Il vaccino, l’incertezza e la finanza: il connubio evidenziato da Mario Draghi

Il vaccino attenuerà l’incertezza che regna in questo periodo?

Fondamento di molte teorie economiche e finanziarie, l’incertezza è ciò che condiziona molte delle scelte che gli individui compiono durante il corso della loro vita. Scelte di investimento, di risparmio, assicurative, di spesa; tutte queste tengono conto dell’aleatorietà degli eventi e si propongono come strumenti per mitigare il rischio connesso all’incertezza.

Finanza e incertezza

Probabilmente il titolo migliore sarebbe stato “rischio e incertezza”. Questi due aspetti sono strettamente connessi tra loro; l’incertezza in merito all’esito di un evento futuro, per sua natura aleatorio (in pratica nulla è certo finché non accade, nemmeno la morte) da luce a rischi a cui l’individuo è chiamato a rispondere compiendo scelte che spesso sono di tipo binario opposte tra loro: agire o non agire. Di fatto possiamo ricondurre a questo dilemma della scelta quasi tutte le scelte in ambito di investimento e di spesa, “vale la pena agire e rischiare o non agire e non rischiare?”. In realtà anche il non agire stesso può comportare dei rischi, proprio a causa dell’aleatorietà degli eventi a cui abbiamo fatto riferimento. Chi è chiamato a governare, così come chi opera in una società del mondo finanziario, deve sapersi confrontare con i rischi che ha davanti, misurando con modelli quantitativi l’incertezza e sviluppando scenari futuri di realizzazione degli eventi.

L’incertezza oggi

Mario Draghi, durante il suo ultimo intervento al Congresso online della Società Europea di Cardiologia, ha affermato che «solo la scoperta del vaccino eliminerà tante incertezze che ci sono al momento» (“tante” non “tutte” come riportato erroneamente da molti titoli di giornale). Non si può dargli torto, l’incertezza registrata sui mercati è frutto di un sentimento più comune e diffuso tra molte fasce della popolazione, così come in molte categorie produttive, per molti il semplice (e triste) pensiero di perdere il lavoro e/o non riuscire a trovarne un altro. L’incapacità di prevedere l’esatta evoluzione della situazione epidemiologica, unita con politiche aziendali e sociali poco chiare ed efficaci, non permette di fare una scelta: torniamo quindi al problema del paragrafo precedente, solo che in questo caso l’inerzia (anche giustificata proprio a causa dell’eccezionalità della situazione corrente) ha portato ad un generale immobilismo socio-economico. Il mondo durante il lockdown (o meglio i vari lockdown) si è fermato e, al momento, non è ancora ripartito ai ritmi di prima. Quando ripartiremo (domanda che per esempio si fanno molte società sportive dilettantistiche di sport “minori”)? Torneremo alla vita di prima?

Il breve periodo

La sfida più grande è proprio nel breve periodo (perché in ogni caso, come sosteneva Keynes, nel lungo periodo siamo tutti morti, che bellezza!!). Serve che vengano prese delle scelte ora, sia in campo economico che in campo sanitario, tenendo tuttavia presente che l’elaborazione e la produzione di un vaccino non è qualcosa che dipende dalla volontà umana (come dichiarato anche da persone ricoprenti incarichi illustri): esistono infatti protocolli e tempistiche, la cui complessità e lunghezza è ampiamente commisurata alla delicatezza con cui devono impattare sulla salute dell’individuo. In questo caso ci accorgiamo che l’incertezza va affrontata con una virtù spesso poco considerata: la pazienza, unitamente alla tenacia, nel saper aspettare, e poi cogliere il momento in cui l’evento aleatorio si manifesta. Nel frattempo preparandoci ai possibili scenari che abbiamo sviluppato così da non essere impreparati nel caso le cose andassero male

Alessandro Gastaldello

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