FCA e PSA: la fusione che rivoluzionerà la gerarchia del settore automobilistico

Fiat Chrysler Automobiles(Fca) e Groupe Psa hanno reso ufficiale l’accordo, dando così vita al quarto costruttore d’auto al mondo. Un gigante automobilistico da 45 miliardi di euro.

Due delle caratteristiche principali di questa nuova realtà riguardano la presenza bilanciata e la redditività delle attività a livello globale, potendo contare su di un portafoglio di brand iconici in grado di coprire tutti i principali comparti: da premium a luxury, dai veicoli passeggeri fino ai SUV.

Comunicato ufficiale

La solida struttura patrimoniale congiunta offre significativa flessibilità finanziaria e ampi margini sia per implementare piani strategici che per investire in nuove tecnologie, per tutto il ciclo. Il nuovo gruppo avrà una presenza bilanciata e attività redditizie a livello globale. Questo grazie alla forza di FCA in Nord America e in America Latina e alla solidità di PSA in Europa“. Queste le parole presenti nel comunicato ufficiale riguardanti l’annuncio dell’operazione. L’unione tra questi due colossi del settore, porterà alla costituzione di una nuova realtà che rappresenterà il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il terzo in base al fatturato, con vendite annuali di 8,7 milioni di veicoli e ricavi di quasi 170 miliardi di euro. Questi i primi dati diffusi da Fca per comprendere l’entità della portata della fusione che, come accennato, rivoluzionerà la gerarchia del settore automobilistico.

Elementi chiave dell’accordo: governance, quotazione, sede e sinergie

Sebbene Sergio Marchionne abbia lasciato una pesante eredità da portare avanti, non si può di certo dire che non si stia progredendo verso il percorso da lui stesso tracciato anni fa. L’ex amministratore delegato giudicava ineluttabili e necessarie le fusioni nel settore delle automotive per fronteggiare le numerose sfide che si sarebbero presentate negli anni a venire. Analizzando il comunicato afferente l’operazione, si è compreso che la nuova capogruppo avrà sede in Olanda con una tripla quotazione su Euronext, Borsa Italiana e al New York Stock Exchange e beneficerà della sua forte presenza in Francia, Italia e negli Stati Uniti. Per quanto concerne l’organizzazione aziendale, invece, in una nota di Fca si esplicita che si avrà un forte supporto da parte degli azionisti di lunga data (di cui ricordiamo: Exor, Peugeot e Stato francese), i quali avranno una rappresentanza nel consiglio. John Elkann ricoprirà la carica di presidente, il consiglio di amministrazione sarà composto da 11 membri e tra i consiglieri indipendenti sarà presente anche Carlo Tavares (numero uno di Psa), con un mandato iniziale di 5 anni. L’unione tra la società bidder (Fca) e la società target (Psa), porterà alla creazione di sinergie annuali che a regime sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro. Restano da definire alcuni dettagli, anche se il nodo da sciogliere più importante rimane sicuramente quello legato al nome del nuovo gruppo.

Una crescita sostenibile

Non abbiamo dubbi riguardo le capacità, le risorse e l’impegno che l’impresa garantirà per essere all’avanguardia nella sfida della mobilità sostenibile. Ragion per cui non sorge stupore nel leggere (nella nota congiunta) che il nuovo gruppo avrà “una robusta base per promuovere e stimolare ulteriormente l’innovazione e determinare lo sviluppo di competenze all’avanguardia nel campo dei veicoli alimentati a energie alternative, della mobilità sostenibile e della guida autonoma e connessa“.   Stando alle notizie presenti sulla piattaforma di Bloomberg, le due parti avrebbero in mente di creare una joint venture per condividere impianti e investimenti in Europa, sulla falsa riga di quella ideata da Volkswagen e Ford negli Stati Uniti. Ad avvalorare queste ipotesi sopraggiungono le parole di John Elkan, che ha evidenziato come l’obiettivo comune “è quello di essere pionieri nello sviluppo di tecnologie rivoluzionarie, con prodotti innovativi e soluzioni all’avanguardia“. Le premesse sono sicuramente allettanti, nei prossimi mesi avremo maggiore chiarezza riguardo la pianificazione strategica del nuovo gruppo e le mosse che attueranno in tal proposito. Un progetto che con buona probabilità avrà ripercussioni più che positive sulla qualità dell’offerta che questa nuova realtà sarà in grado di proporre. Ad oggi sono semplici suggestioni ma, con gli occhi puntati sui possibili sviluppi, attendiamo di valutare i benefici sull’avanzamento del settore verso una crescita più sostenibile che questo accordo può garantire.

A cura di Edoardo Gentili

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