FCA: il finanziamento di 6.3 Miliardi chiesto allo stato.

FCA (Fiat Chrysler Automobiles) ha recentemente richiesto e ottenuto un prestito tra i più grandi mai erogati. 

Questa vicenda ha spaccato in due l’opinione pubblica, e ha posto dei quesiti morali in un paese la cui economia è tra le più penalizzate dall’epidemia da Covid.

La richiesta

A metà Maggio erano iniziate a circolare voci su una possibile richiesta, da parte di FCA verso lo stato, di un finanziamento. Le voci sono state prontamente verificate dalla società stessa, che in una nota scrive: “alla luce delle recenti indiscrezioni di stampa, la società conferma di avere avviato una procedura con il governo italiano ( il ministero dell’economia e finanze e il ministero dello sviluppo economico) per l’ottenimento di una garanzia da SACE, l’agenzia italiana per il credito all’export (parte del gruppo partecipazione statale cassa depositi e prestiti S.p.A.), il tutto secondo quanto previsto dal decreto liquidità recentemente emanato.” Poi continua: “è stato avviato un dialogo con intesa Sanpaolo, la maggiore banca italiana per il perfezionamento di una linea di credito a tre anni, destinata esclusivamente alle attività italiane del gruppo FC a e al sostegno della filiera dell’automotive in Italia, composta da circa 10.000 piccole e medie imprese a seguito della riapertura degli stabilimenti italiani, avviata a fine aprile”.

I dubbi

Ovviamente, la richiesta, fatta da un’azienda privata nei confronti dello stato, ha suscitato un numero enorme di polemiche. In molti hanno parlato di “Statalismo” ovvero l’attribuzione allo stato di un ruolo chiave nel controllo dell’economia nazionale e nel possesso delle società. In questa circostanza lo stato sarebbe libero di scegliere chi aiutare e chi no, dando o meno futuro al singolo privato, ed essere in grado di accorciare “il guinzaglio” alla società con degli accordi che la mettono in una posizione di svantaggio. Altre polemiche sono state sollevate verso la sede di FCA, che pur essendo un marchio italiano, come molti altri marchi ha scelto di avere una sede legale all’estero, in tal caso a Londra. Sul panorama dell’alta politica Italiana, invece, le polemiche si sono incentrate su ben altro, ovvero: è o meno lecito che questa azienda prenda dei finanziamenti, a discapito di altre minori? E sul tema è arrivata la risposta direttamente dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, il quale ha rassicurato che nessuna azienda verrà lasciata indietro, e che gli aiuti verranno dati a chiunque ne avrà bisogno e rientrerà nei requisiti.

La conclusione

Questo accordo, oltre a siglare un prestito record, (6,3 mld) aprirebbe un sottotesto non da poco: riconoscerebbe il ruolo chiave di FCA sul panorama automobilistico ( e imprenditoriale in generale) italiano. FCA termina poi la sua dichiarazione assicurando che quei soldi saranno usati solo ed esclusivamente per garantire gli stipendi ai propri dipendenti, e rassicura gli investitori presentando un piano di nuove produzioni, tra cui modelli di Fiat 500 e Jeep Renegade elettrici. È bene anche ricordare, motivo per cui in data 29 Maggio questo prestito è stato approvato, che il settore automobilistico da solo rappresenta il 6,2% del nostro PIL e circa il 7% dell’occupazione nel settore manifatturiero. FCA, inoltre, impiega in modo diretto 55 mila dipendenti, più 200 mila in aziende fornitrici, e 120 mila posti  di lavoro sparsi tra i vari concessionari in cui vende. Dipendenti che, senza questi soldi, sarebbero a rischio.

Camillo Cipolla

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