Impact Investing: la sostenibilità premia

Non si ricerca più solo un profitto economico, quanto piuttosto investimenti che siano in grado di generare valore, in altre parole sostenibilità.

In questo periodo di emergenza sanitaria ci siamo quasi dimenticati delle tematiche che avevano conquistato le prime pagine dei giornali fino a non molto tempo fa: tutela dell’ambiente, lotta agli sprechi, equità sociale, diritti delle persone, energie rinnovabili. Anche gli investimenti necessitano di un ripensamento delle prospettive, valorizzando realtà che si prendano cura del mondo in cui viviamo.

Il contesto

Tra gli investimenti tradizionali e la filantropia si innestano una serie di strategie di investimento che puntano a valorizzare quelle aziende che creano valore e si fanno carico di tematiche non strettamente connesse all’attività caratteristica di business. Il ragionamento sottostante queste scelte parte dalla considerazione che si possa ottenere un vero profitto solo redistribuendo parte delle ricchezze su un territorio e/o una popolazione. Siamo ben lontani da quelle teorie socio-economniche che si sono affermate nel secolo scorso, in questo caso l’obiettivo ultimo è investire e produrre responsabilmente, comprendendo il contesto nel quale si opera e coinvolgendo al centro del proprio progetto.
L’idea ultima è quella di generare valore, laddove per valore non si intende solamente un profitto in termini monetaria tanto piuttosto una capacità di creare una ricchezza coinvolgendo la società, migliorandone il benessere tutelando il mondo e il contesto in cui essa opera.

Cambio di prospettiva

Le principali tematiche che rientrano negli impact investments possono essere ricondotte ai punti elencati nell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile: sono state evidenziate delle aree critiche che necessitano di attenzione da parte dei governi, delle aziende e dei consumatori, per responsabilizzare tutti gli operatori nei confronti di tematiche ambientali (l’utilizzo di energie rinnovabili, la lotta all’inquinamento, la valorizzazione e tutela del patrimonio paesaggistico) e sociali (pari equità tra le persone, lotta alla povertà e agli sprechi alimentari).
I punti appena citati rientrano nella macro-categoria dei criteri ESG (Environmental, Social and Governance) che a loro volta si delineano in standard internazionali stabiliti da alcune organizzazioni (SASB, GRI, IRIS+, CDSB). Un ulteriore step è attuato attraverso gli investimenti SRI (Social Responsible) che di fatto utilizzano i fattori ESG nella costruzioni di strategie e portafogli di investimento.
Nel concreto inizialmente si sono eliminate tutte quelle aziende che operano nella produzione di tabacco, armi, contenuti pornografici e gioco d’azzardo; sostanzialmente tutto ciò che andava contro dei valori etici. Si è poi passati a considerare come le aziende portano avanti la loro attività, se hanno particolari politiche per l’assunzione dei dipendenti, se utilizzano energie rinnovabili per i loro impianti o se riciclano le risorse di scarto, se includono altri competitor o piccole realtà nel processo produttivo così da far fiorire una determinata zona geografica. Insomma l’universo che raccoglie questi investimenti è piuttosto vasto, ma identificato sempre da una comunanza di valori etici e moralmente perseguibili.

I fattori di successo

Si stanno affermando sempre più grandi realtà a livello internazionale, sia dal lato delle aziende che perseguono questi valori, sia dal lato delle società di investimento che finanziano determinate realtà produttive. L’evolversi del fenomeno è dovuto ad un cambio di mentalità da parte di molte imprese, questi investimenti, che spesso nel linguaggio comune sono definiti “green”, rendono sia dal punto di vista finanziario che del benessere sociale. Quello che si vuole sottolineare in particolare è che l’essere impegnati, come società, in investimenti socialmente responsabili, e quindi nell’adottare politiche aziendali che si basano sui criteri espressi in precedenza, non è un costo ma una possibile fonte di ricavo (non sempre solo economico). Il fatto che un’azienda decida di fare investimenti per finanziare progetti per il sostegno a comunità in zone povere, microcredito, strutture abitative e ospedaliere rappresenta solo una parte di questo argomento. Ad esso si affiancano le tematiche legate all’utilizzo di nuove fonti di energia, la ricerca, la parità di diritti tra gli essere umani, le lotte sociali e l’impegno per la costruzione di un mondo migliore. In alcuni casi, più semplicemente, si punta al sostegno alla propria comunità locale (è l’esempio delle cooperative sociali che nascono per dare forza e visibilità a piccole realtà territoriali), delle organizzazioni che lottano contro il crimine organizzato, delle fondazioni. Quello che è fondamentale è il duplice aspetto, di investimenti che siano in grado di generare un impatto sia dal punto di vista economico (chiaramente un fondo privato non è incentivato ad investire in una società che non produce profitto) che dal punto di vista umano, sociale e ambientale.

Alessandro Gastaldello

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