Educazione finanziaria: abbiamo ancora bisogno di studiare

Si sta garantendo un adeguato livello di istruzione finanziaria a tutti i cittadini?

Educare la popolazione ad un uso responsabile degli strumenti finanziari, alla comprensione dei mercati, all’accettazione del tradeoff rischi/benefici. Il progresso passa invetibailmente dall’accesso di tutti ad una forma sempre più completa e affidabile di informazione. In altre parole rilanciare il valore della cultura.

Educazione e cultura

In un mondo sempre piu interconnesso e improntato al consumo (talvolta sfrento di beni), è importante capire come funzionano i mercati e l’economia in senso piu ampio. Per quale motivo? Per poter distinguere l’ormai variegata (forse in modo eccessivo) offerta di prodotti finanziari, cosi da poter scegleire quello piu in linea con i nostri bisogni ed esigenze, ma soprattutto saper evidenziare ciò di cui abbiamo davero bisogno; per poter capire cosa stiamo comprando quando ci rechiamo in banca per un mutuo o in assicurazione per una polizza di ramo III. E in parte anche per comprendere come mai alcune scelte di politica economica internazionali non siano cosi banali comeandare a comprare il latto al supermercato sotto casa (sottile velo di ironia). Per questi e tutta una serie di altri motivi, il tema dell’educazione finanziaria è ormai da molti anni al centro dell’attenzione, e purtroppo come spesso capita in molte classifiche, il nostro Paese viene severamente rimproverato dai dati (che sono oggettivi e non derivanti da giudizi di valore), ponendolo in una posizione arretrata rispetto agli altri grandi paesi dell’UE. Si sta facendo molto, sia tramite conferenze che varie piattaforme di e-learning messe a dispoisizione da istitituzioni private (dell’industria finanziaria) e pubbliche (banche centrali e autorita di vigilanza). Potete trovare il riassunto di alcuni dati in questo paper pubblicato da Banca d’Italia del 2018: Measuring the financial literacy of the adult population: the experience of Banca d’Italia (Di Salvatore, Franceschi, Neri, Zanichelli).

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Le piattaforme di trading online

Da molti anni sono comparse in internet sempre piú piattaforme dedicate al trading online, principalmente destinate a persone non operanti nel settore finanziario ma comunque interessate al mondo degli investimenti. Spesso con la promessa di guadagni semplici e in tempi brevi. Questo è in contrasto con quasi tutte le teorie finanziarie esistenti. Con questo non intendo criticare in modo esclusivo coloro che usufruiscono del servizio, né tantomeno queste società che arricchiscono la loro offerta con conferenze e presentazioni proprio per migliorare il grado di conoscenza dei mercati dei loro clienti. Tuttavia il sistema non risulta fallace. Non si può negare che qualcuno riesca effettivamente a guadagnare in questo modo, tuttavia il mondo degli investimenti, proprio per sua natura, è complesso e al tempo stesso estremamente rischioso: richiede una costante formazione ed anni di esperienza, altrimenti si corre il rischio di illudere le persone e portarle sull’orlo del disastro finanziario (come del resto si è verificato nel 2008 a seguito dell’imprudenza di alcuni operatori del mercato). Capite quindi che il rischio non è solo fare promesse vuote o che non portano il risultato propagandato, quanto piuttosto, in modo poco prudente, dare un mezzo a persone non in grado di utilizzarlo: il che può risultare estremamente pericoloso (oltre che moralmente scorretto). Su questo aspetto l’educazione finanziaria deve agire, accompagnando i consumatori in un processo di scelta consapevole dei prodotti, evidenziando anche quei competitor “poco affidabili”.

Alcuni spunti per il futuro

Rilanciare il valore intrinseco della cultura è il primo passo; coinvolgere i giovani in un processo di apprendimento che parta dalla ricerca di fonti valide e affidabili, un discorso che potrebbe valere per qualunque disciplina, ma che risulta di fondamentale importanza in questo frangente trattandosi dei risparmi delle persone. A maggior ragione quando ci si interfaccia con strumenti digitali e nuove tecnologie. Accanto a questo, il processo di educazione finanziaria dovrebbe coinvolgere i partecipanti al mercato, sia tramite un’etica del lavoro piu ampia e condivisa, sia tramite sanzioni severe per coloro che frodano i consumatori. La finanza, al contrario di quanto si pensa, non è il mondo dominato dalle banche e da oscure sette di potenti: indubbiamente grandi istituzioni (soprattutto private) son in grado di influenzare i mercati e l’andamento dei prezzi e altrettanto senza dubbi alcune di queste (o gruppi interne ad esse per meglio dire) hanno fomentato comportamenti scorretti rivelatisi poi disastrosi per molti clienti: ma la finanza resta un bene pubblico nato per aiutare le persone. L’aiuto si declina in prodotti e servizi che coprono un ampio spettro di rischi o bisogni a cui il consumatore è assoggettato, oppure più semplicemente può trattarsi di far comprendere al consumatore di cosa ha effetivamente bisogno e come meglio interagire con le istituzioni finanziarie.

Alessandro Gastaldello

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