La finanza sostenibile: punto di svolta nel 2020

I recenti sviluppi socio-economici hanno messo in rilievo la necessità di orientare gli sforzi del sistema finanziario verso lo sviluppo di una più concreta finanza sostenibile.

Negli ultimi anni, l’impegno della Commissione europea finalizzato a creare un’adeguata tassonomia per sostenere gli investimenti cosiddetti “green”, risulta un’ottima base di partenza per cercare di allineare le prospettive dei singoli paesi circa questo settore.

Cos’è la finanza sostenibile

Proveremo a racchiudere in poche righe le componenti essenziali che caratterizzano questa tipologia di investimenti, sebbene ci si trovi difronte ad una tematica densa di sfaccettature. Il concetto di sostenibilità porta con sé inevitabilmente ulteriori considerazioni circa l’impatto sociale, ambientale ed economico che contraddistingue queste operazioni. Durante l’ultima decade, abbiamo assistito ad una repentina proliferazione di “sustainable finance” e di maggiore attenzione da parte delle istituzioni europee su questo tema. Si è colta la necessità, dovuta agli evidenti cambiamenti climatici ed agli effetti devastanti provocati dall’inquinamento, di dover orientare i flussi di capitali verso questo cluster della finanza. Ci si è resi conto che è possibile permettere ai paesi di migliorare le proprie aspettative di crescita economica ed allo stesso tempo investire in progetti che garantiscano la riduzione delle differenze sociali e la promozione di una maggiore eticità.

I recenti sviluppi

Come abbiamo sottolineato pocanzi, negli ultimi due anni la commissione europea ha deciso di introdurre un “Action Plan” con il fine ultimo di identificare chiaramente la tassonomia e gli standard riguardo i progetti sostenibili. È stato istituito anche un HLEG (High Level Expertise Group), incaricato di promuovere i 3 principali obiettivi contenuti nel piano europeo. Sappiamo, inoltre, che i principi e gli standard di riferimento in questo settore sono molteplici: Agenda 2030 dell’Onu, le guide lines del Financial Stability Board e i Principles per l’emissione dei green bond. Per riuscire a raggiungere l’obiettivo di una maggiore sensibilizzazione sull’argomento, risulta imprescindibile una collaborazione tra le istituzioni, gli intermediari finanziari e le imprese. Le misure varate con il Decreto Liquidità e l’introduzione del Green New Deal, rappresentano un incentivo considerevole, ma è necessaria una visione prospettica di medio-lungo termine.

Possibili sviluppi futuri

La crescente attenzione circa i key drivers degli ESG ( environmental, social and governance), all’interno del sistema finanziario, rappresentano un buon punto di partenza. Senza trascurare la riduzione delle emissioni di carbonio (GHG), la riduzione dei gender gap all’interno delle imprese e la promozione di obiettivi sociali. La dicotomia riguardo la sostenibilità e la profittabilità è un concetto da sfatare, è possibile per i paesi migliorare l’inclusione sociale e l’impatto ambientale ed al contempo ottenere buoni profitti sui propri investimenti. Una strategia che permetterebbe ai paesi di ottenere sostegno dalle autorità europee nell’attuazione di progetti sustainable e di poter incrementare la propria competitività e innovazione all’interno dell’unione europea. La crisi che stiamo vivendo potrebbe rappresentare un punto di svolta per sensibilizzare ulteriormente i vari paesi nel decidere di investire con maggiore eticità. Si potrebbe addirittura dare spazio a nuove forme di lavoro che garantirebbero, non solo una riduzione degli effetti negativi sull’ambiente circostante, ma anche una crescita economica dei paesi.

Edoardo Gentili

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