o più determinati prodotti. E, se è vero che le borse regolamentano il prezzo dei beni sul mercato, dev’essere anche vero che senza borse le bolle speculative non avrebbero avuto condizioni per vivere. Dunque, quando è stata la prima bolla speculativa della storia? La bolla dei Tulipani. Nella prima metà del ‘600, nel 1623 un solo bulbo di tulipano poteva arrivare a costare oltre mille fiorini olandesi, all’epoca il reddito medio annuo era di soli 150 fiorini. Il picco venne raggiunto oltre 10 anni dopo, quando nel 1636 si registrò una vendita di 40 bulbi per centomila fiorini (2500 ciascuno). Il prezzo più alto fu pagato per la qualità di tulipani “semper Augustus”, 6000 l’uno. Quando nel 1637, l’anno successivo, tutti erano d’accordo sul fatto che il prezzo non potesse crescere ulteriormente perché aveva raggiunto un limite insostenibile per il mercato, i commercianti di tulipani iniziarono a vendere, facendo scoppiare la bolla. 

Oggi

Oggi le borse controllano il valore di tutte le principali società al mondo. Tramite gli indici, ovvero dei portafogli che racchiudono le principali azioni presenti in uno stato e ne forniscono una media del prezzo, è possibile capire effettivamente la solidità del mercato di quel determinato paese. La borsa di Amsterdam esiste tutt’ora, ma non rientra fra le più importanti. Le borse principali, ad oggi, sono: Nyse (U.S.A); Nasdaq (U.S.A); Japan Exchange Group (Giappone); Shanghai Stock Exchange (Cina); HongKong Stock Exchange (Hong Kong); London stock Exchange (U.K); Borsa italiana (IT); Euronext (U.E)

Camillo Cipolla

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