Il rischio contagio in ambito finanziario: il ruolo dell’informazione

Come un virus le idee e le crisi si propagano tra sistemi sempre più integrati.

L’emergenza sanitaria ci ha dato modo di comprendere quanto velocemente un virus possa propagarsi in un mondo sempre più globalizzato; allo stesso modo le crisi finanziarie ed economiche nel recente passato hanno dimostrato di poter contagiare sistemi anche fisicamente distanti con notevole rapidità, possiamo dire la stessa cosa delle idee?

Il ruolo dell’informazione

Come si diffonde l’informazione nel mondo, con che velocità e con che strumenti? Risulta immediato notare come oggi gli individui abbiano accesso ad una quantità di informazioni maggiore rispetto all’era pre-Internet, questo fenomeno è stato accompagnato da un dibattito in merito alla qualità di questo ingente flusso informativo. Perché in ambito finanziario sono importanti sia la qualità che la quantità di notizie? Primo punto: la possibilità di creare modelli di Asset Pricing, che hanno ragione di esistere solo in assenza di arbitraggio; in mercati efficienti, in cui non esiste possibilità di arbitraggio, tutta l’informazione è incorporata (si riflette) nei prezzi dei titoli, in altre parole non si verificano fenomeni come l’insider trading e il mispricing di un titolo in due mercati differenti. La perfetta efficienza, come potrete ben capire, non è pienamente realizzabile (magari lo fosse!), ma capite fin da subito il potere di contagio che ha l’informazione, di guidare le scelte di investimento degli individui. Un altro motivo per cui risulta importante garantire sia la qualità che la quantità delle informazioni accessibili è la tutela del consumatore, degli investitori, soprattutto quelli retail che spesso non hanno le medesime competenze delle grandi istituzioni finanziarie. Un’ informazione sbagliata può causare panico e propagarsi tra tutti gli attori del mercato (solitamente quello che precede un notevole ribasso dei listini azionari quando tutti iniziano a vendere e i prezzi crollano).

Virus-informazione

Osserviamo in questi mesi la forza e la velocità di propagazione di questo virus. Il flusso informativo che lo accompagna è di scarsa qualità, da un lato perché si tratta di un virus (dal punto di vista medico-scientifico) difficile da identificare rapidamente, è infatti complesso individuare i positivi rapidamente, ma bisogna piuttosto aspettare qualche giorno quando ormai le possibilità di contagio di altri individui sono aumentate, i dati sono quindi pochi e di difficile informazione (i dati che vediamo sui giornali e telegiornali sono sempre ritardati di circa 15-20 giorni proprio a causa di questo fenomeno). Dall’altro lato c’è scarsa fiducia nelle fonti informative autorevoli e più accreditate, e un ricorso sempre più presente all’informazione “fai da te”. Questo fenomeno non aiuta coloro che devono prendere decisioni, né tantomeno coloro che rispettano le regole e si sentono “puniti” da ulteriori misure restrittive e infine non aiuta nemmeno quanti lavorano a stretto contatto con i malati rischiando la propria vita, nonché le famiglie che hanno perso i loro cari durante questa emergenza. Emergenza che esiste, così come il virus e i morti, e questo è un giudizio di fatto e non di valore. L’informazione non veritiera contagia, come un virus, coloro che sono più fragili e dispongono di minori risorse culturali per comprendere tutte le conseguenze che la contingenza sanitaria porta con sé. Il contagio si espande e in pochi mesi, in Italia, ci siamo dimenticati dei morti e delle difficoltà che questo virus ha causato. Molti cittadini sembrano aver perso fiducia nella cultura a favore di opinione politiche e/o di non esperti che probabilmente non sanno come impiegare il loro tempo (questo non toglie le responsabilità delle scelte e dell’azione politica da parte dei governi in carica nei paesi colpiti dal virus). Il contagio che si registra a livello informativo destabilizza anche i mercati finanziari, si ripercuote dunque su molteplici aspetti della vita quotidiana grazie alla potenza di internet, in grado di raggiungere velocemente centinaia di milioni di persone nel mondo

Il rimedio al contagio

Si ritiene che i principali strumenti volti a indebolire il rischio di contagio siano due: persone/istituzioni in grado di prevedere e prendere misure idonee a tale scopo da un lato e la qualità dell’informazione dall’altro. Se prendiamo come esempio le crisi finanziarie, in seguito a quella del 2008 ad esempio, si è cercato di introdurre nuovi strumenti (spesso politiche economiche, sanzioni, autorità di controllo, nuove normative) volte a prevenire, piuttosto che curare ex-post, gli effetti di un contagio in una fase di crisi. La vigilanza finanziaria è particolarmente stringente e non è dato spazio ad interpretazioni personali e/o oggettive, seppur alcuni miglioramenti siano ancora richiesti in merito alle direttive emanate. Affidarsi nuovamente al ruolo cardine della cultura, un punto troppo poco menzionato, potrebbe educare i consumatori/investitori sull’agire in una situazione di forte ribasso dei mercati (o anche forte rialzo non motivato da fondamentali economici); per fare ciò sono richiesti approfonditi studi sulla società odierna per comprendere come gli attori oggi pensano e operano. Perché rilanciare la cultura? perché vigilare sui compartimenti non è sufficiente, risolve il problema momentaneamente ma non per un lungo periodo di tempo. Educando invece i cittadini, li si rende consci dei rischi dei contagi derivanti dall’informazione e li si prepara agli scenari possibili. La cultura in questo senso paga, e salva la vita, le fake news no.

Alessandro Gastaldello

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