Recovery fund: cos’è e come funziona

In questi ultimi giorni avrete certamente sentito parlare di Recovery Fund, e, nel caso in cui vi foste chiesti cosa sia, ora ve lo spiego. Il fondo salva-stati, fortemente voluto dal nostro paese, è un modo per fronteggiare la crisi economica apportata dall’epidemia.

Pochi giorni fa a Bruxelles, dopo parecchie notti insonni e scontri, gli stati membri dell’Unione europea hanno finalmente raggiunto un accordo.

Cos’è il Recovery Fund

Il recovery fund, in italiano letteralmente “fondo di recupero” non è altro che un espediente trovato in comune accordo all’interno dell’Unione europea per salvare gli stati più pesantemente colpiti dall’epidemia di Covid. Risale a pochi giorni fa l’accordo sul Recovery fund, accordo che non è stato per nulla facile trovare: i paesi settentrionali dell’Unione, detti anche “frugali”, hanno dato filo da torcere ai paesi meridionali, ponendosi contro ogni sorta di condivisione del debito. Difatti, i paesi quali Olanda, Austria, Danimarca, Svezia (etc…) hanno dei conti pubblici in perfetto ordine. I primi a proporre una bozza di Recovery fund furono Francia e Germania, le quali proposero un piano fatto esclusivamente di concessioni a fondo perduto. Pochi giorni dopo sono giunti anche il progetto dei paesi frugali è quello della commissione europea, che prevedeva sia concessioni che finanziamenti. Durante le giornate a Bruxelles, gli stati erano chiamati a scegliere uno di questi progetti.

Cosa prevede

Il recovery fund si basa sull’emissione di Recovery bond: dei titoli con garanzia nel bilancio dell’Unione europea. È un fondo salva-stati che condivide il rischio e, senza mutualizzare, punta ad un futuro di ripresa. L’esito del consiglio europeo appena tenutisi è stato la scelta di un recovery fund che funzionerà in questo modo: verranno stanziati 750 miliardi di euro. 390 dei quali saranno convenzioni ( a fondo perduto), 360 saranno in prestito. Chiaramente questi soldi andranno divisi non in modo equo fra tutti i paesi dell’Unione, bensì in base all’ammontare dei costi sostenuti per combattere l’epidemia. Dunque paesi come l’Italia e la Spagna riceveranno più denaro rispetto altri paesi. Tuttavia il debito sarà egualmente condiviso fra gli stati membri.

In fin dei conti

La parte più grande di questo accordo andrà al nostro paese, all’interno del quale l’epidemia ha lasciato una scia danni inestimabili, a partire dal settore turistico. 172 miliardi, dei quali 81,8 a fondo perduto e 90,9 di prestiti. La Spagna, paese in cui l’epidemia invece sta ancora dilagando, seppur con meno violenza di prima, riceverà 140 miliardi. Poi a sorpresa la Polonia (63 miliardi), la Germania (38,7) e la Francia (28,6). Questi fondi saranno disponibili dalla primavera del 2021 e come verranno usati ancora non è chiaro.

Camillo Cipolla

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