Come il virus influenzerà il nostro turismo, e quando ne usciremo.

Il virus, da poco diventato “pandemia” terrorizza l’Italia, secondo paese più colpito al mondo dopo la Cina, e ammazza il turismo.

Le perdite registrate da questo settore sono cifre drastiche, totalmente nuove per il “bel paese” che anche nei più duri tempi di crisi era sempre rimasto tra le mete più gettonate. Come sarà l’estate italiana? Quando dovremo aspettarci una ripresa a “pieno regime” del nostro turismo?

Ripercorriamo le tappe.

Ripercorriamo prima le tappe più importanti di questo virus, che da “estraneo” è entrato prepotentemente a far parte delle nostre Vite. Il virus si è sviluppato misteriosamente in Cina, nella città di Wuhan, nella seconda metà di Novembre 2019. La Cina ha provato invano a contenere l’epidemia che piano piano andava dilagando, ma non riuscendoci il 31 Dicembre 2019 invia un comunicato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in cui le autorità di Pechino segnalavano un numero anomalo di polmoniti di origine ignota. Il 9 Gennaio 2020 l’OMS fa sapere che le polmoniti sono dovute ad un nuovo coronavirus. Nei giorni seguenti l’epidemia mette in ginocchio la Cina e si diffonde in molti altri paesi, fino a quando, il 20 Febbraio 2020 viene confermato il “paziente 1” in Italia. Si tratta di un manager 38enne residente a Codogno, che però non ha avuto rapporti diretti con nessuna delle zone a rischio. Immediatamente Codogno ed alti comuni limitrofi vengono messi in quarantena, ma ciò non basta. L’8 Marzo 2020 il premier Giuseppe Conte si vede costretto a chiudere la Lombardia e altre 14 province al di fuori di essa. Due giorni dopo, lo stesso appare in diretta televisiva e annuncia la chiusura di tutta Italia, e l’obbligo di rimanere in casa e non uscire se non per “necessità”, fino al 3 Aprile. Ad oggi il virus ha contagiato più di 10000 persone sul territorio Nazionale, con un incidenza di mortalità del 10%. 

Blocco dell’economia.

Dall’8 Marzo, quando già era nell’aria la decisione del governo di bloccare tutto, FTSE MIB, il principale indice dei mercati azionari italiani, che raccoglie l’80% della capitalizzazione interna, ha iniziato una discesa in picchiata, tornando a rispolverare i livelli di Giugno 2016. La psicosi Coronavirus non ha risparmiato nemmeno i mercati stranieri, tant’è che il 12 Marzo Wall street ha registrato il più grande crollo dal “black monday” del 1987. A peggiorare la situazione, la quasi totalità delle compagnie aeree ha tagliato i propri voli per l’Italia, verranno effettuati solo specifici voli di rimpatrio. Sempre il 12 Marzo, Donald Trump, per mezzo di una decisione unilaterale, ha tagliato tutti i collegamenti aerei da e per il vecchio continente.

Perdite nel settore del turismo.

Con la chiusura di tutte le attività, eccezion fatta per le farmacie ed i negozi di beni alimentari, la chiusura del 75% di tutti gli hotel, e la sospensione di quasi tutti i voli per l’Italia, inevitabilmente il turismo ha subito un durissimo colpo. Nel 2019 il Bel Paese era stato il quinto più visitato al mondo, con quasi 100 milioni di presenze straniere. Secondo i calcoli di Confturismo-Confcommercio, nel trimestre 1 Marzo-31 Maggio si prevede una diminuzione di 31,625 milioni di turisti rispetto alla norma, con un danno erariale di 7,4 miliardi di euro. Ricordiamo che il turismo influisce per il 13% su nostro PIL, quindi se le previsioni dovessero essere esatte, il danno sarà enorme.

Un possibile recupero dopo l’estate.

I dati non sono a nostro favore. L’epidemia è ancora in corso e le conseguenze delle misure restrittive adottate dal governo si potranno iniziare a vedere fra non meno di una settimana. Ammesso che lo stato d’emergenza venga sciolto il 3 Aprile, il recupero sarà duro. Molte persone che avevano in programma di venire in Italia durante l’estate hanno cancellato il viaggio. Prepariamoci quest’estate a vedere le strade delle nostre città più vuote del solito.  Marco Michielli, presidente di Confturismo, la vede così “soffriremo una stagione non splendida, però ho fiducia che i turisti ritorneranno. È una brutta emergenza, ma non è una situazione che procura danni al territorio: un terremoto è molto peggio ai fini turistici.” Ciò che preoccupa molto più Marco Michieli, invece, è la possibilità di una recessione del settore turistico a livello europeo, continua: “Noi le dovute misure le abbiamo prese, è solo questione di tempo oramai. Mi preoccupano altri stati come Francia, Spagna e Germania, anch’essi con migliaia di contagi, e tardano nel proteggersi.” Per l’ultimo trimestre dell’anno, dal 1 Ottobre al 31 Dicembre, invece, si stima che la situazione sarà tornata pressoché alla normalità

Camillo Cipolla

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