L’aspetto dell’industria cinematorafica dopo l’emergenza Covid-19

Quali sono i danni subiti? Quali le modalità di ripresa? Qual è il nuovo aspetto del cinema dopo una crisi tanto grande? Analizziamo il caso economico di questa relativamente giovane industria

Poco più di un secolo fa il Cinema non era ancora nato. Questa industria si trova per la prima volta a dover frontegiare un’ingente crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria Covid-19

La prima vera crisi nell’industria cinematografica

Cinema. Indubbbiamente una delle parole più evocative che si possano pronunciare. Per alcuni ‘cinema’ richiama l’attenzione su grandi multisala dalle poltroncine in velluto scarlatte, altri immaginano immediatamente la lucina rossa del rec sulla cinepresa del regista, c’è chi invece pensa con occhi sognanti ai lunghi red carpet di festivals come Cannes o Venezia… Ecco possiamo convenire che tutto questo, e oltre, è oggi il Cinema. 100 mila occupati, direttamente e indirettamente, più di 1 miliardo di euro annuo di volume, 100 milioni di danni per ogni mese di fermo. Questi sono i dati diffusi da Giancarlo Leone, presidente APA (Associazione Produttori Audiovisivi, ndr) riguardo l’industria cinematografica italiana. Per quanto concerne quella americana possiamo solo immaginare la portata totale del danno che il Covid-19 ha inferto a Hollywood, stimando che, durante il primo mese di lockdown, la perdita ammontava già a 7 miliardi con un calo del 25% nelle entrate a botteghino dopo i primi tre mesi. Il fatto più straordinario è rappresentato dall’unicità della crisi dovuta all’emergenza sanitaria. Per la prima volta infatti questa inustria si torva a dover fronteggiare una tale emergenza, trovandosi dunque relativamente impreparata e alquanto spaesata. La spagnola del 1918, difatti, causò un importamte rallentamento del settore ma al tempo stesso non si poteva ancora parlare di ‘industria’ cinematografica così i danni furono di potata nettamente infreriore con 1 milione perso ogni mese e soltanto una stagione di fermo. Il 9/11 rappresentò un ulteriore momento di crisi mondiale, ma come appare evidente la caduta delle torri gemelle non penalizzò minimamente il settore anzi, si potrebbe pensare che lo incrementò da un certo puto di vista. Sono infatti molteplici i film che dopo il 2001 citarono il tragico evento di settembre.

Come far fronte alla crisi

In che modo dunque ci si è mossi e ci si continua a muovere per far fronte ad un’emergenza tanto grande e dispendiosa? Il primo film la cui distribuzione è stata posticipata è James Bond, i nuovi film Marvel stanno subendo importanti ritardi dal punto di vista della produzione. Nonostante il Festival del cinema di Cannes sia stato annullato, il Festival del cinema di Venezia, che ogni anno accoglie amatori e professionisti dell’industria, si terrà in autunno secondo le norme sanitarie vigenti. Cercheremo quindi di analizzare le modalità di risanamento dell’industria da due prospettive differenti: dal punto di vista del produttore e da quello del consumatore.

Il produttore

Come finanziare i nuovi progetti? Come froteggiare i danni subiti? Nel decreto Cura-Italia sono previsti sussidi all’industria cinematografica, ma gli ausili non terminano qui. Lo scorso aprile è stato infatti creato il Fondo di Sostegno per la TV e il Cinema nell’emergenza Covid-19 finanziato da Netflix per 1 milione di euro e gestito dall’Italian Film Commission. Inoltre, con l’inizio della fase 2, molti set sono stati riaperti, a condizione ovviamente di filmare seguendo pedissequamente le misure di sicurezza previste dall’emergenza.

Il consumatore

Come mantenere la passione per il cinema durante il Coronavirus? In questi mesi ci sono state proposte svariate iniziative volte a rendere quando più piacevole l’esperienza della visione di un film per cinefili e non. Molti cinema hanno dato la possibilità di guardare in diretta streaming i film previsti in sala per a primavaera 2020 ad un prezzo nettamemnte inferiore rispetto a quello di un biglietto intero. Alcune case di produzione hanno anticipatamente venduto i diritti di film apena usciti ad enti come Netflix o Prime Video così da ampliare la scelta proposta ai consumatori. E ancora, terminato il lockdown, è ora possibile tornare a godere del piacere del grande schermo con modalità differenti come ad esempio i cinema all’aperto o i drive-in, dal sapore retrò.

Carolina Zennaro

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