L’altra faccia dello smart working: La concezione dei CEO

Il covid-19 ha certamente smosso differenti equilibri. Nella drammacità della sua ascesa, però, molti sono comunque riusciti a cogliere dei lati positivi. In particolare, uno dei cambiamenti più discussi è stata l’introduzione forzata dello smart working. Questa rivoluzione digitale ha modificato le relazioni tra colleghi, tra il management e i dipendenti o, più ampiamente, ha provocato una variazione della produttività.

Molto spesso si è trattato di aspetti positivi per i dipendenti, ma in pochi si sono soffermati ad esaminare i lati e le conseguenze per i rispettivi CEO delle aziende. In particolar modo osserveremo come un cambiamento così inaspettato ha portato molti CEO a rivisitare le dinamiche aziendali che da sempre avevano caratterizzato le loro imprese.

Netflix, ferie, e produttività

Il co-Ceo di Netflix, Reed Hastings, conosciuto per le inusuali dinamiche aziendali riguardanti la libertà data ai dipendenti per le loro ferie, atte principalmente a stimolare la loro creatività e dargli la possibilità di essere produttivi al massimo quando lavorano, è completamente insoddisfatto della nuova organizzazione aziendale post pandemica.
Not being able to get together in person, particularly internationally, is a pure negative“. Per un’impresa leader dello streaming americano e mondiale, e per il recente processo di diversificazione che hanno visto la nascita di serie, film e documentari targati Netflix, appare giustamente complesso riuscire a conciliare più entità internazionali.

Adattamento e innovazione

D’altra parte sia Buffet, Ceo di “Berkshire Hathaway Inc”, sia Dana Canedy, Ceo di “Simon & Schuster”, affermano che le realtà aziendali cambiano continuamente, dunque è solo una questione di adattamento. Dimon, CEO di “JPMorgan Chase & Co”, analizza con occhio più critico la situazione. Durante un’intervista, infatti, lo statunitense ha affermato come ci siano diversi lavori che hanno raggiunto un picco di produttività, mentre altri hanno riscontrato maggiore difficoltà. L’ex membro del consiglio di amministrazione della FED ha infatti affermato come ci siano alcune cose che funzionano meglio in modalità virtuale e che hanno probabilmente un miglior futuro proprio nella dimensione digitale.

Libertà e vincoli: la nuova frontiera dello smart working

La maggior difficoltà a livello decisionale consiste nella gestione del personale da parte del CEO, che non può più essere vincolato alle ore d’ufficio. La definizione tra libertà e vincoli è oggi più che mai materia di difficile interpretazione: quali sono gli strumenti di controllo? Come si fissano obiettivi che prevedono collaborazione tra diversi membri di uno stesso team o di una stessa area? Come si rilevano le presenze e come si gestiscono gli spazi? Queste sono le principali domande poste ai CEO. In seguito ad un lungo periodo di cambiamento sono cambiate anche le skills richieste ai lavoratori: complex problem solving, critical thinking, creativity, people management, coordinating with others, emotional intelligence, judgment and decision making , service orientation, negotiation, cognitive flexibility sono le dieci skills più richieste. Appare evidente una forte tendenza all’autonomia, al pensiero critico e, ovviamente, all’intelligenza artificiale, tutti elementi che in futuro saranno cardine della nuova interessantissima accezione di produttività.

Gianluca Pirulli

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