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La crisi dei Tour operator: i numeri del turismo al tempo della pandemia

2020, un brutto anno per essere proprietari di discoteche, locali, ristoranti e pozzi petroliferi, ma ancor più per avere un’agenzia di viaggi.

I tour operator di tutto il bel paese piangono l’arrivo del Coronavirus e si preparano ad un biennio di fuoco. Nel frattempo si cominciano a fare stime delle possibili perdite per questo settore e ci si batte per rimborsare le cancellazioni.

Le Perdite

Il turismo rappresenta una fetta enorme del PIL italiano. Il nostro è uno dei paesi più visitati al mondo, con un totale di presenze annue che si aggira attorno ai 429 milioni (dato al 2018). L’avvento del Coronavirus e la violenza con cui ha colpito violentemente la penisola, ha cambiato le sorti del gioco, andando a gravare su un settore definito dai più “intramontabile” come appunto quello turistico. Confturismo-Confcommercio prevede, dal 1 Marzo al 31 Maggio, un calo di 31 milioni di turisti, con un giro d’affari perso per 7,4 Miliardi di euro. E non sono più positive le previsioni sul lungo termine di Astoi Confindustria, (Associazione che riunisce i tour operator italiani) la quale afferma che un ritorno alla normalità avverrà solo nel 2021, e si prepara ad una perdita sul fatturato annuo che va dal 35 al 70%. 

I rimborsi

Ovviamente, molti, fra quei 31 milioni di turisti in meno che avremo tra marzo e maggio, avevano già prenotato. E le agenzie di viaggi e i tour operator ai quali si erano rivolti stanno riscontrando problemi nell’elargire i rimborsi. Ivana Jlenic, presidente della Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo (Fiavet), punta il dito contro le compagnie aeree. Infatti, a partire da Ryanair, bene o male tutte le compagnie si stanno difendendo dietro il fatto che appartengono a legislazioni diverse, e dunque non sono tenute a rimborsare i biglietti già acquistati dai tour operator. La stessa presidente, che con la sua associazione riunisce più di 12 mila agenzie di viaggi e 44 mila dipendenti, evidenzia che molte di queste società sono economicamente esposte anche per più di un milione di euro e rischiano di chiudere.

Il danno

E’impossibile sapere con esattezza a quanto ammonterà la ferita economica nel turismo alla fine di questa emergenza. Federturismo per ora ha rinunciato a continuare la stima delle perdite, in quanto non si sa ancora ne quando sarà del tutto finita, ne quanto ci vorrà per ripartire. Le agenzie che non riescono ad andare avanti, purtroppo, sono sempre più ogni giorno. E non porta di certo positività la proposta recentemente messa sul tavolo da Donald Trump, che punta a bloccare anche l’immigrazione e l’emigrazione legale per un lungo periodo.

Camillo Cipolla

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