Come reagisce l’unione europea alla pandemia : le misure economiche della Bce

La riposta dell’Europa allo stato di pandemia, cosa comporta sotto il punto vista economico e quali sono le misure per la tutela dei paesi maggiormente colpiti.

Lo stato di Pandemia, parola che deriva dal greco “Pandemos” è un’idea secondo la quale tutta la popolazione mondiale sarà probabilmente esposta ad un’infezione e una parte si ammalerà. Lo stato attuale riguarda l’ormai conosciuta epidemia del COVID-19 che ha ormai colpito 114 paesi nel mondo, risparmiandone per ora 81 (e 57 hanno ad oggi meno di 10 casi) più del 90% dei casi si concentra in quattro paesi (Cina, Italia, Corea del Sud e Iran) due dei quali (Cina e Corea del Sud) vedono un rallentamento significativo.

Cosa succede in Europa?

Oltre il punto di vista sanitario è importante soffermarsi su quelle che sono le conseguenze economiche che interessano tutti i paesi colpiti, economia che viene a causa di inevitabili misure restrittive messa a dura prova, ormai la quasi totalità dei paesi dell’Unione Europea sono costretti al fine di contenere l’epidemia ad adottare l’ormai molto discusso METODO ITALIANO, che comporta una serie di misure straordinarie fra cui la sospensione di attività commerciali di seconda necessità con gravi ripercussioni su molte imprese del settore. Misure che hanno portato a sempre più ampie ripercussioni su indici finanziari recando gravi danni all’economia dei paesi interessati. L’Unione Europea per venire incontro all’ormai costante crisi ha stanziato misure straordinarie fra cui:

Garantire il flusso di beni e servizi essenziali: La libera circolazione delle merci è fondamentale per garantirne la disponibilità. Ciò è particolarmente importante per beni essenziali quali gli alimenti, compreso il bestiame, e i dispositivi medici e di protezione vitali. Più in generale, le misure di controllo non devono causare gravi perturbazioni delle catene di approvvigionamento, dei servizi essenziali di interesse generale, delle economie nazionali e dell’economia dell’UE.

Attenuare l’impatto sull’occupazione: Occorre proteggere i lavoratori da disoccupazione e perdita di reddito al fine di evitare un effetto permanente della crisi. La Commissione è pronta a sostenere gli Stati membri in questo frangente promuovendo in particolare regimi di lavoro a tempo ridotto, programmi di perfezionamento professionale e di riqualificazione che hanno dato buoni risultati in passato.

Mobilitare il bilancio dell’UE Per apportare un sollievo immediato alle Piccole Medio Imprese duramente colpite, il bilancio dell’UE metterà a disposizione gli strumenti esistenti per sostenere le imprese colpite con liquidità, integrando le misure adottate a livello nazionale. Nelle prossime settimane 1 miliardo di EURO sarà riorientato dal bilancio dell’UE come garanzia per il Fondo europeo per gli investimenti, per incentivare le banche a fornire liquidità a Piccole Medio Imprese e imprese a media capitalizzazione.

Il ruolo della BCE nell’emergenza

La Banca centrale europea (BCE) è la banca centrale incaricata dell’attuazione della politica monetaria per i diciannove paesi dell’Unione europea che hanno aderito alla moneta unica formando la cosiddetta zona euro, data la costante crisi economica che sta colpendo i paesi facenti parte dell’Unione Europea la BCE vara un nuovo “quantitative easing” da 750 miliardi di euro, una cifra impensabile solo fino a poche settimane fa, nasce il ‘Pandemic Emergency Purchase Programme‘ dopo che i 120 miliardi messi sul tavolo la scorsa settimana avevano deluso mercati e governi. Christine Lagarde chiarisce le dimensioni del nuovo intervento della Banca Centrale Europea: “tempi straordinari richiedono un’azione straordinaria. Non ci sono limiti al nostro impegno per l’Euro”. E la BCE è determinata a sfruttare tutto il potenziale degli strumenti a disposizione. Misure straordinarie per tempi straordinari, la risposta della BCE è sicuramente forte ed improntata alla risoluzione di tutte le conseguenze sanitarie ed economiche per garantire la ripresa di un’economia forte come quella Europea.

Cosa farà l’Organizzazione Mondiale della Sanità?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riferito che: “L’Europa ora è diventata l’epicentro della pandemia di Covid-19, con più casi e morti del resto del mondo messo insieme, a parte la Cina. Ogni giorno si registrano più casi di quelli riportati dalla Cina al picco della sua epidemia”. L’OMS ha lanciato una raccolta di fondi per la lotta al Covid-19. “Finora sono stati i governi e i benefattori a donare. Ora chiunque può farlo“, ha annunciato Tedros Adhanom Ghebreyesus. E proprio dall’OMS che è stata adottata la misura della pandemia su scala mondiale, la decisione tuttavia sembrerebbe indicare un cambiamento di strategia, nel senso che il “contenimento” ovvero in ultima analisi l’isolamento e l’eradicazione del virus non sembra oggi più possibile e si è passati a quella di “mitigazione”, vale a dire di limitazione dei danni in attesa di un vaccino o di un’altra terapia efficace. Infine dal punto di vista economico, la dichiarazione di pandemia ha un effetto finanziario poiché libera l’utilizzo dei CatBond, i fondi di emergenza destinati ai paesi colpiti con i sistemi sanitari più deboli o che necessitano di particolari risorse per fare fronte alla malattia.

Antonio Liotti

2 commenti su “Come reagisce l’unione europea alla pandemia : le misure economiche della Bce”

  1. Fabio Pizzotti

    Articolo interessante ed esaustivo, mi piacerebbe vedere altri articoli in merito alle misure che attueranno anche al di fuori dell’Europa.

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