Borsa italiana in vendita: il perché e le trattative.

Ai più attenti non saranno di certo sfuggite notizie che, da oramai quasi un mese a questa parte, parlano di una “vendita” di borsa italiana S.P.A

Le trattative sono state aperte dal gruppo che detiene il 100% della nostra borsa valori, LSE, andiamo a vedere nel dettaglio non solo il motivo di tali trattative, ma anche in che misura ciò influenzerebbe la nostra economia.

LSE

Borsa italiana è posseduta per la totalità delle sue quote, oramai dal 2007, dal gruppo LSE, London Stock Exchange. Per intenderci, il gruppo che controlla la borsa di Londra. Tale gruppo, più o meno ad inizio Agosto, ha confermato le voci che insinuavano una possibile vendita di Borsa italiana. Le voci hanno movimentato dei possibili acquirenti, tra le tante società saltano all’occhio possiamo trovare Deutsche Boerse (borsa tedesca), che venne provata a comprare dal gruppo LSE dopo che quest’ultimo aveva appena comprato borsa italiana. La trattativa all’epoca venne bloccata per evitare un monopolio. Altro potenziale interessato è Euronext, già titolare delle borse di Amsterdam, Parigi, Oslo, Bruxelles e Lisbona, ma anche qui, come è successo per deutsche Boerse, la trattativa potrebbe essere bloccata. Infine troviamo, considerata un ulteriore possibile acquirente, Swiss Stock Exchange. Inevitabilmente, fin quando non sarà conclusa la trattativa, qualsiasi voce riguardo un possibile acquirente porterà un’ondata di speculazioni sul nome al centri dell’attenzione.

Refinitiv

Nella remota ipotesi che ci siano problemi nelle trattative, LSE ha pensato anche di mettere in vendita solo MST, ovvero la parte di borsa italiana nella quale vengono collocati solo i titoli di stato. D’altronde LSE non ha bisogno di soldi, ma dell’autorizzazione, da parte dell’antiutrust, a procedere con l’acquisto di Refinitiv, fondata nel 2018, è un’azienda da 6 miliardi di dollari che si occupa di fornire dati ed infrastrutture nell’ambito dei mercati finanziari. Ad oggi è posseduta per il da Blackstone Group (55%) e da Thomson Reuters, si, quella delle foto (45%).

Influenza sull’economia

Borsa Italiana è nelle mani estere, in particolare britanniche, da oramai 13 anni, dunque non desta grandi preoccupazioni il passaggio di questa all’amministrazione facente parte di un altro paese. Può tuttavia venire limitata nella sua autonomia, il che, bisogna ancora capire nello specifico cosa potrebbe comportare. L’acquisizione di Borsa Italiana S.P.A rappresenta comunque un enorme affare per il fortunato che ne uscirà vincitore: soprattutto adesso, dopo che negli ultimi anni il suo peso sul PIL del bel paese è aumentato. Potrebbe portare speculazioni qua e là la trattativa, ma, da quanto si prevede, niente di più 

Camillo Cipolla

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