Laurea Triennale per Influencer: da oggi è possibile grazie ad un corso organizzato da eCampus

Al via dall’anno accademico 2019/2020 il corso di laurea triennale ad indirizzo “Influencer”, creato dall’università telematica eCampus ad hoc per i nuovi aspiranti Influencer.

Con l’affermazione di Instagram si è venuta a creare la nuova categoria degli Influencer, termine utilizzato in ambito digitale per indicare quelle persone che, essendo determinanti nell’influenza dell’opinione pubblica, costituiscono un target importante cui indirizzare messaggi pubblicitari, al fine di accelerarne l’accettazione presso un pubblico più vasto.

Storia dell’Influencer Marketing

L’Influencer Marketing non è una strategia di marketing moderna, a differenza di quanto si possa pensare. O meglio, lo è come la conosciamo noi nel mondo dei social del 2019, ma è una strategia ben affermata che nel tempo ha saputo mutare per adattarsi alle diverse sfaccettature che il mercato richiedeva, dimostrandosi un approccio che pur arrivando da un passato non proprio recente è sempre presente, influenzando le scelte della gente. Con questo termine si va ad identificare la sponsorizzazione di un prodotto da parte di un soggetto rilevante per la comunità di possibili acquirenti di quest’ultimo, ed esiste sin dalla fine del 19esimo secolo: primo esempio di Influencer Marketing è rappresentato dalla R.T. Davis Milling Company che nel 1890 assunse Nancy Green per rappresentare il volto del loro mix di pancake chiamato “Aunt Jemima”. Altri esempi famosi sono quello del Marlboro Man del 1950 scelto come figura di riferimento per quanto riguarda la pubblicità dell’azienda fino al 1999, oppure una delle più efficienti mosse di Influencer Marketing della storia: Santa Claus per Coca Cola. La storia della compagnia con questa strategia è iniziata quando la società ha introdotto nelle sue pubblicità questa immagine di Babbo Natale nel 1931: era rappresentato da un nonno con la barba bianca, amichevole e grassoccio, vestito con un vestito rosso. Prima che venisse introdotta questa pubblicità, era rappresentato in molte forme diverse, ma dal quel momento in poi solamente come Coca-Cola l’ha idealizzato. Nel 2019 invece l’Influencer Marketing si è evoluto, adattandosi al mondo dei social, con personaggi di rilievo e veri e propri rivoluzionari del settore, come Huda Kattan, l’Influencer più pagata al mondo con un cachet di 18mila $ per post, o Chiara Ferragni per quanto riguarda l’Italia, che si ferma al sesto posto della classifica dei più pagati al mondo con 12mila $ per post.

Corso di laurea “Influencer”

L’Università telematica eCampus, che è nata il 30 gennaio 2006, da quest’anno presenta nella propria offerta formativa della facoltà di Scienze della Comunicazione il corso di laurea triennale “Influencer” (già con un boom di iscritti), che fornisce le competenze e gli strumenti necessari per affrontare adeguatamente l’Influencer Marketing. La figura dell’Influencer, pur non risultando una professione attualmente regolamentata, è sempre più richiesta da aziende, marchi commerciali e agenzie pubblicitarie, proprio per la capacità di veicolare messaggi al proprio pubblico che la riconosce come “opinion leader” credibile e affidabile. Questo corso di laurea si propone di colmare il vuoto formativo attuale con una programmazione trasversale e ben codificata, poiché una delle criticità più evidenti in questo nuovo ambito è proprio la mancanza di basi solide e di preparazione tecnica di chi si avvia alla professione di influencer: quest’insegnamento ha pertanto l’obiettivo di preparare una figura in grado di esercitare la propria attività in maniera professionale, svincolandosi da quella mancanza di rigore e dall’utilizzo di cattive pratiche che penalizzano chi aspira al ruolo di influencer ma non ha un’adeguata preparazione per avvicinarsi con competenza a questo settore. L’attività didattica si struttura su tre anni: il primo anno affronta temi trasversali come semiotica e filosofia dei linguaggi, estetica della comunicazione, informatica, tecnica, storia, e linguaggio dei mezzi audiovisivi. Il secondo anno scende nel dettaglio di discipline come la psicologia e la sociologia della moda ampliando le conoscenze dello studente nell’ambito della comunicazione grazie a discipline come il diritto dell’informazione e della comunicazione o la sociologia della comunicazione e dell’informazione. L’ultimo anno prevede la partecipazione a laboratori tematici, che vanno dalla scrittura istituzionale e pubblicitaria alla lettura dell’immagine, e si conclude con tirocini formativi e di orientamento.

Analisi del corso

Il mondo dei social è mutevole, pieno di sfaccettature, e se si vuole intraprendere questa strada bisogna conoscere bene le sue dinamiche interne. Questo corso di laurea si propone di trasmettere le nozioni necessarie per entrare in tale mondo, o perlomeno di mettere i propri studenti, una volta conseguita la laurea, nella condizione di poter iniziare l’attività di Influencer avendo più conoscenze rispetto a chi si addentra nella stessa attività senza competenze. Detto ciò, il successo di un aspirante Influencer è dato più che dalle conoscenze del tipo di “lavoro” che deve svolgere, dalla sua componente personale, ovvero dal suo talento, ciò che è farina del suo sacco, un’idea, una comunicazione o un profilo innovativo, che lo faccia distinguere dai suoi “colleghi” per originalità. Quindi, seguendo il ragionamento, l’affermazione di un Influencer è data dalla sommatoria di due componenti con natura diversa tra loro: una è esogena, ovvero la formazione professionale che il corso di laurea ti può offrire, mentre l’altra è endogena, ed è rappresentata dal talento, dalla componente personale. È scientificamente provato, in base ai curriculum degli Influencer più famosi e di successo, che l’attività di Influencing può diventare un “lavoro”, se è presente solo la componente endogena, mentre il discorso contrario non può essere fatto dal momento in cui solo le nozioni apprese da sole, non possono rendere di successo la tua attività: la facoltà di Economia presenta svariati indirizzi, ma tra essi non esiste un corso “Imprenditore”, poiché non è trasmissibile la componente personale endogena che caratterizza gli imprenditori di successo, ognuno ha attuato le proprie strategie e fatto le proprie scelte, e lo stesso discorso vale per Scienze della Comunicazione indirizzo Influencer, dove non si possono insegnare le peculiarità che hanno caratterizzato e caratterizzano gli Influencer di successo, poiché questi ultimi hanno saputo distinguersi dal marketing tradizionale, creandosi la loro sfera lavorativa senza nessun tipo di competenza a riguardo. Detto ciò ci sono due considerazioni da fare. Il boom di iscritti a questo corso di laurea rappresenta, utopicamente, un problema: la concezione del lavoro dei giovani è stata distorta dai social media, e questa non rappresenta un’accusa di aver indotto le nuove generazioni a cambiare visione, ma è effettivo che buona parte dei giovani è diventata dipendente da essi a tal punto di far di tutto pur di apparire, studiare appunto. La seconda è che lo scalpore creato da questa notizia negli ultimi giorni è relativamente fine a se stesso, poiché corsi di laurea volti a formare imprenditori digitali già esistevano, non con il nome di “Influencer”, ma con “Digital Marketing” o “Social Media Marketing”, nonostante il primo si concentri più sulle strategie, mentre il secondo più sulla persona, ed è il corso più simile a quello di “Influencer”. Quindi, alla fine, sicuri che ne avessimo proprio bisogno eCampus?

Maurizio Fazzini

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