Dentro la finanza: matematica, fisica, economia e … psicologia

I fondamenti della finanza spaziano all’interno dell’universo delle scienze

La finanza, tra le branche dell’economia, è quella che più si avvicina al grande ambito delle scienze matematiche, fisiche e naturali. L’interpretazione dei dati deriva sia da comportamenti e creazioni umane (i mercati e gli attori in essi operanti), sia da fenomeni naturali che spesso influenzano l’andamento dei primi.

Il legame con l’economia

Il titolo potrebbe essere fuorviante, quasi ad indicare una separazione tra Economia e Finanza. In parte questa differenza esiste: nel caso in cui andiamo ad analizzare i mercati, la loro composizione e il loro funzionamento, ci stiamo muovendo verso un ambito economico più generale; se invece ci concentriamo su come gli individui effettuano le scelte di investimento (e/o finanziamento) e sul come i capitali si spostano tra varie entità (siano esse persone fisiche o giuridiche) rientriamo nell’ambito finanziario. Risulta evidente quanto, in finanza, la parte quantitativa rappresentata dalle scienze matematiche (in cui rientrano la statistica e l’econometria) è perfettamente bilanciata dalla componente relativa alle scienze umane (economia e psicologia, di quest’ultima parleremo più avanti). Perché se da un lato per descrivere il comportamento di un mercato (o di un singolo asset al suo interno) abbiamo bisogno di un modello quantitativo, al tempo stesso non possiamo non includere, all’interno magari di questo stesso modello, una componente comportamentale degli individui (intesi come singole persone o insiemi di essi, società), che sono i veri attori nel mercato. Questa necessità di avere modelli sempre più in grado di unire le due componenti si è manifestata maggiormente nell’ambito della ricerca accademica.

Le scienze naturali e la matematica

Le scienze naturali si pongono come obiettivo l’analisi e la spiegazione dei fenomeni presenti in natura; la matematica è funzionale alla descrizione e alla modellizzazione di questi fenomeni. Chiaramente obiettivo ultimo della ricerca è quello di prevedere un avvenimento futuro. L’intero procedimento scientifico si basa sulla raccolta e analisi dei dati, la definizione di un modello che interpoli questi dati, e il controllo sugli accadimenti futuri (un modello verrà applicato solo se in grado di produrre risultati significativi su un campione di dati storici, ancora di più se in grado di rispecchiare l’andamento dei dati futuri). La finanza procede esattamente in questo modo, spesso includendo formule e processi provenienti da ambiti quali la fisica (l’equazione di diffusione del calore è alla base della formula di Black&Scholes ad esempio). Perchè? La finanza non analizza il risultato di comportamenti umani? Non del tutto, ad esempio l’andamento del prezzo di una società alimentare dipende sì dall’andamento dei consumi (azione umana), ma anche da eventi che possono condizionarne la produzione (pensate agli effetti del morbo della mucca pazza sulle aziende bovine o alle conseguenze di grandi tempeste climatiche su aziende vitivinicole), in pratica fenomeni naturali. Questo è il motivo per cui la finanza nel corso dei decenni si è spostata verso queste scienze e sono stati prediletti modelli puramente quantitativi, in cui i parametri sono rappresentati da fattori, un qualcosa che comporti un premio per il rischio dell’investimento, e che fosse riconducibili a fondamentali di bilancio e/o economici.

La “psicologia”

I modelli quantitativi hanno notevoli vantaggi, tuttavia solitamente siamo portati a credere che siano gli unici in grado di produrre risultati validi e robusti, basati su dati oggettivi, che fittino il comportamento del campione di riferimento. Da molti anni a questa parte tuttavia, all’interno degli ambienti della ricerca, ci si è resi conto della necessità di recuperare la componente umana, che in molti modelli veniva ignorata (o più semplicemente ricollegata indirettamente ad altri valori economici). Sono nate così due branche: una più orientata alla comprensione del comportamento degli investitori nelle diverse situazioni della vita reale, Behavioural Finance, ed un’altra che analizza le scelte e gli obiettivi di investimento e di allocazione delle risorse, Household Finance. Il risultato sono modelli, sempre quantitativi, in cui sono stati inclusi parametri volti alla modellizzazione di queste componenti “psicologiche” intrinseche dell’essere umano.

Alessandro Gastaldello

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