Collateralized debt obligations: il preludio dei nuovi subprime?

Il fenomeno della cartolarizzazione rappresenta una realtà che da anni caratterizza l’intero sistema finanziario, questo grazie in particolar modo ai suoi elevati ritorni economici.

La storia si ripete”. Una frase che spesso viene utilizzata, soprattutto da chi reputa ciclici gli eventi che occorrono nel tempo. Con il prolungarsi di questa crisi e degli effetti devastanti indotti sull’intero sistema economico, vengono fuori tutte le problematiche strutturali dei sistemi finanziari. Uno su tutti, per l’appunto, le cartolarizzazioni.

Come funzionano le cartolarizzazioni

In primis risulta necessario riuscire a definire, con una breve descrizione, il complesso processo che sottostà alle attività di cartolarizzazione. La principale caratteristica che si preme sottolineare è la possibilità di “trasferire” il rischio di credito a degli investitori terzi, tramite queste operazioni finanziarie. I soggetti coinvolti maggiormente sono le società veicolo, le quali supportano le aziende nella creazione e nella vendita dei titoli cartolarizzati, oltre che nella pratica gestione del portafoglio clienti. E’ un processo di alchimia finanziaria che trasforma un’attività finanziaria indivisa (come un credito) in una attività divisa e vendibile, val a dire in titoli (“carta”). Questo processo permette di poter garantire una copertura da determinati rischi per chi “concede” il credito, ma allo stesso tempo rappresenta uno dei fattori che hanno più concorso all’instabilità del sistema finanziario dalla bolla speculativa del 2008.

Collateralized Debt Obligations

Il preambolo circa le caratteristiche di questi prodotti è stato necessario per poterci concentrare, ora, sul possibile nemico numero uno per la futura stabilità del sistema finanziario: i Clo (Collateralized Debt Obligations). Si tratta di obbligazioni garantite da collaterale nella forma di crediti originati da prestiti. Sebbene rappresentino la punta di diamante, tanto nei portafogli degli hedge funds quanto in quelli dei fondi pensione (grazie alla garanzia di ottimi ritorni sugli investimenti), negli ultimi mesi questi prodotti finanziari hanno subito repentini downgrade. A dispetto dei subprime che rappresentavano una problematica di matrice statunitense, i Clo sono una prerogativa del tutto europea. Il sistema finanziario francese, ad esempio, è pieno di questi prodotti. Per avvalorare questa tesi si potrebbe citare il recente aumento dell’esposizione di un colosso come Bnp Paribas al business delle securitisation.

Perché preoccuparsi?

Il prolungarsi del lockdown e la lenta riapertura delle attività economiche, hanno provocato effetti rilevanti sul tutto il sistema economico. Le agenzie di rating hanno intrapreso un’attività censoria senza precedenti, a causa del drastico drenaggio di liquidità al quale è esposto il sistema. Ed è proprio in questo contesto che iniziano ad evidenziarsi le criticità ed i punti deboli dei vari sistemi finanziari. Già nel mese di marzo si era assistito ad una prima avvisaglia delle problematiche attinenti il mercato del leveraged loans, il quale aveva subito una drastica flessione verso il basso, impedendo ai soggetti operanti nel settore di riuscire a trova acquirenti per quei prodotti così delicati. L’ingente iniezione di liquidità da poco stabilita dalla BCE, tenterà di ovviare il più possibile a questa lacuna di liquidità del sistema, con l’obiettivo di riuscire a impedire l’aggravarsi di una situazione economica già di per sé critica. L’epicentro della prossima bolla finanziaria, quindi, potrebbe essere proprio l’Europa.  

A cura di Edoardo Gentili

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