Gli stipendi dei CEO: cifre spropositatamente assurde o giustificate?

Dalla fine degli anni 70 al 2018 l’incremento salariale dei CEO è stato del 940% contro un incremento percentuale dei dipendenti pari al 12% come riportato dall’Economic policy Institute

Prima di soffermarci sulle motivazioni economiche che hanno dettato una tale sproporzione nel pagamento degli stipendi bisogna motivare tale dato, affermando che nel mondo odierno è il CEO stesso che deve dettare i tempi dell’azienda, comprendere lo sviluppo del mercato, ed essere in grado di colmare i vuoti di mercato emergenti dai nuovi bisogni del consumatore.
AI dipendenti, d’altro canto, anche in seguito alla innovazione della terza rivoluzione industriale ( industry 2.0) è richiesto, prevalentemente nelle PMI, un approccio al lavoro tendenzialmente sistematico e ciclico.

Il CEO è il valore dell’azienda


In un mercato nel quale è difficile trovare un competente e intreprendente “Chief Executive Officer” , sembra giusto, ad alcuni, che la remunerazione dello stesso sia elevata. Il CEO, a differenza dei dipendenti, vanta pochissime tutele da parte dello stato, per molti sarebbe addirittura “abbandonato” da esso. Non bisogna, però, pensare che il Ceo, approfittando (ingiustamente, secondo il pensiero comune) del lavoro dei dipendenti, si appropri dell’intero profitto dell’azienda, lasciando briciole e salario minimo ai dipendenti. Con questa tesi non si vuole, certamente, generalizzare un discorso invece ampio e articolato. Se infatti ci sono tanti imprenditori che, come Jeff Bezos, uomo attualmente più ricco del mondo secondo Forbes, sono stati criticati per le condizioni e gli stipendi dei lavoratori, ci sono tanti altri amministratori delegati che, durante la pandemia, hanno fatto fronte alle perdite aziendali, in parte, con le loro personali remunerazioni.

Le formule di remunerazione


Che sia giusto o meno, l’azienda stabilisce una formula di compensazione del CEO, che può essere legata al prezzo delle azioni o a molti altri fattori. Un elemento però fondamentale è che tendenzialmente le aziende tendono a considerare il pagamento medio del CEO del settore. Tener conto di un tale parametro può però essere fuorviante e poco realistico. Se le imprese, tendenzialmente, offrono uno stipendio maggiore della media del settore, è perchè vogliono mostrare la capacità del CEO e la stabilità dell’impresa. L’aumento del salario del CEO comporta, nel lungo periodo, una relativa crescita della media salariale complessiva.

Tra eticità e praticità


Adriano Olivetti, imprenditore, ingegniere e politico affermava che “neanche il più alto in grado deve guadagnare più di dieci volte l’ammontare del salario del minimo”. Tale discorso può essere condivisibile o non condivisibile a livello etico. Nonostante ciò, Il CEO rimane pur sempre un dipendente dell’azienda. L’impresa stessa può decidere il valore e conseguentemente lo stipendio di ogni suo dipendente. L’azienda in fin dei conti potrebbe pagare anche l’addetto alle pulizie quanto un manager se ritiene così importante il suo lavoro. E’ sempre importante ricordare, quando si parla di un argomento cosi delicato e opinabile, che sebbene senza un CEO un’impresa non esisterebbe, è altrettanto vero che un CEO senza dipendenti non avrebbe successo.

Gianluca Pirulli

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