Scena Unita: il fondo di supporto ai lavoratori dello spettacolo

L’idea, nata dalla volontà di Fedez per supportare i lavoratori dello spettacolo, sta facendo parare di sè e ha già raccolto le adesioni di oltre settanta artisti affermati.

La crisi economica portata dal virus per molti è più grave e profonda che per altri. E subito dopo il turismo il settore più colpito è certamente quello dello spettacolo, parliamo di migliaia di persone che hanno sempre lavorato dietro le quinte, ed ora hanno bisogno di aiuto.

Il settore Spettacolo

La sola prima settimana di lockdown avuta in Italia, dunque la settimana del fatidico 9 Marzo, ha causato una perdita stimata -dati SIAE– di 10 milioni di euro solo per quanto  riguarda i teatri, con una cancellazione di massa che ha visto coinvolti più di 7 mila eventi. Andando invece ad analizzare, sempre dati alla mano, l’intero impatto del lockdown sui due principali teatri italiani -“Dell’opera” di Roma e “Alla scala” di Milano- si registrano perdite rispettivamente per 4 e 20 milioni di euro. Il settore musicale invece ha subito un danno maggiore, in maniera direttamente proporzionale alla sua popolarità: con più di 4000 concerti annullati e 16 festival (senza contare i live estivi) il danno è stimato in quasi 2 miliardi di euro, e 200 milioni è invece il valore perduto per i diritti d’autore. La vendita di cd/vinili è calata sotto lockdown a picco del 70%.

Il progetto

Per dare una minima idea del reale numero delle persone -lavoratori dello spettacolo- colpite in prima persona dalla crisi basti pensare che sono ben 142 mila gli impiegati nei soli teatri e cinema italiani. 142 mila, di cui più del 46% ha un età compresa tra i 35 e i 50 anni. Quando alcune regioni italiane, a seguito del DPCM dei primi di Novembre che istituiva la possibilità di lockdown localizzati, entravano in zona rossa, un gruppo di artisti creavano Scena Unita. Da un’idea di Federico Lucia, in arte Fedez, nasce un fondo per sostenere i lavoratori di quel settore. Tale fondo alla data del suo lancio era già stato appoggiato da più di 70 grandi artisti del Belpaese, di ogni età e genere, che hanno donato in totale oltre due milioni di euro. Tra le righe saltano all’occhio nomi quali Vasco Rossi, Gianna Nannini, Fiorello, Elisa Toffoli, Carlo Verdone e la controversa M¥ss Keta. Nel comunicato stampa ufficiale dell’iniziativa si legge: “il settore dello spettacolo è un sistema complesso non sempre dotato di strumenti adeguati, sia da un punto di vista di inquadramento professionale che rispetto al sostegno economico alle realtà che lo compongono da parte dello Stato. L’emergenza sanitaria ha generato un peggioramento progressivo della situazione economica del settore che oggi rende non sostenibile la sopravvivenza delle persone e delle realtà, profit e no profit, che in esso operano.”

Gli enti e le donazioni

Il fondo verrà amministrato da Cesvi, in collaborazione con Music Innovation Hub e “La Musica che gira” e le decisioni verranno prese da un comitato appositamente formato, composto anche da professori provenienti dalle maggiori università del paese. Tra gli eletti enti e brand che hanno supportato -pubblicizzando e donando attivamente- l’iniziativa spiccano Intesa SanPaolo, Fendi, Vivo Concerti, Warner Music, Amazon Prime Italia, Bomba Dischi e Tanta Roba. E’ possibile donare anche in prima persona sulla piattaforma di Crowdfunding ForFunding.

Camillo Cipolla

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