Agenzie di rating, perché sono così importanti e come influenzano le decisioni di governi e aziende

È capitato a tutti di sentir parlare qualche giornalista o qualche esperto in televisione delle famose agenzie di rating, apostrofate talvolta come boia della situazione, talvolta come manna dal cielo per gli investitori. Ma cosa sono e perché fanno così tanto tremare governi e aziende?

Le obbligazioni, fonte di sostentamento di Stati e aziende

Per capire il ruolo di un agenzia di rating nell’economia contemporanea, bisogna fare un passo indietro e comprendere quali siano le principali fonti di guadagno di uno Stato: oltre alle imposte e le tasse che vengono pagate dai suoi cittadini, vengono emesse dal Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’economia delle obbligazioni chiamate Titoli di Stato, ovvero, in parole povere, dei prestiti che lo Stato contrae nei confronti di privati, banche o altri Stati. Così come per le istituzioni, il meccanismo delle obbligazioni viene attuato anche dalle aziende che vogliano ottenere una liquidità immediata senza passare per le banche (che generalmente offrono denaro con un interesse più alto rispetto a quello con cui vengono emesse le obbligazioni).
Per capire meglio questo concetto mettiamo il caso che lo Stato italiano voglia finanziare, per esempio, il reddito di cittadinanza. Il Dipartimento del Tesoro emetterà delle obbligazioni con un tasso di interesse periodico che verranno poi acquistate da enti privati o da altre nazioni che per periodi prefissati riceveranno, attraverso delle cedole, una somma di denaro corrispondente agli interessi sull’acquisto dell’obbligazione e, inoltre, alla scadenza del Titolo, lo Stato emettente dovrà ripagare il capitale investito per l’acquisto iniziale da parte degli investitori.
Ne consegue ovviamente che più uno Stato risulterà affidabile economicamente e politicamente, più gli investitori si fideranno e saranno disposti ad investire i loro capitali in Titoli emessi da questo.

Solvibilità, interessi e default

La fiducia degli investitori è proprio uno dei fattori più importanti su cui si basa l’economia di uno Stato o di un’azienda, questo perché tanto più i privati saranno disposti a finanziare, tanto più bassi saranno i tassi di interesse annuo al quale verranno emesse le obbligazioni per la logica basilare dell’economia rispondente al rapporto domanda-offerta. Con un tasso di interesse più basso, il denaro che lo Stato dovrà dare agli investitori sarà minore e quindi sarà meno gravoso il peso che le obbligazioni avranno sul debito pubblico nazionale.
Mettiamo il caso che una banca voglia acquistare obbligazioni, ovviamente i responsabili dell’operazione saranno portati ad investire in obbligazioni emesse da Stati o aziende che godono di una grande solvibilità, costringendo coloro ritenuti meno affidabili ad emettere obbligazioni con un tasso di interesse più alto e quindi in grado di generare maggiori entrate per l’investitore, il quale però si prenderà un rischio più o meno considerevole di perdere completamente il capitale investito.
Nel caso in cui l’emettente non sia in grado di pagare le cedole periodiche o il rimborso finale sul prestito obbligazionale si parla di default come accadde allo Stato Argentino e alla Parmalat nei primi anni 2000.
Il tanto discusso SPREAD di cui sentiamo continuamente parlare, non è altro che il rapporto fra il tasso di interessi delle obbligazioni emesse dall’Italia e quelle emesse dalla Germania (ritenuta un’economia molto solida e affidabile) ed è un importante indicatore per l’economia del paese proprio perché fa capire quanto lo stato debba rendere appetibili i titoli affinché gli investitori ne siano attratti.

AAA o D?

Cosa c’entrano allora le agenzie di rating?  
Queste agenzie sono a tutti gli effetti delle aziende che hanno il compito di valutare l’affidabilità dello Stato o azienda emettente obbligazioni e danno una valutazione in lettere (o meno spesso numerica) sulla stabilità e affidabilità di questi enti. Le valutazioni vanno da AAA che indica un ente certamente affidabile e dal quale è abbastanza sicuro acquistare obbligazioni in quanto la solvibilità è praticamente garantita, fino a D che invece è sinonimo di altissimo rischio di default e quindi di perdere del tutto i soldi investiti.
Attualmente lo Stato Italiano è classificato nel livello BBB, ovvero buona affidabilità e scarso rischio per gli investitori.
Le principali agenzie di rating, riconosciute universalmente come le più attendibili, sono Moody’s, Fitch Ratings e Standard & Poor’s.

Moody’s-Lehman Brothers e altri scandali

La principale critica mossa contro queste agenzie è la loro dubbia imperturbabilità a fattori esterni oltre che l’incertezza dell’affidabilità della valutazione dichiarata.
Un caso celebre di errore clamoroso da parte di agenzie di rating è quello di Lehman Brothers, giudicata al livello AAA (massima affidabilità) da Moody’s appena una settimana prima del collasso finanziario che ha scatenato la crisi economica mondiale.
Altro esempio di incredibile sbaglio nella valutazione è quello di Parmalat, giudicata affidabile e poi andata in bancarotta dopo un brevissimo periodo.
Le agenzie di rating sono state inoltre al centro di vari scandali, come nel 2011 quando la magistratura italiana ha messo sotto processo vari esponenti di Standard & Poor’s con l’accusa di “manipolazione pluriaggravata e continuata del mercato finanziario”, i quali però sono stati assolti perché “il fatto non sussiste”.
I continui errori e le frequenti inchieste aperte sulle suddette agenzie ha portato l’ex presidente della BCE, Mario Draghi, ad affermare:“bisogna fare a meno delle agenzie di rating: sono altamente carenti e discreditate”.
Nonostante le parole di Draghi e i reiterati errori, le agenzie di rating coprono ancora un ruolo fondamentale nei mercati e gli Stati, così come le aziende, aspettano col fiato sospeso i giudizi che queste diffondono perché ricoprono un ruolo cruciale per l’economia internazionale.

Nicolò De Pascalis

 

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